Un riconoscimento prestigioso celebra Roppoppò, cantastorie dell’Abruzzo, interprete di una cultura che da oltre vent’anni racconta l’anima più autentica della regione. Il Comune di Corfinio ha conferito a Roppoppò il cantastorie, nome d’arte di Franco Palumbo, la Medaglia dei Benefattori – Medaglia di Bronzo.
Il premio valorizza la canzone “Abruzzo”, un’opera che rilancia la storia degli Italici e dell’antica Corfinium, “Ove Italia nacque”. In questo modo, il percorso artistico di Roppoppò, tra cantastorie, Abruzzo e cultura popolare, diventa simbolo di memoria e identità collettiva.
La cerimonia ufficiale
La consegna dell’onorificenza si è svolta sabato 20 dicembre 2025, alle ore 10.30, nell’Aula Consiliare del Comune di Corfinio. A conferire il riconoscimento è stato il vicesindaco Francesco Di Nisio.
La motivazione ufficiale sottolinea il valore culturale del brano. Infatti, l’Amministrazione ha premiato l’artista «per aver scritto e interpretato la canzone “Abruzzo”, contribuendo a promuovere la storia degli Italici e dell’antica metropoli Corfinium, prima capitale dei popoli uniti durante la Guerra Sociale».
Di conseguenza, Roppoppò, il cantastorie d’Abruzzo si afferma come progetto artistico di rilievo storico e della cultura regionale
Roppoppò il cantastorie d’Abruzzo: un canto che nasce dalla storia
Il brano “Abruzzo”, con testo di Graziano Paolone e Franco Palumbo e musica di Franco Palumbo, rappresenta un vero affresco storico-musicale. Attraversa, infatti, le principali popolazioni italiche: Marsi, Peligni, Marrucini, Piceni, Pretuzi, Frentani e Vestini.
Inoltre, il racconto celebra Corfinio come culla del nome Italia. Versi colti e popolari si fondono, creando un intreccio tra memoria storica, mito e geografia. Così, la canzone restituisce centralità a una terra che ha segnato la storia della Penisola.
La voce della tradizione e della cultura
Originario di Penna Sant’Andrea, Roppoppò il cantastorie è studioso di storia locale, autore, compositore e organettista. Nelle sue opere affronta temi come brigantaggio, pastorizia, tradizioni popolari e attualità.
Lo stile resta ironico, diretto e profondamente radicato nella cultura orale abruzzese. Per questo motivo, il cantastorie Roppoppò nella cultura d’Abruzzo rappresenta una voce autentica del territorio.
Concerti, collaborazioni e impegno sociale
Nel corso della carriera, l’artista ha tenuto concerti in Italia e all’estero. Si è esibito anche nelle comunità degli emigrati abruzzesi in Belgio, Canada e Svizzera. Inoltre, ha partecipato a programmi televisivi nazionali e regionali su Rai Uno, Rai Due, Rai Tre e Canale 5.
Da alcuni mesi collabora con l’emittente Rete 8. Ha lavorato, inoltre, con figure di rilievo come Elso Simone Serpentini ed Enrico Melozzi. Per oltre dieci anni è stato organettista del gruppo folkloristico Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea.
Negli ultimi anni si è distinto anche per l’impegno sociale. Ha portato la musica in carceri, case di riposo e comunità. Inoltre, ha partecipato a eventi nazionali come La Notte dei Serpenti, trasmesso sulle reti Rai.
Roppoppò il cantastorie d’Abruzzo: la musica come bene della cultura comune
La Medaglia dei Benefattori rappresenta un tributo all’artista. Tuttavia, è anche un riconoscimento al valore della musica popolare come strumento di memoria, divulgazione e identità collettiva.
Con “Abruzzo”, Roppoppò ha trasformato la storia in canto. Così, ha dato voce a un passato che continua a parlare al presente, rafforzando il legame tra cultura e comunità.
Il videoclip ufficiale del brano, realizzato con immagini concesse da James Fantauzzi, è disponibile su YouTube.