Le ACLI di Chieti chiedono l’intitolazione al Cardinale Vincenzo Fagiolo, nel 25° anniversario della sua scomparsa, come omaggio alla città.
Intitolazione Cardinale Vincenzo Fagiolo a Chieti
La proposta delle ACLI al Comune di Chieti
Le ACLI provinciali di Chieti, insieme ai quattro circoli cittadini del capoluogo, hanno scritto al Sindaco Diego Ferrara. La richiesta propone l’intitolazione di una via, una piazza o un luogo pubblico al Cardinale Vincenzo Fagiolo.
L’iniziativa nasce in vista del 25° anniversario della sua morte, che ricorrerà il 22 settembre. È un omaggio a una figura che ha segnato profondamente la storia della città.
Il legame con la comunità teatina
«Durante il suo lungo episcopato – scrive il Presidente provinciale delle ACLI, Antonello Antonelli – il Cardinale Fagiolo ha dimostrato una straordinaria vicinanza alla nostra città e ai suoi abitanti. Un legame così forte da spingerlo a scegliere di essere tumulato all’interno della Cattedrale di San Giustino, segno tangibile del suo affetto e della sua dedizione verso la comunità teatina.
In particolare, il Cardinale Fagiolo è stato un punto di riferimento fondamentale per i lavoratori e i bisognosi. Ha accompagnato con instancabile impegno le iniziative sociali e ha guidato la Caritas Italiana come presidente nazionale.
A Chieti lo ricordiamo come un presule attento e vicino, non solo alle ACLI ma anche al mondo dell’associazionismo laicale. Nel 1984 fu chiamato in Vaticano per servire la Chiesa Universale. Lasciò un’eredità spirituale e sociale di grande valore.
Intitolare un luogo pubblico alla sua memoria non sarebbe solo un omaggio a un uomo di Chiesa. Sarebbe anche un riconoscimento a un pastore che ha saputo ascoltare e agire, lasciando un segno indelebile nella storia e nel cuore della nostra comunità».
«Riteniamo – conclude Antonelli – che questo gesto rappresenterebbe un giusto e doveroso riconoscimento per i suoi meriti e per il profondo legame che lo ha unito a Chieti».
Il profilo del Cardinale Vincenzo Fagiolo
Vincenzo Fagiolo nacque a Segni il 5 febbraio 1918 e morì a Roma il 22 settembre 2000. Fu Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto e Cardinale della Chiesa cattolica.
Completò gli studi ginnasiali nei seminari di Segni e Anagni, poi si trasferì a Roma al Pontificio Seminario Maggiore. Ordinato sacerdote il 6 marzo 1943, operò nella diocesi di Roma fino al 1971, seguendo diverse parrocchie e collaborando con l’Ente Nazionale Sordomuti.
Durante l’occupazione nazista di Roma salvò alcuni ebrei perseguitati. Per questo, Yad Vashem gli conferì la medaglia d’oro di “Giusto tra le Nazioni”.
Dopo l’ordinazione approfondì gli studi alla Pontificia Università Lateranense, conseguendo i dottorati in Teologia e Diritto Canonico. Insegnò diritto canonico alla Lateranense, alla Sapienza, all’Università d’Annunzio di Chieti, a Teramo e alla LUISS.
Papa Paolo VI lo nominò Arcivescovo Metropolita di Chieti il 20 novembre 1971. Ricevette l’ordinazione episcopale il 19 dicembre e fece ingresso a Chieti nella primavera del 1972. Nell’omelia di insediamento disse: «…da poco vi conosco e già molto vi amo…». Quella frase segnò l’inizio di un legame fortissimo con la diocesi teatina.
Dal 1979 al 1984 fu vicepresidente della CEI e, dal 1981, presidente della Caritas Italiana. Nel 1984 si trasferì a Roma per servire la Curia. Giovanni Paolo II lo nominò Cardinale nel 1994.
Morì a Roma nel 2000. Per sua volontà testamentaria, riposa nella Cattedrale di San Giustino a Chieti, nella cappella della Madonna Mater Populi Teatini.
Un riconoscimento per la memoria della città
Il Cardinale Fagiolo ha lasciato un segno indelebile a Chieti, distinguendosi per la sua vicinanza ai lavoratori e l’impegno a sostegno delle fasce più fragili.
L’iniziativa delle ACLI vuole onorare non solo un uomo di Chiesa, ma una figura che ha unito fede, cultura e attenzione al prossimo. Un pastore rimasto nel cuore della comunità teatina.