Parco e Confagricoltura L’Aquila, intesa per fauna e allevatori

Parco e Confagricoltura per fauna e allevatori è il cuore del nuovo accordo che punta a rafforzare la convivenza tra tutela ambientale e attività agro-zootecniche. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e Confagricoltura L’Aquila firmeranno infatti un protocollo d’intesa per consolidare il dialogo su biodiversità, prevenzione dei danni e valorizzazione delle aziende agricole del territorio.

L’intesa sarà sottoscritta il 14 maggio 2026 nella sede del Parco a Pescasseroli dal presidente del Parco Giovanni Cannata e dal presidente di Confagricoltura L’Aquila Fabrizio Lobene. Alla base dell’accordo c’è una convinzione condivisa. La conservazione degli habitat e delle specie, in particolare dell’orso bruno marsicano, deve procedere insieme al futuro dell’agricoltura e dell’allevamento.

Parco e Confagricoltura per fauna e allevatori: un’intesa per la biodiversità

Il protocollo nasce per rafforzare la collaborazione su temi decisivi. Tra questi spiccano la tutela della biodiversità, la gestione sostenibile dei pascoli, la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica e la promozione delle produzioni agricole e zootecniche di qualità.

Inoltre, l’accordo valorizza il modello di coesistenza costruito nel tempo all’interno del Parco. Si tratta di un’esperienza fondata sul confronto con le comunità locali, sul sostegno alle attività tradizionali e sulla prevenzione dei conflitti. Proprio questo percorso ha permesso di tenere insieme conservazione della natura, presenza della fauna selvatica e continuità delle attività agro-zootecniche.

Fauna e allevatori, il ruolo dei custodi del territorio

Uno degli aspetti più significativi dell’intesa riguarda il riconoscimento del ruolo svolto dalle aziende agricole e zootecniche. In particolare, il protocollo mette al centro le realtà che operano con pratiche estensive, tradizionali e a basso impatto ambientale.

Agricoltori e allevatori, infatti, non vengono considerati soltanto operatori economici. Al contrario, il documento li valorizza come autentici custodi del territorio. Il loro lavoro contribuisce alla manutenzione del paesaggio, alla conservazione della biodiversità e allo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

Di conseguenza, il protocollo propone un equilibrio concreto tra tutela della fauna selvatica, presidio delle aree interne e continuità produttiva.

Parco e Confagricoltura contro i danni da fauna selvatica

Il testo dell’accordo non si limita ai principi generali. Al contrario, prevede impegni operativi ben definiti. Tra questi figurano il supporto tecnico per adottare misure di prevenzione, come recinzioni elettrificate, reti di protezione e cani da guardiania.

In più, l’intesa punta alla sperimentazione di nuovi sistemi per ridurre i conflitti con la fauna. Prevede anche il miglioramento delle procedure per l’accertamento dei danni e per il pagamento degli indennizzi. A questo si aggiungono il monitoraggio dello stato dei pascoli e la promozione delle produzioni agricole attraverso il circuito di comunicazione del Parco.

Protocollo per fauna e allevatori: gruppo di lavoro e durata

L’attuazione dell’accordo sarà affidata a un gruppo di lavoro composto da rappresentanti tecnici del Parco e di Confagricoltura L’Aquila. Questo organismo definirà un programma operativo, controllerà il raggiungimento degli obiettivi e riferirà ogni anno alle amministrazioni coinvolte.

Il protocollo avrà una durata triennale. Inoltre, resterà aperto all’adesione di Comuni, enti e altre associazioni di categoria interessate. L’obiettivo è chiaro. Trasformare questa intesa in un modello condiviso, utile anche per altri territori chiamati a gestire sfide simili.

Parco e Confagricoltura, le dichiarazioni di Lobene e Cannata

Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura L’Aquila, parla di una svolta cruciale. Sottolinea infatti che il protocollo consente di superare tensioni e incomprensioni che in passato hanno complicato il confronto. Inoltre, ringrazia il presidente Giovanni Cannata e il direttore Luciano Sammarone per aver creduto in un percorso fondato sul dialogo.

Secondo Lobene, la tutela della biodiversità non rappresenta un ostacolo. Al contrario, costituisce un traguardo da raggiungere armonizzando il rispetto per fauna e ambiente con la dignità economica e le esigenze vitali delle aziende.

Anche Giovanni Cannata, presidente del Parco, definisce l’intesa un passaggio importante. Per Cannata, infatti, la tutela della biodiversità non può prescindere dal coinvolgimento di chi vive e lavora ogni giorno nel territorio.

Fauna, allevatori e biodiversità dopo la strage dei lupi

L’accordo conferma la volontà delle parti di costruire un percorso strutturato, fondato su responsabilità condivise, prevenzione e partecipazione. Si tratta di un’alleanza concreta per il futuro delle comunità locali e per la difesa di un’identità territoriale che trova nella biodiversità, nell’agricoltura e nell’allevamento sostenibile una componente essenziale.

In questo senso, il protocollo assume anche un valore simbolico molto forte. Arriva infatti in una fase delicata, segnata dalla strage dei lupi delle scorse settimane, e rilancia con decisione il modello di coesistenza che il Parco ha costruito negli anni.

La Redazione de La Dolce Vita
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