Borsacchio, il ministero dell’Ambiente boccia il taglio della Riserva
Il taglio della riserva Borsacchio torna al centro del dibattito istituzionale dopo il parere negativo espresso dall’Ufficio Legislativo del ministero dell’Ambiente. Infatti, la vicenda apre nuovi scenari giuridici e politici per la Regione Abruzzo.
Nuova tegola giudiziaria e istituzionale riguarda il drastico ridimensionamento dell’area protetta nel Comune di Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo.
Il parere del ministero sul taglio della riserva Borsacchio
Durante una conferenza stampa a Pescara, l’Associazione Guide del Borsacchio e il Wwf Abruzzo hanno illustrato il contenuto del parere ministeriale sul taglio della riserva Borsacchio. Inoltre, il documento analizza la legge regionale n. 35/2025.
Secondo il ministero, la norma violerebbe gli articoli 117 e 118 della Costituzione. Pertanto, verrebbe compromesso l’equilibrio tra competenze statali e regionali.
Allo stesso tempo, il parere richiama la legge quadro sulle aree protette (394/1991). Di conseguenza, evidenzia l’illegittimità del cosiddetto “perimetro provvisorio”.
Profili di incostituzionalità sul taglio della riserva
Il documento segnala anche l’assenza di un processo partecipativo con gli enti locali. Inoltre, richiama precedenti pronunce della Corte Costituzionale che, in casi analoghi al taglio delle riserve, hanno ribadito la necessità di un percorso condiviso.
Il ministero ricorda che la Regione aveva promesso formalmente di non modificare i confini originari. Tuttavia, tale impegno sarebbe stato successivamente disatteso proprio con le scelte legate al taglio della riserva Borsacchio.
Le reazioni delle associazioni
La proposta del Piano PAN
La soluzione proposta dagli ambientalisti resta l’approvazione immediata del Piano di Assetto Naturalistico. Infatti, il documento si basa sul perimetro originario già adottato dal Comune di Roseto degli Abruzzi, proprio per superare definitivamente la questione legata al taglio della riserva.
Inoltre, la proposta è sostenuta da 32.000 firme. Pertanto, le associazioni rivolgono un ultimo appello al presidente Marco Marsilio affinché si apra una fase di confronto dopo le polemiche sulla riserva Borsacchio.
L’obiettivo è interrompere la gestione tramite “emendamenti ammazza-riserva”. Allo stesso tempo, si chiede l’apertura di un tavolo tecnico di confronto istituzionale che consenta di chiarire gli effetti del taglio della riserva Borsacchio e garantire certezza normativa.