Teatro Rossetti gremito per il Premio Luigi Marchesani: celebrazione di scienza e territorio

Teatro Rossetti pieno per il Premio Luigi Marchesani Vasto. Cultura e ricerca protagoniste. Premiati studiosi affermati e giovani studenti.

Premio Luigi Marchesani Vasto: cerimonia al Teatro Rossetti

Cerimonia conclusiva del Premio Internazionale “Luigi Marchesani – Città del Vasto”

Il 3 luglio 2025, il Teatro Rossetti di Vasto ha ospitato la cerimonia conclusiva del Premio Internazionale “Luigi Marchesani – Città del Vasto”, promosso dal Comune in collaborazione con la Società Vastese di Storia Patria e l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Alla serata hanno partecipato l’assessore alla Cultura e al Turismo Nicola Della Gatta e il prof. Carmine Catenacci, presidente della commissione giudicatrice e prorettore dell’ateneo abruzzese. Erano presenti anche l’assessore Gabriele Barisano e i consiglieri Lina Marchesani, Giuseppe Forte, Luigi Marcello e Alessandro La Verghetta.

I vincitori delle tre categorie del Premio Marchesani

Durante la cerimonia, le giurie hanno conferito i riconoscimenti nelle tre categorie previste dal premio:

  • Categoria A – Libro edito di saggistica

    • Primo premio: Paolo Pascolo con “Che strano ragazzo”

    • Secondo premio ex aequo: Massimo Alfano con “Matapan” e Matteo Barbato con “The Ideology of Democratic Athens: Institutions, Orators and the Mythical Past”

  • Categoria B – Testi pubblicati su rivista scientifica

    • Primo premio: Andrea Sacchetti con “Phenotypic plasticity underlies local invasion and distant metastasis in colon cancer”

    • Secondo premio ex aequo: Marco Santini con “The Tyrants’ Cousins. Ruling Practices and Political Concepts between Anatolia and Early Greece” e Marco Zoppi con “Il cotone non è cosa che si possa mangiare: politiche coloniali italiane in Somalia e sicurezza alimentare, 1900-1945”

  • Categoria C – Articoli su giornale o pubblicazione scientifica

    • Primo premio ex aequo: Ugo De Vita con “Ricordo di Antonio Pizzuto” e Stanislao Liberatore con “L’isola di Giulia”

    • Menzione di merito: gli alunni delle sezioni A, B, C della quinta della scuola “Fernando Fabbiani” di Città Sant’Angelo, per l’articolo-intervista alla docente Florena Iavarone.

Premio Luigi Marchesani a Vasto, soddisfazione delle istituzioni: “Un evento da rendere stabile”

Con grande soddisfazione, il sindaco Francesco Menna e l’assessore Nicola Della Gatta hanno commentato:

«La risposta del pubblico, la qualità degli interventi e delle opere partecipanti ci confermano che abbiamo intrapreso la strada giusta. Vogliamo rendere stabile questo appuntamento, trasformandolo in un’occasione per tenere viva la memoria di chi ha saputo coniugare impegno scientifico e amore per il territorio. Ringraziamo tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questa serata, in particolare il bravissimo Emanuele Santoro, allievo della Scuola Civica Musicale con il maestro Michele Taraborrelli e il direttore artistico Raffaele Bellafronte. Grazie a Simona Cieri per le letture e per la presenza tutto il numeroso pubblico, in particolare le numerose autorità intervenute».

Il ricordo di Luigi Marchesani tra scienza e cittadinanza

La professoressa Gabriella Izzi Benedetti, presidente della Società Vastese di Storia Patria “Luigi Marchesani”, ha voluto ricordare così la figura a cui è intitolato il premio:

«Il Premio “Marchesani” nasce dal desiderio di onorare la poliedricità di un figlio della nostra comunità, che, in un’epoca segnata da profondi mutamenti storici e sociali, ha saputo mettere la propria conoscenza e la propria esperienza al servizio dei vastesi. Con visione e concretezza, contribuì alla nascita di istituzioni fondamentali come l’Ospedale Civile e il Gabinetto Archeologico. È dovere della nostra società custodirne la memoria, ma anche rilanciarne l’eredità culturale per chi verrà».

Una figura ponte tra scienza e umanesimo

Infine, il prof. Carmine Catenacci ha sottolineato il valore moderno dell’eredità di Marchesani:

«La personalità di Luigi Marchesani rappresenta un ponte tra passato e modernità. Nel suo lavoro ritroviamo una visione integrata del sapere, tra discipline scientifiche e conoscenze umanistiche, capace di dialogare con la società e con le esigenze del tempo, ma anche capace di interpretare il passato e di tracciare, al tempo stesso, significative linee di progresso per il futuro. La sua figura può fungere da punto di riferimento storico in un contesto come il nostro nel quale medicina, cultura e cittadinanza attiva sono chiamate a collaborare per costruire comunità più consapevoli e inclusive. Con vivo interesse e grande soddisfazione il nostro ateneo ha partecipato a un’iniziativa che ha unito ricerca, disseminazione delle conoscenze e valorizzazione del territorio».

Foto di Costanzo D’Angelo

La Redazione de La Dolce Vita
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