Cerasuolo d’Abruzzo a Roma diventa il simbolo di un racconto elegante, contemporaneo e identitario. Rose Rosé 2026 ha chiuso con un successo straordinario, portando nel cuore della Capitale il gusto, il colore e lo stile del vino rosé abruzzese.
Dall’11 al 17 maggio, Via Borgognona si è trasformata in un palcoscenico raffinato tra vino, moda, arte e lifestyle. La storica strada romana, tra Piazza di Spagna e Via del Corso, ha accolto visitatori italiani e stranieri, offrendo un’esperienza immersiva e multisensoriale.
In questo scenario, il Cerasuolo d’Abruzzo a Roma ha trovato una cornice ideale per raccontare il territorio con uno stile nuovo.
Cerasuolo d’Abruzzo a Roma protagonista di Rose Rosé 2026
Il protagonista assoluto della manifestazione è stato il Cerasuolo d’Abruzzo. La denominazione, nata nel 2010, rappresenta la prima italiana dedicata esclusivamente ai vini rosé.
Nel tempo ha conquistato un pubblico sempre più ampio. Infatti, freschezza, profumi fruttati e forte identità territoriale lo rendono oggi un vino moderno, conviviale e riconoscibile.
Oltre 400 presenze al Wine Tasting del St. Regis Rome
Il 13 maggio, nella prestigiosa Sala Domus del St. Regis Rome, il Wine Tasting dedicato al Cerasuolo d’Abruzzo ha registrato oltre 400 presenze.
Il pubblico ha apprezzato il percorso con le 18 cantine del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. Tra queste: Fontefico, Fattoria Nicodemi, Mastrangelo, Ciavolich, Talamonti, Cantina Dazio, Torre Zambra, Marramiero, Guardiano Farchione, Barone Cornacchia, Citra, Casal Thaulero, Valle Martello, Colle Moro, Tenuta I Fauri, Biagi, Terre D’Erce e Tenuta Terraviva.
In questo modo, appassionati e operatori hanno scoperto diverse interpretazioni di una denominazione rosata sempre più identitaria.
Così, il vino rosato abruzzese ha mostrato la sua versatilità, parlando sia agli esperti sia a un pubblico curioso.
Vino, moda e arte in Via Borgognona
Il 14 maggio, Via Borgognona ha vissuto una giornata scenografica. La moquette bordeaux e le composizioni floreali di Flover hanno creato un’atmosfera elegante e primaverile.
Le boutique Alysi, Carolina Herrera, Eddy Monetti, Forte_Forte, Gianvito Rossi, Il Bisonte, L’Equilibriste, Marina Rinaldi, Dondup e la storica Trattoria “Nino dal 1934” hanno accolto gli ospiti con degustazioni guidate da sommelier specializzati.
Anche nelle boutique, il Cerasuolo d’Abruzzo a Roma ha unito eleganza, degustazione e promozione territoriale.
Inoltre, l’arte ha arricchito il percorso grazie alle opere di Elisabetta “Betta” Serena di Lapigio, caratterizzate da colori vibranti, natura, animali e vitalità floreale.
Nicodemi: “Un vino che racconta uno stile di vita”
Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, ha sottolineato il valore dell’iniziativa.
Secondo Nicodemi, la partecipazione a Rose Rosé conferma la capacità del Cerasuolo d’Abruzzo di interpretare i nuovi linguaggi del consumo contemporaneo.
Portare la denominazione in un contesto elegante e internazionale ha significato raccontare non solo un vino, ma anche uno stile di vita fatto di convivialità, cultura e relazione.
Rose Rosé tra istituzioni, spettacolo e mondanità romana
Rose Rosé 2026 ha richiamato anche autorità, personalità istituzionali e volti noti dello spettacolo. Tra i presenti, Giuseppe Pecoraro, Sergio Marchi, Eleonora Iacovoni, Teresa Nicolazzi, Piero Gasparri, Cristiana Tirabovi, Carlo Maggitti, Massimo e Maurizio Bettoja.
Non sono mancati, inoltre, Salvatore Paravia, Maria Monsè e Perla Maria Paravia, Sebastiano Somma e Alessia Santini.
Per questo, Rose Rosé 2026 rafforza il legame tra vino abruzzese, lifestyle e grandi eventi nazionali.
Così, il Cerasuolo d’Abruzzo a Roma ha confermato la propria forza narrativa. Non solo vino, quindi, ma cultura, bellezza, relazione e promozione del territorio.














