Pescara, la notte più amara: è retrocessione in C

Pescara retrocessione in C dopo l’1-1 con lo Spezia. All’Adriatico esplode la contestazione e cala il sipario sulla stagione.

PESCARA – Un anno dopo. Tanto è passato all’incirca da quella notte. Da quando il Pescara centró la promozione in B. In un’altra notte, questa volta dal sapore amaro, all’Adriatico si materializza la tanto temuta retrocessione in C. Termina 1-1 la partita contro lo Spezia. E il Bari centra il successo contro il Catanzaro. Esplode la contestazione dentro e fuori lo stadio.

Pescara retrocessione in C dopo una settimana di polemiche

Dopo il rigore di Padova, il Pescara ha vissuto una settimana di polemiche. Gorgone schiera una squadra a trazione offensiva con Acampora arretrato in posizione di mezz’ala. Inserendo Olzer che con Insigne agisce a ridosso di Di Nardo. Faraoni e Letizia sulle due corsie. Nello Spezia Luca D’Angelo, pescarese doc, a centrocampo deve fare a meno di Bandinelli per squalifica. Tandem d’attacco composto dal grande ex Gianluca Lapadula insieme a Di Serio. Panchina per Gabriele Artistico.

Pescara avanti

Pescara subito pimpante in avvio con un’iniziativa di Valzania. E sugli sviluppi di un calcio d’angolo i biancazzurri al 10’ passano con Faraoni, che trafigge Mascardi con una conclusione sul primo palo. Al 24’ D’Angelo costretto ad operare già il primo cambio: fuori Valoti per infortunio e dentro Vignali. Pescara in predominio territoriale. E Spezia che soffre l’iniziativa dei biancazzurri.

Pescara retrocessione in C tra speranze, pareggio e contestazione

Nella ripresa D’Angelo butta dentro Gabriele Artistico. E al 6’ Doveri annulla un gol di Sernicola allo Spezia per posizione irregolare, dopo consulto al Var. Si gioca in un clima surreale visto il risultato del Bari a Catanzaro. Insigne prova a scuotere i suoi al 13’, impegnando Mascardi da posizione defilata. Intanto a metà del secondo tempo inizia la contestazione in Curva Nord: esplodono diversi petardi lanciati sulla pista di atletica e si innalzano cori contro il presidente Sebastiani. In questo clima al 28’ arriva il pareggio dello Spezia con il neo entrato Artistico che sfrutta l’assist di Lapadula e realizza a porta sguarnita. Il Pescara prova a reagire con un tiro da fuori di Olzer alla mezz’ora. Nel finale in Curva Nord si rimuovono gli striscioni e il settore svuota in segno di protesta. La contestazione si trasferisce fuori dallo stadio. E all’esterno intervengono anche le Forze dell’Ordine.

Ingresso in campo di Pescara e Spezia allo stadio Adriatico nella notte della retrocessione in C
Le squadre fanno il loro ingresso in campo all’Adriatico prima di Pescara-Spezia, sfida che segna la retrocessione dei biancazzurri in Serie C.

Il tabellino della notte più amara

PESCARA-SPEZIA 1-1

PESCARA (4-3-2-1): Saio; Faraoni(35’st Altare), Capellini, Bettella, Letizia(32’st Olivieri); Acampora (26’st Caligara), Brugman, Valzania(32’st Tsadjout); Olzer, Insigne, Di Nardo. A disp. Brondbo, Meazzi, Merola, Altare, Lamine Fanne, Graziani, Gravillon, Russo, Oliveri, Tsadjout, Corbo. All. Giorgio Gorgone

SPEZIA (3-5-2): Mascardi; Mateju, Hristov, Bonfanti; Adamo(1’st Sernicola), Valoti(24’ Vignali), Comotto(21’st Nagy), Romano, Beruatto(31’st Aurelio); Lapadula, Di Serio(1’st Artistico). A disp. Loria, Radunovic, Ruggeri, Bellemo, Artistico, Sernicola, Bertoncini, Aurelio, Skjellerup. All. Luca D’Angelo

ARBITRO: Daniele Doveri di Roma 1; assistenti Di Gioia, Zezza; quarto uomo Tropiano; Var Marini; Avar Del Giovane

RETI: 10’ Faraoni (P), 28’st Artistico (S)

AMMONITI: Vignali (S), Olzer (P), Romano (S), Nagy (S)

RECUPERO: 1’pt, 6’st

NOTE: spettatori paganti: 8.139, abbonati: 2.855, totale: 10.994. Incasso biglietti: € 99.888,00. Rateo abbonamenti: € 25.518,00. Totale incasso: € 125.406,00. Ospiti: 9.

La Curva Nord dello stadio Adriatico durante Pescara-Spezia nella serata della retrocessione in C
La Curva Nord gremita segue Pescara-Spezia in una notte carica di tensione, conclusa con la retrocessione in Serie C.

Epilogo crudele

Profonda delusione per l’allenatore del Pescara Giorgio Gorgone: “Chiedo scusa perché ci ho creduto, ci ho sperato. È un dispiacere enorme verso la piazza. Mi dispiace per i tifosi e per la squadra. È stato crudele come è finita. Oggi c’era una piccola speranza, ma fondamentalmente non ce l’ha avuta nessuno per il risultato sull’altro campo.

L’amarezza dei tifosi è giustificata. C’era un momento che sembrava avessimo ripreso un treno che ci era sfuggito. Andare sotto la Curva è stato per me una cosa dovuta. Ho visto un pubblico strepitoso. Se noi siamo riusciti ad arrivare ad un passo dai play-out è merito loro. Rifarei tutto, ne è valsa la pena. Lo rifarei, andrebbe cambiato solo il finale.

Ci sono stati momenti dove non abbiamo avvertito il pericolo. Il problema è stato non percepire quanto era importante il risultato. Penso alla Samp, alla Carrarese, al Padova. Futuro? Non ho analizzato assolutamente niente. A questo gioco bisogna accettare che hai fallito. Non meritavamo di arrivare così a questo punto. Io ringrazio un dirigente in particolare che mi è stato vicino che è Pasquale (Foggia, ndr) e il Presidente. Non ho avuto mai nessuno all’interno della squadra che mi abbia fatto sentire solo”.

Amarezza

Al pari del Pescara, retrocede anche lo Spezia. Tutta l’amarezza dipinta nel volto di Luca D’Angelo: “Sicuramente il primo tempo non è stato buono, erano poche le possibilità. Gli altri risultati sono stati negativi per noi. Diciamo che i due anni precedenti a Spezia sono stati grandi risultati, quest’anno sono compartecipe di una retrocessione. Sono tre anni che sono a Spezia, sono affezionato a quella piazza.

Il Pescara? Oggi ho pensato solo allo Spezia. Ad inizio stagione abbiamo fatto degli errori dopo un campionato come quello dello scorso anno. Dovevamo essere più lungimiranti, ripartire non è mai semplice. Abbiamo fatto il ritiro con tanti infortunati, la squadra era più debole. Sapevamo di non poter fare lo stesso campionato dello scorso anno. Per quest’ultimo mese e mezzo la squadra ci ha provato, era una situazione complicata non ce l’abbiamo fatta. Futuro? Non ci ho pensato, non è corretto da parte mia fare discorsi di questo genere. Io ero convinto di potercela fare”.

08-5-2026 Daniele Rossi 

La Redazione de La Dolce Vita
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