Giovanni Galeone, il Maestro del Pescara: dal 1999 al ricordo eterno di un allenatore che ha fatto sognare una città.
Giovanni Galeone Pescara: dal 1999 al ricordo eterno
Il saluto della città a un uomo che ha cambiato il calcio
È venuto a mancare pochi giorni fa Giovanni Galeone, l’allenatore che più di ogni altro ha trasformato il calcio in poesia a Pescara. La notizia della sua scomparsa ha commosso l’Italia intera, ma nella sua Pescara il dolore è stato profondo e autentico.
Il Comune ha proclamato il lutto cittadino, mentre la Pescara Calcio ha scritto: “Un pezzo della nostra storia che ci lascia”. Dalle curve ai social, dalle chiacchiere nei bar alle pagine dei giornali, il suo nome è tornato a risuonare come quello di un mito.
Perché Galeone non era solo un tecnico: era un pensatore del pallone, un uomo che insegnava a giocare con coraggio e fantasia, regalando alla città un calcio che sapeva emozionare.
L’eredità di Giovanni Galeone: il Maestro del “calcio-champagne”
Napoletano di nascita ma abruzzese d’adozione, Giovanni Galeone ha guidato il Pescara in più stagioni, portandolo due volte in Serie A e lasciando un segno indelebile nella storia sportiva cittadina.
Le sue squadre praticavano un calcio elegante e offensivo, basato su possesso palla e libertà creativa. La sua filosofia ha ispirato intere generazioni di tecnici, tra cui Massimiliano Allegri, che lo ha sempre definito “un maestro di libertà e pensiero calcistico”.
Galeone non trasmetteva solo schemi o tattiche: trasmetteva una visione. Insegnava ai giocatori a pensare, a divertirsi, a credere che anche una squadra di provincia potesse incantare l’Italia.

“Galeone? Un fenomeno…” – La Dolce Vita del 1999
Nell’estate del 1999, La Dolce Vita gli dedicò una pagina intera: il titolo era diretto e appassionato, “Galeone? Un fenomeno…”.
Sfogliando oggi quella pagina, tornano alla mente le domeniche allo stadio Adriatico, la spensieratezza di un calcio fatto di emozioni pure e di bandiere vere.
In quell’articolo, pubblicato alla pagina 35 della rivista La Dolce Vita, edizione n. 10 del 1999, si respirava l’atmosfera di un’epoca in cui il Pescara viveva di entusiasmo e identità. Galeone era il simbolo di tutto questo: un tecnico che aveva saputo dare alla squadra uno stile riconoscibile e alla città un motivo d’orgoglio.
Quel titolo, oggi, suona come una profezia. Perché sì, Galeone è stato davvero un fenomeno.
Oggi come allora: il suo nome resta leggenda
Nel novembre 2025, mentre il calcio moderno scorre tra algoritmi e statistiche, la figura di Giovanni Galeone ci ricorda che lo sport è, prima di tutto, passione e umanità.
Le sue parole, le sue idee e la sua ironia continuano a ispirare chi ama il gioco vero, quello capace di emozionare.
A distanza di decenni, il suo nome resta sinonimo di libertà, eleganza e coraggio.
Pescara lo piange, ma al tempo stesso lo celebra. Perché Galeone non se n’è mai andato davvero: vive nei ricordi, negli spalti, nei racconti di chi lo ha visto trasformare una squadra in un sogno.
La Dolce Vita Story
Dalla pagina 35 del 1999 al ricordo di oggi: Giovanni Galeone, il profeta del calcio che fece innamorare Pescara.