Università d’Annunzio per Giulio Regeni: memoria e libertà

L’Università d’Annunzio aderisce ufficialmente a “Le Università per Giulio Regeni”, un’iniziativa nazionale di grande valore civile. Infatti, l’Ateneo di Chieti-Pescara conferma il proprio impegno nella difesa della libertà di ricerca e della sicurezza degli studiosi.

Il progetto è promosso dalla Senatrice a vita Elena Cattaneo. L’obiettivo è ricordare il giovane ricercatore, a dieci anni dalla sua scomparsa in Egitto.

L’Università d’Annunzio per Giulio Regeni: un impegno condiviso

L’iniziativa coinvolge 76 atenei italiani e oltre 15.000 partecipanti. Inoltre, rappresenta una mobilitazione ampia e significativa del mondo accademico.

In questo contesto, l’Università d’Annunzio per Giulio Regeni rafforza il proprio ruolo. Allo stesso tempo, ribadisce il valore della libertà di studio e della tutela dei ricercatori.

Evento a Pescara: l’Università d’Annunzio per Giulio Regeni

Lunedì 11 maggio, alle ore 11:00, l’Aula 31 del Campus di Pescara ospiterà un appuntamento speciale. Verrà infatti proiettato il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”.

Il film è prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni.

Successivamente, si terrà un dibattito con il Rettore Liborio Stuppia. L’incontro affronterà i temi della libertà di ricerca e della sicurezza scientifica.

La discussione sarà moderata dalla Professoressa Elisabetta Dimauro.

Il valore della memoria per Giulio Regeni

L’iniziativa è stata presentata in Senato. Erano presenti i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni.

Hanno partecipato anche l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista Simone Manetti.

Secondo il Rettore Stuppia, partecipare significa riaffermare valori fondamentali. Inoltre, la libertà di ricerca rappresenta il cuore dell’università.

Ricordare Giulio Regeni, quindi, significa proteggere i giovani studiosi. In particolare, quelli che operano all’estero per far progredire la conoscenza.

L’Università d’Annunzio per Giulio Regeni e il messaggio di libertà

La Senatrice Elena Cattaneo sottolinea che Giulio continua a vivere attraverso una comunità attiva. Questa comunità si riconosce nel valore della libertà.

Allo stesso modo, i genitori esprimono gratitudine per l’iniziativa. Infatti, coinvolge docenti, studenti e dottorandi che devono essere sempre tutelati.

Dal documentario emerge una figura forte e coerente. Un ricercatore appassionato che continua a rappresentare un esempio per il mondo accademico.

La Redazione de La Dolce Vita
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