Il Quirinale e il discorso della Cortellesi: se la censura istituzionale cancella le donne dalla Repubblica

​”La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.” — Hans Georg Gadamer

Discorso di Paola Cortellesi al Quirinale: ​Una Repubblica senza volto

Il discorso Cortellesi al Quirinale ha recentemente accompagnato la versione ufficiale del video celebrativo per gli 80 anni della Repubblica Italiana, ma il montaggio finale ha scatenato un’accesa polemica culturale e politica. Nel documento visivo, incentrato sul potente discorso pronunciato dall’attrice e regista Paola Cortellesi, manca clamorosamente ogni riferimento a Giorgia Meloni. La prima donna Presidente del Consiglio nella storia d’Italia è stata completamente espunta dalle immagini istituzionali che accompagnavano le parole sulla parità di genere e sull’emancipazione femminile, trasformando un tributo all’inclusione in un paradosso di esclusione.

​Il testo mancante e il “taglio” delle immagini del discorso della Cortellesi al Quirinale

​Il discorso della Cortellesi metteva in luce i traguardi storici delle donne dal 1946 a oggi. Tuttavia, la scelta di rimuovere i fotogrammi della premier Meloni ha generato un effetto di vuoto pneumatico.

Il caso Meloni nel racconto degli 80 anni della Repubblica

  • Il testo originale: Faceva riferimento al potere condiviso e alla rottura del tetto di cristallo.
  • La revisione del Quirinale: Ha mantenuto la traccia audio dell’attrice, ma ha sostituito le immagini della premier con repertori generici di sfilate militari e volti storici del passato.

​La cultura di fronte al potere: il discorso Cortellesi al Quirinale

​Questo episodio si inserisce perfettamente nell’alveo della riflessione trentennale di riviste storiche come Atelier, nate nel 1996 per contrastare la “cagnara culturale” e il conformismo di sistema. Quando le istituzioni limano, nascondono e allungano i testi o le immagini per non disturbare determinati equilibri o, viceversa, per attuare prudenze eccessive, la cultura perde la sua forza di “scheggia penetrante”.

Quando la cultura diventa una scheggia critica

​Come si leggeva nei manifesti della rivista:

​”Accettare il sacrificio e dare tutto per nulla è la più violenta rivoluzione che si possa compiere. Nelle redazioni e nei palazzi sono troppo ancorati alle poltrone per odorare il vento e lasciarsi andare.”

​La reazione della presidenza al discorso Cortellesi al Quirinale

Dal Colle si parla di “scelta puramente estetica e non politica”. La decisione mirava a mantenere il focus sulla storia comunitaria della Repubblica. In questo modo, il video evitava di concentrarsi sulla contingenza governativa attuale. Resta però un fatto evidente. Nel discorso Cortellesi al Quirinale, l’assenza della prima donna alla guida del governo compare in un video dedicato agli 80 anni di cammino femminile nella Repubblica. Per questo, quella mancanza suona come una vistosa nota stonata.

Nota di commento: La forbice del Quirinale dimostra una tendenza ancora presente nel nostro establishment: normalizzare il dissenso o eliminare le complessità. Questo resta un vizio di forma evidente. Un’arte e una politica incapaci di convivere con l’immagine dell’altro finiscono per impoverire il racconto pubblico. Accade anche quando l’altro è un avversario o una figura polarizzante. Così nascono solo documentari edulcorati. Manca, invece, quella “furia lungimirante” necessaria a comprendere davvero il presente.

di Carlo Di Stanislao

La Redazione de La Dolce Vita
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