L’Abruzzo si svuota: allarme demografico regionale

Spopolamento dell’Abruzzo oggi: una crisi demografica più rapida del resto d’Italia

Lo spopolamento dell’Abruzzo oggi emerge con forza dai dati demografici più recenti.
Al 31 dicembre 2023 la regione contava 1.269.571 residenti. Tuttavia, in un solo anno si sono persi oltre 3.000 abitanti.

Il saldo naturale regionale resta fortemente negativo. Nel 2023 sono nati 10.534 bambini.
Al contrario, i decessi hanno raggiunto quota 14.382.
Di conseguenza, il divario tra nascite e morti continua ad ampliarsi.

La natalità sempre più bassa, oggi è una delle cause dello spopolamento in Abruzzo

Nel quadro dello spopolamento in Abruzzo, oggi, l’età media ha superato i 47 anni.
Inoltre, il tasso di natalità è fermo a 5,8 per mille. Questo dato risulta inferiore alla media nazionale, già bassa, pari a 6,4 per mille. Se la tendenza resterà invariata, entro il 2042 la regione perderà circa 109.000 abitanti. In altre parole, si tratta di un calo del 9% della popolazione attuale. Nel frattempo, la media nazionale prevista si fermerà al -4,5%.

Oggi lo spopolamento dell’Abruzzo corre al doppio della velocità italiana

Secondo ISTAT e Openpolis, lo spopolamento dell’Abruzzo, oggi, colpisce in modo particolare i comuni montani. Infatti, i centri sotto i 5.000 abitanti registrano cali fino a -0,6% annuo. Si tratta di 126 comuni distribuiti soprattutto nelle province de L’Aquila e Teramo. Di conseguenza, molte aree interne continuano a svuotarsi verso la costa. Tuttavia, la fascia costiera non riesce a trattenere i nuovi residenti.

La fuga dei giovani verso il Nord

Oggi, nel fenomeno dello spopolamento dell’Abruzzo, la mobilità giovanile rappresenta un fattore decisivo. Molti giovani si trasferiscono a Pescara, restano alcuni anni e poi partono verso Milano, Bologna o Roma.

Pertanto, il saldo migratorio interno resta negativo. Ogni anno la regione perde più residenti di quanti ne attragga. Di conseguenza, la crescita urbana non compensa la perdita complessiva di popolazione.

Spopolamento: il caso Pescara e il ruolo dei poli urbani

Nonostante il suo dinamismo economico, Pescara non riesce a contrastare lo spopolamento dell’Abruzzo oggi. Tra il 2019 e il 2024 la città ha perso 2.002 residenti.

Al contrario, L’Aquila mostra una tenuta leggermente migliore rispetto alle previsioni.
Inoltre, il progetto Grande Pescara non ha prodotto i risultati sperati.
Di conseguenza, nessun polo urbano appare oggi in grado di invertire la tendenza.

Abruzzo: una regione che si svuota per strati

Lo spopolamento dell’Abruzzo oggi non riguarda solo i borghi montani. Al contrario, coinvolge progressivamente l’intero territorio regionale. Prima si svuotano le aree interne. Successivamente, anche la costa perde abitanti. Infine, molti giovani lasciano la regione per stabilirsi nel Nord Italia.

Questo processo crea un doppio imbuto demografico. I borghi si svuotano verso la costa.
La costa, a sua volta, si svuota verso le grandi città del Paese.

Spopolamento dell’Abruzzo oggi: i dati principali in sintesi

Lo spopolamento dell’Abruzzo oggi mostra numeri chiari e preoccupanti.
La regione perde residenti al doppio della velocità nazionale. Il calo previsto è del 9% entro il 2042. Nel frattempo, la media italiana stimata si ferma al 4,5%.

Pescara non riesce a frenare il fenomeno. Infatti, ha perso 2.002 abitanti negli ultimi cinque anni.

Il modello demografico regionale appare quindi sempre più fragile. Di conseguenza, il tema dello spopolamento dell’Abruzzo oggi diventa centrale per le politiche future.

La Redazione de La Dolce Vita
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