Dolore pelvico cronico in Abruzzo, approvata la legge per registro, osservatorio e percorsi di cura

Il tema del dolore pelvico cronico in Abruzzo entra finalmente in un quadro normativo più preciso. Il Consiglio regionale, nella seduta del 21 aprile, ha approvato il progetto di legge “Disposizioni in favore delle persone affette da dolore pelvico cronico e patologie correlate”, presentato a Pescara nel corso di una conferenza stampa dai consiglieri regionali Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti.

L’obiettivo del provvedimento è costruire un sistema regionale integrato di prevenzione, diagnosi e cura del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate. Inoltre, la legge punta a rafforzare il riconoscimento di queste condizioni come invalidanti, a favorire la diagnosi precoce, a sostenere la ricerca scientifica e a valorizzare il ruolo delle associazioni e del volontariato che da anni affiancano i pazienti.

All’incontro hanno preso parte anche Claudio Rossi, presidente dell’Associazione Italiana Neuropatia del Pudendo (Ainpu Onlus), Carla Bucciarelli, rappresentante per l’Abruzzo del Comitato per la Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo, e Ali Younes, dirigente medico di Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore della Asl di Pescara e responsabile provinciale del Dipartimento Sanità della Lega Pescara.

Dolore pelvico cronico in Abruzzo, cosa prevede la legge

Tra i punti principali del provvedimento c’è l’istituzione di un Osservatorio regionale, chiamato a monitorare le patologie correlate e a contribuire alla definizione di un Piano e di una Rete regionale per la prevenzione e la cura. È prevista anche la creazione di un Registro regionale presso l’Agenzia sanitaria regionale, con il compito di raccogliere e analizzare dati clinici, statistici e sociali.

Accanto agli strumenti di monitoraggio, la norma prevede per il 2026 un finanziamento regionale di 20 mila euro destinato a campagne di sensibilizzazione, informazione ed educazione sanitaria. Si tratta di un primo passo concreto per far emergere un problema che ancora oggi resta troppo spesso sottovalutato, nonostante il forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti.

Registro e osservatorio regionale per il dolore pelvico cronico

Il Registro regionale dovrà offrire una base di dati ufficiale e omogenea. Questo aspetto può aiutare la sanità abruzzese a conoscere meglio la diffusione del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate. Allo stesso tempo, l’Osservatorio regionale potrà seguire l’evoluzione dei bisogni assistenziali e suggerire strumenti più efficaci per la prevenzione, la diagnosi e la presa in carico.

Dolore pelvico cronico in Abruzzo, il tema dei malati invisibili

Nel corso della conferenza stampa è emerso con forza il tema dell’invisibilità del dolore cronico. Carla Bucciarelli ha ricordato quanto possa essere estenuante convivere ogni giorno con una sofferenza che spesso non si vede e, proprio per questo, non viene compresa fino in fondo. Inoltre, ha sottolineato che molte persone sono ancora costrette a curarsi fuori regione, soprattutto per la mancanza di una formazione adeguata e di percorsi strutturati.

Sulla stessa linea anche Claudio Rossi, che ha definito l’approvazione della legge un passo importante per restituire dignità a una patologia che colpisce molte donne, ma anche uomini. Rossi ha evidenziato il valore del Registro regionale, spiegando che disporre finalmente di dati ufficiali significa dare esistenza concreta, anche nei numeri, a una realtà che finora è stata raccontata soprattutto dalle associazioni.

L’obiettivo futuro di una Pelvic Unit pubblica

Tra i traguardi indicati nel corso dell’incontro c’è anche la prospettiva di arrivare in futuro a una vera Pelvic Unit pubblica dedicata alla cura del dolore pelvico cronico in Abruzzo. Un obiettivo che, se sostenuto da risorse, rete sanitaria e formazione specialistica, potrebbe offrire ai pazienti un punto di riferimento stabile sul territorio.

Formazione sanitaria e diagnosi precoce, la sfida decisiva

Un altro nodo centrale riguarda la formazione del personale sanitario. Vincenzo D’Incecco ha spiegato che, senza una preparazione specifica, il rischio è lasciare ancora tutto alla sensibilità dei singoli professionisti. La legge, invece, punta a costruire un percorso uniforme su tutto il territorio regionale, anche attraverso l’aggiornamento del personale medico e sanitario delle Asl nell’ambito dei piani di formazione del sistema sanitario regionale.

Ali Younes ha richiamato l’attenzione sulla necessità di percorsi multidisciplinari rapidi e altamente specializzati. Secondo il medico, il fattore tempo è decisivo, perché più la diagnosi ritarda, più la patologia tende a cronicizzarsi. Per questo serve una rete competente, capace non solo di intervenire con tempestività, ma anche di credere al dolore delle persone e di offrire risposte concrete.

Percorsi multidisciplinari e tempi rapidi di cura

Il cuore della questione resta proprio questo: costruire percorsi chiari, accessibili e omogenei in tutte le Asl abruzzesi. Senza un’organizzazione condivisa, infatti, il rischio è che il riconoscimento normativo non si traduca in un miglioramento reale per i pazienti. Al contrario, una rete multidisciplinare ben coordinata può favorire diagnosi più veloci, trattamenti più appropriati e maggiore continuità assistenziale.

Mannetti e D’Incecco: ora accelerare sull’attuazione della legge

Carla Mannetti ha parlato di un risultato nato da un lavoro di ascolto e collaborazione istituzionale. Ha ricordato che l’Abruzzo è tra le prime regioni italiane a muoversi in questa direzione e ha sottolineato che la legge introduce un approccio multidisciplinare e integrato, particolarmente importante per patologie che colpiscono in misura maggiore le donne, pur interessando anche gli uomini.

Mannetti ha inoltre richiamato la clausola di monitoraggio affidata al Comitato per la legislazione, evidenziando la volontà di seguire anche la fase successiva all’approvazione della norma. D’Incecco, invece, ha rimarcato il valore del consenso quasi unanime raccolto in Consiglio regionale, con un solo voto di astensione, e ha insistito sulla necessità di accelerare ora la fase attuativa.

Incontro con l’Agenzia sanitaria regionale per i prossimi passaggi

I promotori annunciano infatti la richiesta di un incontro con l’Agenzia sanitaria regionale per avviare in tempi rapidi sia il Registro regionale del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate sia l’Osservatorio regionale per il monitoraggio, oltre alle iniziative di sensibilizzazione previste dalla legge.

Dolore pelvico cronico in Abruzzo, il vero banco di prova sarà l’attuazione

Il passaggio normativo rappresenta un primo segnale concreto su un fronte sanitario spesso rimasto ai margini del dibattito pubblico. Tuttavia, il vero banco di prova sarà l’attuazione. Solo con strumenti operativi, formazione adeguata, raccolta dei dati e percorsi omogenei nelle Asl abruzzesi questa legge potrà trasformarsi da buona intenzione a risposta reale per tanti pazienti che, fino a oggi, si sono sentiti invisibili.

La Redazione de La Dolce Vita
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