Borghi interni da riscoprire tra storia, natura e cultura. Luoghi autentici da vivere e salvare grazie a un turismo lento e sostenibile.
Borghi interni da riscoprire tra storia, natura e rinascita
Un invito a visitare i borghi interni da riscoprire prima che lo spopolamento li cancelli
Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia, lancia un appello chiaro:
“Andiamo a visitare i borghi dell’Italia interna. Sono a rischio spopolamento ma possiamo salvarli. Alcuni trovano turismo grazie a set di film e fiction. Altri sono a pochi km dal mare!”
Negli ultimi anni, infatti, numerosi borghi hanno iniziato a rinascere, attirando visitatori in cerca di autenticità, silenzio e paesaggi incontaminati.
Calascio in Abruzzo: da luogo dimenticato a meta cinematografica
Maria Rita Acone, Presidente dell’Archeoclub d’Italia – sede de L’Aquila, evidenzia il caso di Calascio, un piccolo borgo abruzzese diventato celebre:
“In Abruzzo c’è Calascio, da luogo sconosciuto è meta di visitatori grazie a noti film. Oggi i residenti di Calascio non arrivano a cento ma, malgrado ciò, il borgo è vivo e ben tenuto e regala a chi ama antiche atmosfere e l’aspra natura dei monti momenti indimenticabili tra le case di pietra, circondati dal silenzio e dal rumore del vento!”
La Rocca di Calascio: icona tra cinema e natura
La Rocca di Calascio, a 1460 metri di altitudine, domina l’altopiano di Campo Imperatore e offre una vista mozzafiato sulle vette più alte dell’Abruzzo. Il castello, insieme al borgo arrampicato sulle rocce, fu feudo dei Piccolomini e venne inserito nel 2019 da National Geographic tra i quindici castelli più belli del mondo.
Questo scenario suggestivo ha fatto da set a celebri film come Lady Hawke e Il nome della rosa, attirando ogni anno migliaia di turisti in cerca di emozioni visive e atmosfere medievali.
Alla scoperta del borgo di Calascio: storia, arte e spiritualità
Oltre alla Rocca, Calascio custodisce un patrimonio storico e artistico straordinario. Il borgo, capoluogo situato circa 200 metri più in basso, sorge su un colle affacciato su valli e pascoli un tempo ricchissimi.
Durante le passeggiate organizzate da Archeoclub, sarà possibile ammirare chiese con affreschi trecenteschi, cappelle signorili e portali cinquecenteschi.
Nonostante i numerosi terremoti, Calascio conserva case-torri, vie coperte, scalinate antiche, giardini interni e palazzi signorili decorati con cortili e logge.
In passato, qui risiedettero importanti famiglie e figure culturali di spicco, come il pittore Teofilo Patini, di cui il borgo conserva due opere celebri.
Un borgo ancora vivo grazie all’amore per le sue radici
Malgrado la popolazione attuale conti meno di cento abitanti, Calascio resta un borgo vivo e ben curato. Offre a chi lo visita un’esperienza autentica, fatta di silenzi, vento, salite faticose e scorci mozzafiato tra le pietre secolari.
Turismo sostenibile nei borghi: una missione da condividere
“Visitiamo i piccoli borghi e non concentriamoci esclusivamente sui grandi poli turistici!”, ribadisce Rosario Santanastasio.
“Gran parte del patrimonio culturale dell’Italia è nei borghi interni che rischiano lo spopolamento. L’appello è di recarsi in questi borghi, alcuni dei quali stanno rinascendo proprio perché scelti come set di fiction o film. Andiamo a visitarli perché meritano!”.
Primavera nei Borghi: un progetto per riscoprire la bellezza nascosta
L’iniziativa nazionale “Primavera nei Borghi” nasce per incentivare la scoperta di questi gioielli.
Maria Rita Acone, anche referente nazionale dell’evento, spiega:
“L’idea di dedicare una giornata di Primavera alla conoscenza di bellezze artistiche e paesaggistiche conservate da borghi e luoghi poco conosciuti, è nata per sperimentare la sorpresa di scoprire nuovi tesori nel vasto territorio montano che circonda le città, come ad esempio in Abruzzo.”
Un futuro da costruire: conoscenza, tutela e presenza
“Nei prossimi anni andremo sempre più alla scoperta della storia, delle culture, della inesauribile bellezza di tanti luoghi per poterli far conoscere e difendere, per sostenere chi li abita e, malgrado le difficoltà, continua a renderli vivi!”
Così conclude Maria Rita Acone, con la consapevolezza che solo attraverso la presenza attiva, il racconto e l’amore per questi luoghi si potrà invertire il processo di abbandono e trasformarlo in opportunità di rinascita per l’Italia più autentica.