Valori comuni Italia-USA: la storia che ci unisce nel racconto di Massimo Lucidi

Dal 1776 al 2026 corre un filo invisibile che unisce Europa e Stati Uniti, è il filo dei valori comuni tra Italia e USA, spesso dimenticati o letti con lenti ideologiche. A rilanciare il dibattito è Massimo Lucidi, giornalista internazionale e presidente della Fondazione E-novation. Lo fa con un pamphlet storico, ricco di nomi e spunti, che invita a una riflessione condivisa.

I Valori comuni tra Italia e USA: una storia da riscoprire

«1776-2026: è tempo di ricostruire una storia comune, troppo spesso sottovalutata», propone Lucidi. E aggiunge una provocazione: scopriremo che anche gli italiani hanno molto da festeggiare. Infatti, se la nascita degli Stati Uniti vede protagonisti il mondo anglosassone e quello francese, esiste anche un contributo italiano. Un contributo intellettuale, filosofico e culturale che ha inciso sui valori comuni di Italia e USA.

Tra Illuminismo e pensiero italiano

Nel Settecento l’Italia non era ancora uno Stato unitario. Eppure, le idee circolavano, anche con difficoltà, ma erano idee forti. Erano idee di progresso, libertà e bene comune. Richiamavano il positivismo, l’Illuminismo e una visione universale dell’uomo. In quel tempo, l’Italia era definita solo un’espressione geografica. Tuttavia, la cultura greco-romana e il pensiero italiano contribuirono in modo decisivo.

Da San Francesco a Dante: radici dei valori comuni

Il contributo ideale italiano affonda le radici ben prima del 1776. Basti pensare a San Francesco d’Assisi e Dante Alighieri. Entrambi incarnano un’idea universale dell’uomo. Entrambi vengono assunti, nel tempo, come riferimenti culturali anche nel mondo anglosassone. Il concetto di cittadinanza universale, infatti, precede lo Stato moderno e diventa uno dei pilastri dei valori comuni di Italia e USA.

Cesare Beccaria e l’influenza sui Padri Fondatori

Tra i contributi più concreti emerge Cesare Beccaria. Le sue idee su giustizia, dignità della vita ed equilibrio dei poteri attraversarono l’Atlantico. Il suo trattato, tradotto in 22 lingue dal 1764, circolò anche grazie al porto di Livorno. Influenzò il pensiero di Thomas Jefferson, Benjamin Franklin e John Adams. Gli Emendamenti V, VI e VIII del Bill of Rights ne portano traccia evidente. Questo rafforza il legame storico dei valori comuni tra Italia e USA.

La Rivoluzione americana e il modello romano

La Dichiarazione d’Indipendenza del 1776 e la Costituzione del 1787 precedono la Rivoluzione francese. La Rivoluzione americana, inoltre, risulta meno cruenta e più stabile. Gli Stati Uniti guardano a Roma e Atene. Non solo nell’architettura neoclassica, ma nella struttura del potere. Il Senato richiama il Senatus romano. Il sistema dei pesi e contrappesi richiama Aristotele. George Washington si ispira a Cincinnato. Jefferson guarda al bene comune sopra l’interesse individuale.

Valori comuni Italia USA e crisi dell’Occidente

Oggi l’Occidente appare in crisi. Per questo, secondo Lucidi, è necessario riscoprire l’identità transatlantica. L’Europa sembra rinnegare le proprie radici cristiane e classiche.
Gli Stati Uniti, invece, continuano a riconoscerle. Roma e Atene restano modelli fondativi. E i valori comuni di Italia e USA diventano una chiave di lettura del presente.

Italiani d’America e soft power culturale

Il soft power italiano emerge con forza attraverso figure spesso dimenticate, ma decisive nel dialogo tra le due sponde dell’Atlantico. Tra queste spicca Filippo Mazzei, medico e filosofo toscano, amico personale di Jefferson e convinto promotore dei diritti civili e della libertà individuale. Accanto a lui si colloca Carlo Bellini, primo docente di lingua italiana negli Stati Uniti. Grazie al suo lavoro, infatti, la cultura italiana entra stabilmente nei percorsi formativi americani, contribuendo alla costruzione di una cittadinanza più colta e consapevole.

Allo stesso tempo, emerge la figura di Giuseppe Maria Francesco Vigo, protagonista nello sviluppo economico e universitario. Attraverso il commercio e il sostegno alle istituzioni educative, Vigo dimostra come iniziativa privata e interesse collettivo possano procedere insieme.

Queste storie, quindi, non rappresentano semplici episodi isolati. Al contrario, raccontano un modello di eccellenza e sostenibilità, fondato su cultura, impresa e responsabilità sociale. Di conseguenza, il contributo italiano assume una dimensione strutturale.
Un apporto che, ancora oggi, rafforza i valori comuni di Italia USA, confermando il ruolo dell’Italia come ponte culturale e morale tra Europa e America.

Burocrazia europea e identità occidentale

Lucidi critica una visione ridotta ai numeri. Secondo lui, infatti, servono altri indicatori, capaci di misurare valori, identità e impatto culturale, non solo parametri economici. In questo quadro, la burocrazia europea rischia di soffocare la storia e la memoria collettiva. Di conseguenza, il racconto dell’Europa appare spesso freddo, distante e privo di anima.

Proprio per questo, la tassa sul tè del 1776 diventa una metafora attuale.
Allora come oggi, un’imposizione percepita come ingiusta accende una riflessione sulla rappresentanza e sulla libertà. È a questo punto che Lucidi lancia una provocazione politica, volutamente tagliente. Tuttavia, come lui stesso sottolinea, si tratta di un passaggio laterale, utile a stimolare il dibattito ma non centrale nel ragionamento. In definitiva, il cuore della sua analisi resta un altro. Ripensare l’Europa non solo come spazio normativo, ma come comunità di valori, capace di riconoscere la propria storia e di dialogare, senza complessi, con l’esperienza americana.

Carlo Cattaneo e il federalismo dei valori comuni

Nel pensiero di Carlo Cattaneo, il modello americano e quello svizzero rappresentano una libertà già realizzata, concreta e funzionante. Infatti, in questi sistemi, indipendenza e unità convivono senza annullarsi, ma si rafforzano a vicenda. Allo stesso tempo, Cattaneo vede nel federalismo uno strumento capace di tutelare le identità locali, senza rinunciare a una visione condivisa. Per questo motivo, la sua riflessione supera i confini nazionali e diventa sorprendentemente attuale.

Nasce così l’idea degli Stati Uniti d’Europa, fondata sull’equilibrio tra autonomie e responsabilità comuni. Un progetto politico e culturale che, ancora oggi, dialoga in modo diretto con i valori comuni di Italia e USA, mettendo al centro la persona, la libertà e la partecipazione democratica. Di conseguenza, il pensiero di Cattaneo non appare come una semplice teoria storica. Al contrario, si propone come una chiave di lettura moderna per ripensare l’Occidente e il suo futuro condiviso.

Il 2026 come anno dei valori comuni tra Italia e USA

Per la Fondazione E-novation, il 2026 sarà un anno di riflessione e partecipazione. L’obiettivo è rafforzare il dibattito sui valori fondanti dell’Occidente.

Lucidi denuncia una storiografia ideologica che ha oscurato molte figure. E cita il caso di Benedetto Croce, liberale e antifascista. Libertà, persona, democrazia e pace restano i fari. Sono i pilastri dell’asse Italia-Stati Uniti. Ed è qui che i valori comuni di Italia e USA tornano centrali, come idee nomadi di futuro.

Fonte: Massimo Lucidi

La Redazione de La Dolce Vita Segui: La Dolce Vita 4.0 su FacebookX,  InstagramYoutube e Threads per non perderti inoltre, le ultime novità!