Stage e talento giovani: stipendi bassi e futuro incerto per i neolaureati
Stage e talento giovani tornano al centro del dibattito sul lavoro, tra compensi bassi, formazione cercata e futuro professionale spesso incerto. Secondo una ricerca realizzata da ING People Insights Lab con YouGov, sette neolaureati su dieci ritengono che l’Italia non riconosca adeguatamente il talento.
Il dato pesa ancora di più perché riguarda giovani tra i 20 e i 30 anni, laureati negli ultimi due anni. Dunque, si tratta di una generazione pronta a entrare nel mercato del lavoro, ma spesso costretta a valutare l’estero.
Stage e talento giovani: cosa cercano i neolaureati
Quando scelgono uno stage, i giovani guardano prima di tutto alla crescita. Infatti, per il 55% degli intervistati contano le opportunità di apprendimento e formazione.
Subito dopo emergono altri due fattori decisivi. Il 48% valuta la possibilità di assunzione, mentre il 47% considera importante il rimborso spese.
Quindi, lo stage non rappresenta solo un passaggio formale. Al contrario, diventa un banco di prova per capire se un’azienda investe davvero sulle nuove competenze.
Compensi bassi: lo stage resta sotto i 600 euro
Circa la metà dei giovani intervistati ha svolto almeno uno stage negli ultimi tre anni. Tuttavia, solo sei su dieci hanno ricevuto un compenso.
La media mensile si ferma a 607 euro. Il dato risulta in lieve crescita rispetto al 2025, quando la media era pari a 565 euro.
Inoltre, solo il 14% degli stagisti ha percepito più di 800 euro al mese. Anche questo valore cresce rispetto al 9% registrato nel 2025, ma resta ancora limitato.
Stage e talento giovani: perché molti rifiutano
La metà dei neolaureati ha rifiutato almeno uno stage. Tra questi, il 36% indica come motivo principale un rimborso spese troppo basso.
Il messaggio appare chiaro. I giovani cercano formazione, ma non vogliono rinunciare a un riconoscimento economico dignitoso.
Inoltre, il tema economico incide anche sulla scelta tra Italia ed estero. Per il 62% dei giovani, lo stipendio rappresenta il fattore principale per restare nel nostro Paese.
Il talento in Italia sembra poco valorizzato
L’indagine evidenzia una percezione molto netta. Il 70% dei giovani ritiene che il talento non venga riconosciuto in modo adeguato in Italia.
Secondo i neolaureati, le aziende dovrebbero garantire tre elementi fondamentali. Prima di tutto, un riconoscimento economico adeguato, indicato dal 56%.
Poi, servono opportunità di crescita professionale, segnalate dal 53%. Infine, contano work-life balance, flessibilità e smart working, indicati dal 48%.
Le opportunità di carriera risultano ancora più importanti per le donne. Infatti, il 63% le considera decisive, segno di difficoltà ancora presenti nei percorsi professionali.
Restare o partire: lo stipendio fa la differenza
Quando arriva il momento di scegliere se restare in Italia, il compenso diventa centrale anche nel rapporto tra stage e il talento dei giovani. Il 62% dei ragazzi indica lo stipendio come elemento decisivo.
Seguono la possibilità di assunzione, scelta dal 40%, e le opportunità di apprendimento e formazione, indicate dal 35%.
Inoltre, chi ha già svolto uno stage valuta con attenzione anche la flessibilità oraria. Il 32% la considera importante, mentre il 27% guarda allo smart working.
A cosa serve davvero lo stage
Nonostante le criticità, lo stage conserva un valore formativo e resta centrale nel rapporto tra stage e il talento dei giovani. Il 50% dei giovani che lo ha svolto dichiara di aver acquisito competenze relazionali e di lavoro in team.
La stessa percentuale afferma di aver sviluppato competenze tecniche. Dunque, l’esperienza può essere utile quando offre contenuti reali e affiancamento concreto.
Tuttavia, solo una quota minoritaria vede nello stage una strada sicura verso l’assunzione. Circa uno stagista su quattro si aspetta che il percorso si trasformi in lavoro.
L’ottimismo cresce tra chi possiede una laurea scientifica e ha svolto uno stage retribuito.
Stage e talento dei giovani: la scelta di ING Italia
Un segnale per il mercato del lavoro
La ricerca ING-YouGov racconta un tema più ampio. I giovani non chiedono soltanto uno stage, ma un percorso credibile.
Chiedono formazione, crescita, retribuzione e fiducia. Per questo, stage e talento dei giovani non possono più restare due parole separate.
Se l’Italia vuole trattenere competenze, deve rendere il primo ingresso nel lavoro più serio, più equo e più attrattivo.