Il Mio Viaggio: tra terme, vino e meraviglie etrusche

Scopri il fascino di un viaggio autentico in Italia tra le acque termali di Viterbo, l’arte di Orvieto e i borghi di Montepulciano.

Viaggio autentico in Italia: tra terme, vino e borghi storici

Tra le acque termali di Viterbo, il vino di Montepulciano e l’armonia di Pienza: un viaggio lento nel cuore dell’Italia.

Ci sono viaggi che iniziano con una mappa e altri che iniziano con un desiderio. Questo è uno di quelli. Un’estate italiana fatta di pietra, sapori, silenzi e meraviglie inaspettate.

Un inizio tra relax e pietra viva

Agosto 2025. Siamo partiti in macchina da Montesilvano, io e il mio compagno di vita Luciano, senza un itinerario troppo rigido, ma con il desiderio di lasciarci guidare dalla bellezza. La prima tappa è stata Viterbo, città di tufo, di acque calde e di silenzi pieni.

Viterbo è una città che si svela piano, come una persona riservata che solo chi sa ascoltare riesce a conoscere davvero.

Le Terme dei Papi, con le loro grandi piscine esterne a 58°C, ci hanno accolto come un abbraccio: un luogo dove il tempo rallenta e il corpo respira. Nel cuore della città abbiamo scoperto quartieri medievali perfettamente conservati. Il quartiere di San Pellegrino, con i suoi archi in pietra, logge e balconcini fioriti, ci ha fatto sentire dentro un film d’altri tempi.

La Chiesa degli Almadiani, con la sua facciata semplice e solenne, sembrava custodire secoli di silenzio. Abbiamo attraversato Piazza del Plebiscito, dominata dalla Torre dell’Orologio, e ci siamo fermati a osservare la vita scorrere, lenta ma piena. Le fontane scolpite, le panchine all’ombra, la luce del pomeriggio… tutto parlava di armonia.

La terrazza con vista ci ha regalato uno dei momenti più belli: il profilo di Viterbo all’orizzonte, le cupole, i tetti e un cielo terso come cornice. Passeggiando ancora, abbiamo attraversato Piazza San Carluccio, intima e ombreggiata, e ci siamo trovati davanti a piccoli vicoli in pietra viva, archi bassi e scorci pieni di poesia.

Cosa non perdere a Viterbo:

  • Un bagno serale alle terme libere del Bagnaccio
  • Il quartiere San Pellegrino al tramonto
  • Una passeggiata panoramica da Piazza della Morte

Orvieto: sospesa tra cielo e tufo

Orvieto è come una cattedrale poggiata sul cielo, dove ogni dettaglio racconta una storia antica.

Salendo verso Orvieto, abbiamo avvertito subito la forza della rupe che la sostiene. Il Duomo, con la sua facciata ricamata di mosaici e bassorilievi, ci ha lasciati senza parole. Dentro, la Cappella di San Brizio è un’apoteosi di arte: angeli, santi, colori, luce.

Camminando nei vicoli, ci siamo ritrovati in scorci che sembravano usciti da un dipinto: archi in pietra, scale fiorite, strade che si stringono fino a sparire. Orvieto è silenziosa e potente allo stesso tempo, perfetta per chi ama perdersi nei dettagli.

Cosa non perdere a Orvieto:

  • Salire sulla Torre del Moro per una vista a 360°
  • Visitare il Pozzo di San Patrizio
  • Gustare l’Orvieto Classico con pecorino locale

Pienza: la città ideale

Pienza è armonia pura: ogni pietra è al posto giusto, ogni vista un invito alla contemplazione.

A Pienza, voluta da Papa Pio II come città rinascimentale perfetta, abbiamo trovato equilibrio, ordine e profumo di formaggio. Le viuzze di pietra chiara, i balconi con fiori, le insegne in ferro battuto… tutto invitava alla lentezza.

Abbiamo passeggiato fino alla Piazza Pio II, dove la torre dell’orologio e il palazzo papale sembrano osservarci con benevolenza. Ogni dettaglio qui è armonia. Ogni scorcio, una cartolina. In un angolo, il profumo del pecorino stagionato ci ha spinto in una bottega artigiana: assaggi e sorrisi, la Toscana più autentica.

Cosa non perdere a Pienza:

  • Un tagliere di pecorino con miele e noci
  • Il Giardino del Palazzo Piccolomini
  • Le strade dell’Amore, del Bacio e della Fortuna

Montepulciano: il vino, la pietra, il cuore

Montepulciano è una salita costante: verso la bellezza, verso il vino, verso la storia.

Ultima tappa: Montepulciano. Siamo arrivati nel tardo pomeriggio, accolti da bandiere colorate e tamburi in lontananza. Era il periodo della Bravìo delle Botti, la festa delle contrade. Ragazzi e ragazze in abiti storici spingevano enormi botti su per le salite del borgo. Un’energia travolgente, contagiosa.

Abbiamo visitato la Chiesa di San Biagio, capolavoro rinascimentale immerso nella campagna. Un luogo silenzioso e perfetto. Ma il vero colpo al cuore è arrivato con la discesa nelle profondità della Cantina De’ Ricci.

La leggenda e la Cattedrale del Vino

Fondata nel 1150, la Cantina De’ Ricci nasce da una storia affascinante: un eremita, noto per prevedere il tempo osservando i movimenti dei ricci, fu salvato da alcuni contadini. Divenuto libero e nobilitato col titolo di marchese Riccio Vinci, diede origine alla famiglia Ricci.

Sotto il Palazzo Ricci, fu scavata una straordinaria cantina nel tufo, che oggi tutti chiamano “La Cattedrale del Vino“. Le sue enormi volte a crociera, le scale monumentali e la penombra solenne trasmettono un rispetto quasi sacro per il vino. Al suo interno si trova anche una grotta etrusca, che collega idealmente la storia agricola di Montepulciano a quella spirituale.

Nel 1337 inizia la produzione agricola documentata della famiglia, ma è con il nuovo progetto del 2015 che la cantina si apre alla modernità, mantenendo intatta la tradizione. Nei 30 ettari di vigneti distribuiti tra Ascianello, Nottola (Croce) e Fontecornino, nasce oggi uno dei vini più rappresentativi del territorio: il Nobile di Montepulciano De’ Ricci, eccellenza riconosciuta e amata.

Abbiamo partecipato a una degustazione curata nei minimi dettagli, in cui ogni vino è stato presentato con stile e accompagnato dalla propria storia. La serata si è conclusa davanti a un calice di Nobile, degustato in silenzio nella suggestiva sala del pozzo, grati di aver potuto respirare tutta la magia di questo luogo. Davvero da non perdere.

Cosa non perdere a Montepulciano:

  • Visitare la Cantina De’ Ricci con degustazione guidata
  • Partecipare alla Bravìo delle Botti (agosto)
  • Un tramonto sulla Val d’Orcia dal belvedere

Consigli pratici e chicche da veri viaggiatori

  • Scarpe comode, sempre: tra le salite acciottolate di Montepulciano e le vie medievali di Viterbo, dimentica i tacchi. Meglio scarpe basse e antiscivolo per camminare a lungo e goderti ogni angolo senza pensieri.
  • Occhio agli orari delle terme: se vai alle terme libere, come quelle del Bagnaccio, verifica gli orari d’ingresso e la temperatura dell’acqua, che può essere molto calda soprattutto in estate.
  • Evita le ore più calde: agosto può essere rovente. I borghi sono più godibili al mattino presto o verso il tramonto. Ideale per le foto e per evitare la folla.
  • Non sottovalutare i piccoli borghi: ogni deviazione può regalarti scorci inaspettati. Fermarsi anche solo 30 minuti in una piazzetta nascosta vale più di mille itinerari preconfezionati.
  • Prenota la visita alle cantine in anticipo: soprattutto nei periodi turistici, molte cantine richiedono la prenotazione. La Cantina De’ Ricci, ad esempio, offre tour con degustazione e racconti storici davvero emozionanti.
  • Assaggia tutto ciò che puoi: in questi luoghi ogni piatto ha una storia. Chiedi consiglio ai locali, prova i formaggi, i pici fatti a mano, le confetture artigianali. Non te ne pentirai.
  • Lasciati del tempo per il silenzio: il bello di certi posti è anche nei momenti di quiete. Ritagliati un attimo in una chiesa semi vuota o su una terrazza, per sentire davvero il luogo.
  • Porta con te una piccola borraccia: in molti borghi ci sono fontane di acqua potabile (spesso freschissima). Una soluzione sostenibile e comoda.
  • Crea playlist adatte: viaggiare con la giusta musica di sottofondo cambia l’atmosfera. Per la campagna toscana? Un po’ di jazz o musica italiana d’autore va benissimo.

 

Perché questo viaggio è diverso

Ogni luogo ci ha dato qualcosa. Il silenzio delle pietre, il calore dell’acqua, l’emozione del vino, la luce delle colline. Ma più di tutto, la sensazione di essere nel posto giusto, al momento giusto.

Non c’è bisogno di andare lontano per trovare meraviglia. Basta lasciarsi guidare.

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di Marzia Falcone

La Redazione de La Dolce Vita
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