Call center Sulmona, convocato il tavolo istituzionale del 5 maggio

Il tavolo call center Sulmona convocato per il 5 maggio riapre una vertenza che tiene in ansia 162 lavoratori e le loro famiglie. La Regione Abruzzo, infatti, chiede a Enel e Accenture di sospendere le decisioni già assunte e di aprire una nuova fase di confronto sul futuro del servizio.

L’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, ha formalizzato la richiesta alle aziende. L’obiettivo è chiaro: evitare il trasferimento dei dipendenti nella nuova sede di Pescara e cercare soluzioni alternative che consentano di mantenere l’attività nel territorio peligno.

Tavolo call center Sulmona, la richiesta della Regione

“Chiedo formalmente a Enel ed Accenture di soprassedere alle decisioni assunte, di aprire una nuova fase di confronto a partire dalla riunione del prossimo 5 maggio, nel corso della quale, con il contributo di tutti, sarà possibile individuare soluzioni alternative al trasferimento dei lavoratori”, afferma l’assessore Magnacca.

La posizione della Regione è netta. L’assessore sottolinea che le istituzioni continueranno a stare accanto ai lavoratori e alle loro famiglie. Inoltre, ribadisce che le organizzazioni sindacali hanno già mostrato piena disponibilità nel cercare soluzioni concrete.

Secondo Magnacca, il trasferimento della commessa Enel su Pescara rappresenterebbe un colpo pesante per l’intera Valle Peligna. Per questo motivo, Enel e Accenture dovranno assumersi la responsabilità delle conseguenze che una simile scelta produrrebbe sul territorio.

Il confronto del 5 maggio a Pescara

Le dichiarazioni dell’assessore arrivano in coincidenza con la convocazione del nuovo tavolo istituzionale, fissato per il 5 maggio a Pescara. In questo clima resta alta l’incertezza tra i 162 lavoratori coinvolti nel cambio d’appalto della commessa Enel.

Attualmente i dipendenti lavorano per 3G. Nei prossimi giorni, però, dovrebbero passare alla RTI Accenture-Datacontact, che si è aggiudicata il lotto abruzzese della commessa Enel di back-office.

Call center Sulmona, 162 lavoratori ancora in attesa

La vicenda resta quindi aperta e delicata. Da una parte c’è il cambio di appalto. Dall’altra, invece, c’è la forte preoccupazione di chi teme di dover lasciare Sulmona per raggiungere la nuova sede di Pescara.

Nel suo intervento, Magnacca ricorda di avere già ribadito, nell’ultimo incontro, la necessità di proseguire un confronto diretto tra azienda e sindacati. Solo così, infatti, sarà possibile individuare soluzioni realmente percorribili.

L’assessore insiste su due punti centrali della vertenza: il rispetto della clausola sociale di salvaguardia e il mantenimento della territorialità del servizio. Su questi aspetti, spiega, Enel e Accenture non hanno ancora fornito risposte soddisfacenti.

Clausola sociale e territorialità del servizio

“Ritengo doveroso ribadire, ancora una volta, il rispetto della clausola sociale di salvaguardia e il mantenimento della territorialità del servizio”, osserva l’assessore. Al momento, aggiunge, le informazioni più rilevanti arrivano soprattutto dalle organizzazioni sindacali e non bastano a fare piena chiarezza sulla vertenza.

Proprio per questo, Magnacca ha deciso di convocare una nuova riunione alla presenza di tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo è ottenere risposte certe, soprattutto sul punto ritenuto decisivo: l’obbligo, per la società subentrante, di non eludere la clausola sociale prevista dalla contrattazione collettiva e dalla gara effettuata da Enel.

Perché il tavolo call center Sulmona è decisivo

La Regione considera fondamentale che l’attività resti nel territorio peligno. In questo modo si potrebbero salvaguardare i posti di lavoro a Sulmona senza costringere i dipendenti al trasferimento nella sede di Pescara.

Il tema ha anche un forte impatto sociale. Gran parte dei lavoratori, infatti, opera con contratti part-time e percepisce stipendi ridotti. Di conseguenza, uno spostamento forzato rischierebbe di aggravare ulteriormente una situazione già fragile.

Magnacca, infine, sollecita Enel a rispondere anche alla richiesta inviata il 27 marzo dagli assessori di Abruzzo, Veneto e Basilicata. Le tre Regioni, infatti, hanno segnalato congiuntamente criticità simili legate ai cambi d’appalto e attendono ancora chiarimenti.

Il tavolo del 5 maggio, dunque, rappresenta un passaggio cruciale. Da quell’incontro potrebbero arrivare indicazioni decisive per il futuro dei 162 lavoratori del call center e per la tenuta occupazionale di un’area che non può permettersi un altro ridimensionamento.

La Redazione de La Dolce Vita
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