Scopri il Castello Caracciolo Tocco Casauria: tra origini medievali, ricostruzioni rinascimentali e architettura che racconta la storia.
Castello Caracciolo a Tocco da Casauria: storia, architettura e curiosità
Le origini medievali del Castello Caracciolo
Il Castello Caracciolo, o Palazzo Ducale, sorge nella parte più alta dell’abitato di Tocco da Casauria, alle pendici del monte Morrone. La sua realizzazione risale a un periodo compreso tra il 1000 e il 1100. Alcune fonti indicano come anno d’inizio il 1026.
Il Chronicon Casauriense racconta che i discendenti del signore di Popoli, Girardo, nel 1016 ottennero dall’abate dell’Abbazia di San Clemente a Casauria la signoria del borgo. Essi costruirono una torre e un castello. L’abate non gradì questa scelta, forse perché i nuovi signori stavano allargando il loro potere sui borghi circostanti.
Infuriato, l’abate distrusse il castello e provocò un profondo malcontento. La popolazione lo uccise. Le sue ceneri, raccolte in ceste (corbelli), vennero sparse per la vallata sottostante. Da allora la valle prese il nome di “dei corbellari”.
Sempre il Chronicon cita una donazione, redatta il 1 luglio 1169, all’abate Leonate nel castello di Tocco e nella chiesa di Sant’Eustachio. Questo fatto dimostra che il castello venne ricostruito. Successivamente divenne la base del maniero che Federico II di Svevia volle riorganizzare secondo regole federiciane.
La sua collocazione territoriale, collegata alla sistemazione militare, rappresenta una caratteristica tipica dei castelli federiciani. Il luogo si mostrava favorevole: si apriva strategicamente verso le gole di Popoli e proteggeva la vallata del fiume Pescara.

Castello Caracciolo a Tocco da Casauria: i terremoti e le ricostruzioni
Nel 1456 un terremoto di magnitudo 7.1 devastò il centro e sud Italia. Anche il castello di Tocco crollò. Giovanni De Tortis, signore del borgo, morì sotto le macerie. Il figlio Antonio iniziò la ricostruzione già dall’anno seguente.
Il nuovo maniero adottò uno stile architettonico diverso. I tempi erano cambiati e la struttura assunse un aspetto rinascimentale. Da allora fu chiamato Palazzo Ducale. Nel cortile del palazzo, un’epigrafe ricorda questi avvenimenti.
Dopo i De Tortis subentrò, all’inizio del XV secolo, la famiglia Caracciolo. Seguì quella dei D’Affitto e infine i Pinelli, che rimasero proprietari fino all’estinzione della casata, a ridosso dell’Unità d’Italia.
Un altro violento terremoto, nel 1706, colpì la Maiella e rase al suolo il Palazzo Ducale e gran parte del borgo. Cesare Pinelli, duca di Tocco, provvide rapidamente alla ricostruzione del paese e del castello.
Il duca era amato da tutti, diversamente dal figlio Cesare, noto per il suo carattere dispotico e arrogante. Il malcontento fu tale che un tribunale lo condannò all’allontanamento da Tocco. Gli succedette il figlio, anch’egli di nome Cesare. Dopo altri passaggi ereditari, l’ultima discendente portò il castello in dote al duca Gennaro Caracciolo. I suoi eredi vi abitarono fino al secondo dopoguerra.
Dopo quel periodo il castello passò al Comune di Tocco da Casauria. Oggi non versa in ottime condizioni, ma resta visitabile.

Descrizione architettonica del Palazzo Ducale
La base dell’edificio presenta un basamento a scarpa con feritoie. Un cordolo lapideo sporgente separa la scarpa dalla parte superiore. In alto si aprono finestre rettangolari, incorniciate e ornate.
Il complesso si sviluppa attorno a un cortile centrale. Da qui si accede alla torre orientale, un tempo sede del carcere, e all’atrio che conserva una cisterna con bocca cinquecentesca.
Quattro corpi di fabbrica circondano il cortile e si congiungono a quattro torrioni quadrati, collocati agli angoli dell’edificio. La parte bassa presenta blocchi di tufo. Gli spigoli e il cordolo, invece, sono in pietra dura di colore grigio chiaro.
La parte superiore mostra pietre marroni poco squadrate, differenti da quelle centrali. Solo un torrione conserva ancora merli ghibellini. Degno di nota anche il portale d’ingresso della facciata, in stile rinascimentale.

I monumenti e le bellezze di Tocco da Casauria
Il paese di Tocco da Casauria conserva numerosi monumenti che testimoniano la sua storia dal Medioevo in poi. Oltre al Castello Caracciolo, meritano attenzione la Chiesa di Sant’Eustachio Martire e il Convento dell’Osservanza. Più recenti, invece, la chiesa di Sant’Antonio da Padova dei cappuccini. Non a caso Tocco è nota per la ricchezza delle sue chiese.
Dal punto di vista naturalistico, la Riserva naturale Monte Rotondo rappresenta un’area protetta compresa nel Parco nazionale della Maiella. Ne fa parte anche parte del territorio comunale di Tocco.
Tra le abitazioni storiche spiccano quelle appartenute a personaggi illustri come Annibale de Gasparis, astronomo, matematico e politico. O quella di Gennaro Manna, poeta noto in tutto l’Abruzzo. La casa natale del pittore Francesco Paolo Michetti è oggi un museo, inaugurato nel 1954.

Fontane e palazzi storici di Tocco da Casauria e del Castello Caracciolo
Tocco custodisce anche numerose fontane storiche. La Fontana dei Francoli, in pietra, risale al XV secolo. La Fontana delle quattro cannelle appartiene all’Ottocento. Sempre al XV secolo risale la Fontana di Rovetone. Più recente, invece, è il Fonte Castello, anch’esso ottocentesco e in pietra.
Tra i palazzi storici spiccano Palazzo Angelantoni, Palazzo Scamolla – Filomusi, Palazzo Toro e Palazzo Bonanni. Essi rappresentano testimonianze significative delle famiglie che hanno scritto la storia del paese.
Tocco da Casauria tra natura e cultura
Tocco da Casauria si trova a 356 metri di altitudine, al confine con il Parco Naturale Sirente Velino. Offre scenari naturali suggestivi. La sua posizione, a poco più di 40 km da Pescara, permette di unire esperienze balneari e culturali.