A Chieti il caso di Léonie Martin: convegno su Neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità
La neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità diventa tema centrale di un convegno interdisciplinare in programma a Chieti, venerdì 15 maggio 2026, alle ore 16:30.
L’incontro si terrà al Museo Universitario dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Il titolo completo dell’evento è “Neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità: il caso di Léonie Martin e nuove prospettive cliniche e culturali”.
Il Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina & Odontoiatria e il Museo Universitario della “d’Annunzio” organizzano l’appuntamento. Inoltre, l’iniziativa nasce in collaborazione con l’Inner Wheel Club di Chieti.
Il convegno propone un parallelismo originale. Da un lato analizza una figura storica attraverso la paleopatologia. Dall’altro apre un confronto attuale sulle neurodiversità, sui diritti e sui modelli di inclusione.
Al Museo Universitario di Chieti: Neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità
Il cuore scientifico del convegno parte dalle ricerche del professor Ruggero D’Anastasio, direttore del Museo Universitario della “d’Annunzio”.
Durante l’incontro, D’Anastasio presenterà i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista “International Journal of Paleopathology”. La ricerca si è concentrata sul corpo naturalmente mummificato di Marie-Léonie Martin, vissuta tra il 1863 e il 1941.
Léonie Martin fu suora visitandina e sorella di Santa Teresa di Lisieux. La sua vicenda personale, segnata da fragilità fisica e difficoltà relazionali, offre oggi nuovi spunti di lettura.
In questo passaggio, la neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità diventa una prospettiva utile per rileggere una vita complessa, spesso interpretata solo attraverso la sofferenza e la fragilità.
Grazie a indagini istologiche e tomografiche, attraverso la TAC, i ricercatori hanno individuato una forma di eczema endogeno non classificato. Questa patologia afflisse Léonie per tutta la vita.
La malattia si manifestava con pustole e lesioni diffuse su quasi tutto il corpo. Tuttavia, il convegno non si limita al dato clinico. Al contrario, amplia la riflessione alla dimensione umana, comportamentale e culturale.
Il caso di Léonie Martin tra salute fragile e lettura storica
La scrittrice Gabriella La Rovere offrirà una lettura patografica basata sulla ricca corrispondenza familiare di Léonie Martin.
Nelle lettere della madre, Zélie Guérin, Léonie appare come una bambina dal “carattere indisciplinato”. Inoltre, la madre la descrive con un’intelligenza apparentemente poco sviluppata.
Oggi questi elementi assumono un valore diverso. Infatti, riletti alla luce delle conoscenze attuali, aprono una riflessione sulla neurodivergenza in epoche prive di definizioni scientifiche adeguate.
In quei contesti storici, molte condizioni venivano interpretate solo attraverso la sofferenza spirituale, il disagio educativo o il giudizio morale. Per questo motivo, il caso di Léonie permette di osservare il passato con strumenti più consapevoli.
La neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità diventa così una chiave di lettura capace di unire ricerca, memoria e sensibilità contemporanea.
Neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità: il confronto con il presente
Il dibattito si sposterà poi sulla contemporaneità con l’intervento del dottor Arturo Tenaglia, del Servizio Con.Te.Sto.
Il suo contributo sarà dedicato ai Bisogni Educativi Speciali, noti come BES, e ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento, cioè i DSA. Inoltre, Tenaglia approfondirà i modelli di inclusione universitaria.
Questa parte del convegno collegherà il caso storico di Léonie Martin alle sfide attuali. Proprio qui, la neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità diventa una chiave per capire meglio bisogni, diritti e percorsi di inclusione.
Oggi, infatti, scuole, università e istituzioni devono riconoscere bisogni differenti e costruire percorsi più accessibili.
La voce del presente sarà rappresentata anche dalle associazioni di ragazze e ragazzi autistici. Le associazioni condivideranno esperienze, difficoltà e prospettive legate ai diritti.
Inoltre, porteranno al centro del confronto il tema della narrazione odierna della neurodivergenza. Raccontare queste esperienze con parole corrette, infatti, significa contribuire a una cultura più inclusiva.
Una tavola rotonda per unire medicina, cultura e diritti
Il convegno terminerà con una tavola rotonda interdisciplinare. Questo momento conclusivo metterà in dialogo ricerca scientifica, storia, spiritualità, educazione e testimonianze contemporanee.
Le conclusioni saranno affidate alla professoressa Gabriella Mincione, docente di Patologia generale presso il Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina & Odontoiatria della “d’Annunzio”.
Attraverso il confronto tra studiosi, clinici, scrittori e associazioni, l’iniziativa vuole superare una lettura riduttiva della fragilità. Inoltre, invita a comprendere come la società interpreti la diversità, ieri come oggi.
Ruggero D’Anastasio: “Una vita segnata da salute fragile e disabilità non riconosciuta”
Il professor Ruggero D’Anastasio sottolinea il valore umano e scientifico del caso di Léonie Martin.
“Leonie Martin ha vissuto una vita profondamente segnata da una salute fragile e da una disabilità che, all’epoca, non veniva riconosciuta”, spiega il direttore del Museo Universitario della “d’Annunzio”.
Poi aggiunge: “I risultati degli studi paleopatologici e l’analisi accurata delle fonti storiche hanno fornito nuovi elementi sulla vita di questa importante figura del Cristianesimo”.
Infine, D’Anastasio evidenzia un punto centrale del convegno. “Gli studi hanno inoltre evidenziato come una condizione patologica possa influenzare la percezione di una persona agli occhi della società, tanto oggi quanto nel passato”.
La neurodivergenza tra storia, scienza e spiritualità, quindi, diventa un’occasione per guardare oltre le etichette. Inoltre, aiuta a comprendere quanto la conoscenza possa modificare il modo in cui leggiamo le vite, le fragilità e le differenze.