Luciano Cerasi, il Montorio e una sfida chiamata salvezza: «Voglio una mentalità vincente»
MONTORIO AL VOMANO – Non ne ha mai potuto fare a meno. Di quell’adrenalina rappresentata dal rettangolo verde. Perché quelle tensioni che si vivono in panchina, si traducono poi in energia positiva. E così Luciano Cerasi ha scelto di ripartire dal Montorio 88. E da una salvezza da centrare.
Luciano Cerasi e la salvezza del Montorio: obiettivo centrale
La società giallonera ha scelto proprio lui per risollevarsi dopo un inizio di stagione non facile nel campionato di Eccellenza. Domenica scorsa è arrivata la prima vittoria in campionato contro il Pianella, grazie alla doppietta di Matteo Padovano. Nella sfida salvezza contro la squadra di Guglielmo Bonati. Ma la strada è ancora lunga. Lo sa bene Luciano Cerasi. Che nel Montorio 88 ha ritrovato un certo Michael Piccioni, giovane talento classe 2005 che lui stesso lanciò al Giulianova. Oltre all’arrivo di Andrea D’Egidio, che tra i pali rappresenta un’ulteriore garanzia.
Luciano Cerasi e la salvezza del Montorio: un percorso costruito nella gavetta
Dieci anni di Ascoli calcio. Vissuti all’interno del settore giovanile. Una gavetta che poi ha portato Luciano Cerasi sulla panchina del Giulianova. Non di certo una squadra qualunque, ma la squadra della sua città. Per dare vita a due stagioni e mezzo di Eccellenza, con la promozione solo sfiorata. Ma con la consapevolezza di aver fatto il massimo di quello che si poteva fare. Per far rivivere emozioni forti ai tifosi giallorossi. Le stesse che ha vissuto anche Cerasi. Per lui lo scorso anno è arrivato l’esonero nella Santegidiese, in una stagione poco fortunata. E adesso è il momento di ripartire. Di riscrivere tutto da capo.

Luciano Cerasi e la salvezza del Montorio: l’intervista
Obiettivo salvezza: cosa servirà al Montorio
Domenica scorsa è arrivata la prima vittoria stagionale contro il Pianella. Obiettivo salvezza per il tuo Montorio, cosa servirà maggiormente per raggiungerlo?
«Diciamo che abbiamo le idee abbastanza chiare. Domani verrà ufficializzato un giocatore, si tratta di Giacomo Mataloni che era a Castelfidardo. Io l’ho già avuto ad Ascoli. Così come D’Egidio. Dobbiamo mettere ancora qualcosa a posto con un difensore ed un centrocampista. Poi ci sarà il rientro di Federico Mosca e restiamo vigili su un attaccante».
La sfida contro Guglielmo Bonati
Che sfida è stata quella di domenica tra due tecnici esperti come te e Guglielmo Bonati?
«Con lui abbiamo fatto tante sfide. È un tecnico che cambia diverse volte durante la partita. Un allenatore che ti cerca di mettere in difficoltà, sia agonisticamente che tecnicamente. La partita è stata equilibrata fino alla fine. Ma le partite che ho giocato contro Guglielmo sono sempre state così. Anche le altre volte quando ho vinto non ho raggiunto mai risultati ampi. Tatticamente devi stare attento».
Mentalità vincente: la visione di Luciano Cerasi e la salvezza del Montorio
Dal giorno del tuo arrivo, cosa hai chiesto maggiormente ai tuoi giocatori?
«Vedendo la squadra si deve creare una mentalità vincente ed essere consapevoli di quello che si fa in campo. Bisogna creare un’idea, sperando di ottenere dei risultati. Noi come staff abbiamo delle idee e cerchiamo di portarle alla squadra».
Il ritorno di Michael Piccioni
Quanto ti ha fatto piacere ritrovare Michael Piccioni a Montorio, che tu stesso avevi lanciato al Giulianova?
«Sicuramente è uno di quei giocatori che rialleno volentieri. A Giulianova era un ragazzino. Sono contentissimo di ritrovarlo e sono sicuro che alla fine faccia bene e raggiunga i suoi obiettivi personali».
La garanzia di Andrea D’Egidio
E tra i pali è arrivato un certo Andrea D’Egidio, una garanzia per questa categoria…
«Sicuramente sì. Non è che lo scopro io. Ha fatto il professionista ed ha una mente allenata a fare le cose benissimo. Poi a noi serve per mettere a posto la linea di difesa con la sua comunicazione. Anche domenica ci ha dato una grossa mano».
Un campionato di Eccellenza sempre più competitivo
Mai come quest’anno la concorrenza è agguerrita nel campionato di Eccellenza, soprattutto in vetta. Ci sono tante squadre che hanno investito e puntano alla vittoria finale. Si può dire che il livello di questo campionato si è ulteriormente alzato?
«Penso di sì per il motivo che non essendoci più una squadra come lo erano ad esempio Avezzano, Teramo e Giulianova, oggi diverse squadre ci stanno provando a vincere gradualmente e si sono migliorate tutte. Non si fermano a 3-4 attaccanti, ma ne hanno tanti in rosa. Il livello si alza, come la concorrenza. Poi con questo tipo di mercato la squadra può essere modificata».
Il percorso di Simone Seccardini
Hai fatto parte per ben dieci anni del settore giovanile dell’Ascoli calcio. All’epoca sempre nelle formazioni giovanili c’era Simone Seccardini, un tecnico emergente che oggi sta facendo molto bene nell’Atletico Ascoli. Un bel percorso di crescita il suo…
«Il suo è un percorso di crescita che sta conducendo insieme alla società. Da cui sta ricevendo tanta fiducia. È un gruppo di uomini che si conoscono da tanto tempo, c’è stima reciproca. Così come i direttori che sono coetanei con lui. Gli hanno dato il tempo di lavorare e poi lui è molto preparato. Quest’anno non erano partiti benissimo, ma negli ultimi tre anni ha dimostrato il suo valore».
Sambuceto: una sfida decisiva
Nell’anticipo di sabato altra sfida salvezza per voi contro il Sambuceto. Che partita ti aspetti?
«Per noi è una partita fondamentale, altrimenti vanificheremo tutto. Fino alla sosta natalizia sono partite determinanti. Siamo attenti sulla partita e sulle situazioni che si verranno a creare. La dobbiamo leggere bene per ottimizzare il tutto. Non possiamo sbagliarla. E la dobbiamo affrontare con la giusta determinazione».
20-11-2025 Daniele Rossi