“Non giudicare ogni giorno dai raccolti che raccogli, ma dai semi che pianti.” – Robert Louis Stevenson
La scomparsa di Emilio Fede
Emilio Fede, storico volto del giornalismo televisivo italiano, si è spento martedì 2 settembre 2025, all’età di 94 anni. La notizia, confermata dalla figlia Sveva, segna la conclusione di una vita lunga, intensa e complessa, attraversata da successi, polemiche, affetti e passioni autentiche. Nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1931, Fede ha accompagnato generazioni di italiani davanti al televisore, diventando un testimone diretto della storia del Paese e lasciando un’impronta indelebile nel racconto della politica, della cronaca e della società italiana.
“Non camminiamo mai soli, camminiamo sempre lungo il cammino degli altri.” – Albert Camus
Il racconto del vicino
Silvio Bagatta, vicino di casa e collega giornalista, offre un ritratto intimo e umano di Fede. La convivenza quotidiana ha permesso a Bagatta di cogliere lati del giornalista che il pubblico televisivo difficilmente ha potuto conoscere. Le loro conversazioni spaziavano dai ricordi di redazioni affollate agli eventi storici che hanno segnato l’Italia, fino a lunghe riflessioni sul futuro dell’informazione digitale.
Bagatta ricorda con ironia quando Fede, ogni mattina, sistemava i giornali davanti alla porta di casa e commentava le prime pagine con battute pungenti, trasformando la realtà dei titoli in uno spettacolo privato da condividere con chi gli stava vicino. Un episodio memorabile riguarda una mattina in cui Fede ricostruì per Bagatta tutta la cronologia di un importante fatto politico degli anni ’90, annotando dettagli con rigore quasi maniacale, e concludendo la lezione con un caffè servito con orgoglio: “Così impari a leggere la storia come la leggiamo noi, non come la raccontano gli altri”.
In altri momenti, Fede sorprendeva Bagatta con aneddoti curiosi delle redazioni, come la volta in cui trasformò il soggiorno di casa in una piccola aula di giornalismo pratico per alcuni colleghi, spiegando i retroscena di un episodio controverso del TG4 con ironia, precisione e uno sguardo critico verso i limiti della professione.
Pur riconoscendo la passione instancabile di Fede per il giornalismo e la sua capacità di catturare l’attenzione del pubblico, Bagatta non nasconde un giudizio critico: il servilismo e il lenonismo che talvolta caratterizzarono il suo rapporto con il potere, soprattutto negli anni della vicinanza a Silvio Berlusconi e a Mediaset, non erano mai apprezzati. Tuttavia, Fede era meno ipocrita di molti colleghi e, pur non essendo un Montanelli, un Biagi o uno Chiesa, aveva una sua personalità originale e a volte stravagante, capace di sorprendere e affascinare chi gli stava vicino.
La carriera e le controversie
La carriera di Fede iniziò negli anni ’50 alla Rai, dove imparò i fondamentali del mestiere e sviluppò un’attitudine che univa rigore e capacità narrativa. Divenne volto noto conducendo il TG1 e poi il TG4, dove rimase una figura di riferimento per decenni.
Fede fu protagonista di eventi storici come la diretta del dramma di Vermicino nel 1981 e l’annuncio dell’inizio della guerra del Golfo nel 1991. Il suo stile diretto, a volte polemico, lo rese celebre, e non mancarono le controversie che segnarono la sua carriera: accuse di parzialità, vicende giudiziarie e polemiche legate a un rapporto complesso con la politica.
Al di là delle critiche, Fede seppe interpretare in maniera unica il ruolo del giornalista televisivo: capace di informare, raccontare la cronaca e plasmare l’opinione pubblica italiana. La sua presenza sul piccolo schermo diventava un evento quotidiano per milioni di italiani, e il suo linguaggio diretto e immediato contribuì a definire l’identità stessa del TG4 negli anni di maggiore influenza.
Un rapporto stimolante e gli aneddoti
Bagatta racconta come convivere con Fede fosse stimolante, sorprendente e sempre istruttivo. Ogni incontro diventava occasione per confrontarsi, rivedere convinzioni e comprendere le contraddizioni del giornalismo e della società italiana.
Tra gli episodi più curiosi, Bagatta ricorda una volta in cui Fede, pur anziano, decise di spiegare le differenze tra cronaca e commento politico, mostrando vecchi ritagli di giornale e filmati televisivi. “Non basta raccontare i fatti,” diceva, “bisogna far capire il perché, senza nascondere le sfumature”.
Un altro momento significativo fu quando Fede, durante una pausa caffè, raccontò con ironia le difficoltà di una diretta complessa, ammettendo con sincerità errori e debolezze, senza mai cercare di abbellire la verità. Questi gesti, semplici ma profondi, mettevano in luce il lato umano di un giornalista che il pubblico spesso vedeva solo in video, non nella vita privata.
Bagatta ricorda anche i momenti di stravaganza che caratterizzavano Fede. Dalle sue battute pungenti a tavola, ai modi coloriti di descrivere i retroscena di politica e giornalismo.
“Era un uomo che non si prendeva troppo sul serio,” spiega Bagatta, “ma quando si trattava di lavoro, era preciso, capace di passione e di dedizione senza pari”.
Il rapporto tra vicini si trasformava così in un’esperienza di vita condivisa. Capace di illuminare aspetti della persona e del professionista che raramente emergono sotto i riflettori. Bagatta racconta come Fede sapesse sorprendere anche nei momenti più ordinari. Riuscciva a trasformare un incontro casuale in lezioni di memoria storica. Attenzione al dettaglio. Passione per il mestiere.
Il cordoglio e i funerali di Emilio Fede
La morte di Fede ha suscitato un’ampia eco nel panorama televisivo italiano. Numerosi colleghi, da Bruno Vespa a Enrico Mentana, hanno ricordato il suo ruolo pionieristico e la capacità di raccontare la realtà senza compromessi. Il giornalista ha lasciato un’impronta indelebile nella televisione italiana. Il cordoglio dei colleghi e del pubblico ne testimonia la centralità.
I funerali si sono tenuti giovedì 4 settembre 2025, alle 16, nella parrocchia di Dio Padre a Milano 2, secondo le ultime volontà del giornalista. L’evento ha riunito familiari, amici e colleghi, che hanno reso omaggio a una vita dedicata all’informazione e alla televisione. Hanno celebrato non solo il professionista, ma anche l’uomo dietro il volto televisivo.
Emilio Fede: Un uomo complesso e indimenticabile
Emilio Fede resta una figura complessa e affascinante. Un uomo capace di grande dedizione al mestiere, segnato da contraddizioni, servilismo e lenonismo. Ma anche da un lato umano genuino che emerge nei piccoli dettagli raccontati da chi gli stava vicino. Non era un Montanelli, un Biagi o uno Chiesa, ma aveva una propria cifra. Era originale e a volte stravagante, e meno ipocrita di molti colleghi.
Il racconto di Bagatta offre una prospettiva unica, che unisce memoria, affetto e onestà intellettuale. Celebra l’uomo dietro il volto televisivo, ricorda gli aneddoti della vita quotidiana. Mostra come, anche nelle contraddizioni e nei limiti di Fede, emergesse un tratto fondamentale: la passione per raccontare il mondo e le storie che lo attraversano.
La sua vita, segnata da eventi storici, dirette memorabili e incontri significativi, ha contribuito a plasmare la televisione italiana. Il suo ricordo continuerà a vivere nelle testimonianze di chi lo ha conosciuto da vicino. Le parole di Bagatta, i piccoli episodi quotidiani e le riflessioni condivise mostrano un uomo vero. Con pregi e difetti, capace di lasciare un segno indelebile sia nella professione che nella memoria di chi lo ha frequentato.