Pescara e transumanza Unesco tornano al centro del dibattito culturale cittadino grazie al Festival della Transumanza, promosso dal Comune con il sostegno della Regione. L’iniziativa accende i riflettori su una parte meno nota della storia pescarese e rilancia il tema della candidatura dei tratturi a patrimonio materiale dell’Unesco.
A tracciare il bilancio della prima giornata è stata l’assessore alla Cultura Maria Rita Carota. L’assessore ha spiegato che, fino a poco tempo fa, Pescara come terra di tratturi non era entrata davvero nel confronto pubblico. Proprio per questo, il Comune ha scelto di valorizzare un’eredità che può sembrare distante, ma che invece appartiene anche alla memoria del territorio.
Secondo Carota, il tratturo Rocca di Roseto-Frisa oggi non è più visibile a causa dell’urbanizzazione della città. Tuttavia, questo non riduce il valore storico e simbolico del percorso. Al contrario, rafforza la volontà di sostenere il progetto dedicato ai tratturi e di accompagnarne la candidatura Unesco anche con il supporto dell’amministrazione comunale.
Pescara e transumanza Unesco al centro del Festival
La prima giornata del Festival della Transumanza si è aperta al Polo bibliotecario Aternino con la mostra Popoli e terre della lana di Mauro Vitale. L’esposizione resterà visitabile gratuitamente fino al 16 maggio e rappresenta uno dei nuclei culturali più significativi dell’intero programma.
Inoltre, tra gli appuntamenti inaugurali c’è stata la proiezione di Una storia lenta di Alessio Tessitore. Nello stesso giorno hanno preso il via anche i laboratori dedicati agli antichi mestieri della pastorizia, ospitati al Museo delle Genti d’Abruzzo. Le attività proseguiranno sabato e, in occasione del Festival, anche il museo sarà visitabile gratuitamente.

Il valore culturale di Pescara e transumanza Unesco
La giornata è proseguita con l’intervento di Franca Minnucci, che ha declamato I pastori di Gabriele d’Annunzio. Il momento ha assunto un significato ancora più forte grazie al richiamo al ruolo delle donne nella pastorizia e nella tessitura, due ambiti fondamentali nella civiltà della transumanza.
Successivamente, il pubblico ha seguito un approfondimento culturale dedicato proprio a questo patrimonio di tradizioni, saperi e identità. In serata, poi, il Festival ha unito riflessione e convivialità con la cena del pastore. I locali di via delle Caserme che hanno aderito all’iniziativa hanno servito pietanze legate alla tradizione, accompagnate dalla musica di un gruppo di tradizioni popolari abruzzesi e da un dj set.

Tratturi e candidatura Unesco, la riflessione del Comune
L’assessore Carota ha ribadito che il Festival non si limita a una semplice celebrazione. Al contrario, vuole aprire una riflessione concreta su Pescara, sulla sua storia e sul legame con i tratturi. L’obiettivo, infatti, è approfondire un percorso culturale che può rafforzare l’identità cittadina e sostenere la candidatura dei tratturi a patrimonio materiale dell’Unesco.
Per questo motivo, il Comune invita la cittadinanza a partecipare anche alla seconda giornata della manifestazione, in programma sabato prossimo. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito.

Sabato il gran finale con l’Orchestra popolare del Saltarello
Il programma di sabato prevede anche la presentazione del libro di Nino Marinacci, Pastorizia e transumanza. Radici e protagonisti. Sarà un altro momento utile per comprendere il valore storico e umano di una pratica che ha modellato territori, economie e relazioni sociali.
Il Festival si concluderà poi in piazza Garibaldi con l’atteso concerto dell’Orchestra popolare del Saltarello, previsto alle ore 21. Sarà il momento finale di un’iniziativa che, oltre a proporre spettacolo e cultura, rilancia con forza il tema di Pescara e transumanza Unesco come patrimonio da riscoprire e difendere.
