Aree surf nel nuovo Piano Demaniale: servono serietà, competenze e rispetto del patrimonio naturale

Il dibattito sulle aree surf nel nuovo Piano Demaniale di Vasto richiede serietà, competenze e tutela dell’onda di Vignola, patrimonio unico.

Aree surf Vasto: servono competenze e rispetto. Perché nasce il dibattito

Sorpresa e stupore: accogliamo così la notizia che l’amministrazione comunale ha individuato, nel piano per le concessioni demaniali, in località Canale e San Nicola, aree da adibire alla pratica del surf, evidentemente adatte allo scopo.
Stupore perché, in trent’anni di surf a Vasto, nessuno di noi surfisti si è accorto che in questi punti della costa si formano onde adatte al surf.
Evidentemente l’amministrazione comunale, oltre a gestire e proteggere in modo encomiabile le risorse naturali del litorale vastese, sembra – al di là di ogni dubbio – avere competenze straordinarie anche nel ricercare l’“Onda Perfetta”, il sogno di ogni surfer, in posti mai prima considerati dalla comunità surfistica.

Foto aerea 2009 spiaggia Camping Il Saraceno, area non idonea al surf secondo i surfisti di Vasto.
Foto aerea del 2009 della spiaggia antistante il Camping Il Saraceno: l’area indicata nel Piano Demaniale, priva di condizioni utili alla formazione di onde surfabili.

La realtà dell’onda di Vignola

Il surf a Vasto si fa a Vignola. L’onda, eccellenza riconosciuta a livello internazionale, è un miracolo irripetibile della natura. Esiste solo lì, in quei 700 metri di costa.
Parliamo di un patrimonio unico per centinaia di chilometri di Adriatico: una rarità geologica e sportiva che genera valore, identità e reputazione.
Tuttavia, c’è un progetto di barriere che rischia di cancellarlo. È in corso un ricorso al TAR per difenderlo come bene comune. Si attende il giudizio di merito.

Competenze e limiti delle amministrazioni

Possiamo comprendere che non tutte le amministrazioni riconoscano le opportunità offerte dal territorio.
Persino comprendere la prudenza di fronte a progetti milionari e cordate imprenditoriali forti, oppure un certo pregiudizio culturale verso il surf, percepito da alcuni come sport “estraneo”.
Sono limiti umani, opinabili ma comprensibili.

Lavori sulla spiaggia del Saraceno, area non adatta al surf per morfologia e fondale.
Interventi recenti sulla spiaggia in località Saraceno: modifiche antropiche che confermano l’assenza di una morfologia naturale favorevole al surf.

Aree surf di Vasto: ciò che non si può ignorare

Ciò che non si può comprendere è la mancanza di oggettività.
Alla luce delle conoscenze tecniche e delle caratteristiche naturali del litorale, sostenere che in località Canale o San Nicola si possa praticare il surf significa ignorare l’evidenza.
Le possibilità di trovare onde surfabili in quei punti sono le stesse che si avrebbero a Monteodorisio, Guilmi o Cupello: nessuna.

Foto aerea 1999 spiaggia Saraceno, area priva di onde idonee al surf.
Foto aerea del 1999 della spiaggia del Saraceno: l’assetto costiero, invariato nei decenni, conferma l’assenza totale di onde surfabili.

Serve un confronto serio

Per questo chiediamo un minimo di serietà.
Se non si ritiene opportuno confrontarsi con chi da trent’anni studia e frequenta il mare di Vasto, basterebbe porre una domanda qualunque a un cittadino che conosca la costa:
Si fa surf in località Canale?
La risposta sarebbe chiara.

Aree surf di Vasto: la posizione dei surfisti

La posizione è semplice e non è mai cambiata.
Il surf a Vasto si fa a Vignola.
Ed esiste la possibilità – tecnica, realistica e già documentata – di modulare il progetto di difesa costiera, proteggendo abitazioni e infrastrutture senza distruggere l’onda.
Lo abbiamo sempre sostenuto.

Il cuore del tema

Questo è il tema.
Il resto sono affermazioni approssimative che non rendono onore alla complessità del territorio né al dibattito pubblico.

La Redazione de La Dolce Vita
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