Castello di Monteodorisio Abruzzo, simbolo dell’eredità culturale

Castello di Monteodorisio in Abruzzo: storia, architettura, leggende e misteri di uno dei simboli culturali più affascinanti della regione.

Castello di Monteodorisio Abruzzo: storia, leggende e descrizione

Storia del Castello di Monteodorisio Abruzzo

Ubicato verso ovest nella parte alta del borgo, in cui il colle scoscende rapido fino al passaggio del fiume Sinello, si erge maestoso. Offre una vista straordinaria sulla campagna circostante.

Il luogo risulta essere stato abitato dai Longobardi già dalla fine del 500. Il nome Monteodorisio si riferirebbe a un Auderisius nobile longobardo.

Dominare l’intera vallata lo poneva in posizione strategica per avvistare il nemico. Per questo i Normanni, tra il X e l’XI secolo, scelsero il sito e vi costruirono una fortificazione con funzione difensiva.

Il castello di Monteodorisio, in un documento del 1095, è indicato nella cessione di beni che il Conte Roberto di Loritello fece a Rainolfo, vescovo della Diocesi di Chieti. Il conte donò anche la chiesa di San Salvatore, parte integrante del castello, e la chiesa di San Pietro, situata al di fuori delle mura.

In seguito venne ceduto ai Del Borgo. Si succedettero altri feudatari fra cui Odorisio, conte dei Marsi, e nel 1256 il nipote di Federico II, Corrado D’Antiochia. E poi gli Orsini, i d’Aquino, i Caldora, i D’Avalos.

Nel 1265 ne divenne feudatario, per volere di Carlo I d’Angiò, Sordello da Goito, tra i più importanti poeti e trovatori italiani del suo tempo, citato da Dante Alighieri nel VI Canto del Purgatorio. E in quel castello, o in uno degli altri in Abruzzo avuti in dotazione, Civitaquana, Paglieta, Palena, Sordello morì nel 1269.

Nel corso del tempo le nuove tecniche belliche determinarono modifiche e ampliamenti.
Il castello divenne un centro amministrativo e militare importante.

La Congiura dei Baroni e la devastazione del Castello

Verso la fine del 1400, a seguito della Congiura de Baroni, organizzata in Basilicata contro il re Ferdinando I d’Aragona, il castello venne devastato. Le riforme di modernizzazione del re tendevano a ridurre il particolarismo feudale e a dare spazio allo sviluppo economico affidato a una classe di nuovi dirigenti, imprenditori e mercanti napoletani.

Il re, scoperta la congiura, alleandosi con la Repubblica di Firenze e il Ducato di Milano, mandò truppe all’Aquila e in altri luoghi. Essendo legato in amicizia e dipendenza allo Stato pontificio, quest’ultimo inviò truppe che nello scontro devastarono il castello. Il re punì gli avversari, dando la caccia a ognuno di loro.

Il castello venne in seguito recuperato consolidando le mura. E poi, tra il XVII e il XIX secolo, divenne una residenza gentilizia prescelta da famiglie signorili, soprattutto dai marchesi d’Avalos del Vasto.

Castello di Monteodorisio Abruzzo
Castello di Monteodorisio

Descrizione architettonica della fortezza

La forma originale del castello, realizzato con pietrame e ciottoli di fiume provenienti dal Sinello, amalgamati con argilla e visibili soprattutto nella struttura delle torri, era a pianta rettangolare.

Oggi restano la cortina sud-ovest, adibita a residenza, e la cortina nord-ovest, composta da un alto muro. Si conservano tre torrioni degli iniziali quattro, di pianta circolare a scarpa, con finestre orientati rispetto ai punti cardinali. La definitiva scomparsa dei due lati e della quarta torre pare sia avvenuta nella prima metà del 1800.

A nord le mura, che assieme alle torri sono la parte più antica, raggiungono lo spessore di quattro metri e l’altezza di 14 metri. Presentano aperture strombate per cannoni. In cima si apre una grande finestra con arco a tutto sesto.

Il corpo di fabbrica è più recente. La torre posta a ovest ha un coronamento a beccatelli privi di caditoie di tipo ornamentale. Sopra di essi vi è un fregio ad archi intrecciati. Più in alto un fregio a ovoli.

La torre settentrionale, in basso, presenta un motivo architettonico di mattoni posti a lisca di pesce, di gran pregio.

All’inizio del Novecento la corte è stata livellata all’adiacente piazza. Sull’area delle cortine originarie fu inserito un edificio scolastico. Nei locali del castello si può visitare il Museo per l’economia tra l’antichità ed il Rinascimento. Ospita anche il Museo per l’Archeologia del Vastese, che conserva reperti archeologici rinvenuti nei comuni dell’hinterland.

A poca distanza dalla torre sud fu costruita una cisterna dell’acqua che, con la sua altezza e conformazione, penalizza la visione d’insieme del castello. Tuttavia, dal Belvedere si gode di una magnifica vista panoramica sul Vallone “Maltempo”.

Torri antiche, fascino senza tempo a Monteodorisio.

Leggende e misteri del Castello di Monteodorisio

Il Castello di Monteodorisio, non diversamente da molti altri, custodisce segreti e leggende.

Si narra di cunicoli e tunnel sotterranei che servivano da vie di fuga e al tempo stesso da passaggi segreti per attacchi al nemico. Oggi risultano inesplorati e non più rintracciabili.
Questa situazione stimola la fantasia di studiosi e visitatori.

Si dice inoltre che all’interno del castello ci sia un tesoro nascosto. Antiche famiglie nobili della zona avrebbero nascosto monili, oggetti preziosi o denaro per salvaguardarli durante i conflitti. Le ricerche sono sempre risultate infruttuose.
Anche questa narrazione, tuttavia, stimola la fantasia di molti. C’è chi spera ancora di trovarlo.

Un’altra leggenda riguarda il fantasma di un cavaliere medievale innamorato di una bellissima damigella. La storia d’amore era impossibile a causa delle differenze sociali. Il cavaliere morì in battaglia, ma si racconta che vaghi ancora nel castello alla ricerca dell’amore perduto.

Una delle leggende più tenebrose riguarda una strega che visse nel castello molti secoli fa. Era probabilmente una guaritrice, ma la accusarono di possedere poteri magici. La perseguitarono e la condannarono per stregoneria.

Prima di morire avrebbe maledetto il castello, generando la credenza che la sfortuna colpisse chiunque vi entrasse.

Infine, una Dama Bianca apparirebbe nel castello durante le notti di luna piena.
Pare che la gentildonna vi abbia abitato secoli addietro, ma che continui a vagare in questi luoghi dove si è svolta la sua tragica storia d’amore. Queste leggende hanno creato un alone di mistero intorno al Castello.

Resti delle antiche mura del Castello di Monteodorisio (CH), testimonianza della lunga storia medievale della fortezza abruzzese.

Il Castello di Monteodorisio oggi

I turisti e gli appassionati di storia dimostrano un crescente interesse per questa struttura. È uno dei riferimenti principali del patrimonio culturale dell’Abruzzo. Da parte delle istituzioni e degli enti culturali c’è molto interesse a rendere il castello un luogo dove eventi culturali, mostre, spettacoli sono programmati in forma continuativa e appassionante.

La mostra storico-archeologica “Ma che bel Castello” propone anche visite guidate nel “Borgo Museo”.
Il percorso include la chiesa di San Giovanni Battista, la torre campanaria, le torri e le mura urbane del centro fortificato.

Il borgo medievale di Monteodorisio conserva un fascino autentico.Interessante il borgo medievale di Monteodorisio oltre al Santuario della Madonna delle Grazie, dove zampillò una sorgente d’acqua che, secondo tradizione, guariva i malati. Accesso disabili con accompagnatore.

Castello di Monteodorisio Abruzzo
Monteodorisio (CH) – Il castello medievale che regala panorami unici sull’Abruzzo.

di Gabriella Izzi Benedetti

La Redazione de La Dolce Vita
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