Una visione per il sottosuolo di Pescara
L’On. D’Alfonso apre il dibattito sul sottosuolo di Pescara con un’immagine chiara. Quando un figlio si ammala, infatti, un buon padre non lo affida ad altri per risparmiare. Al contrario, cerca eccellenza sanitaria e cure adeguate. La stessa logica, quindi, deve guidare la gestione della res publica.
Se la rete del gas mostra segni di vetustà, la soluzione non consiste nel vendere quel pezzo di sottosuolo. Occorre invece individuare risorse, anche europee — che saranno indirizzate soprattutto su reti e infrastrutture — per avviare la ristrutturazione. D’Alfonso ricorda che non bisogna svendere il patrimonio della partecipata che fu Pescara Gas, oggi Pescara Energia, ma trasformare il ventre della città in una galleria intelligente.
Criticità attuali e mancanza di visione
Oggi assistiamo a un paradosso evidente. Ci affidiamo, senza reali verifiche, a chi parla di criticità della rete. Tuttavia, rinunciamo a un asset che altrove crea economia pubblica e attiva partenariati pubblico-privati evoluti. Il nodo centrale è la visione mancata.
Il sottosuolo è una vera struttura autostradale, utilizzata solo dai gestori privati. Nel frattempo la città subisce cantieri invasivi e ricorrenti. Si procede, quindi, come tanti piccoli Giamburrasca: si taglia, si spacca e si rattoppa per ogni esigenza. Questo metodo genera disagio per i cittadini e costi elevati per l’amministrazione.
Un modello virtuoso vicino a noi
Il sottosuolo di Pescara e l’esempio aquilano
Il modello alternativo non è lontano. A L’Aquila, grazie alla gestione lungimirante di Americo Di Benedetto alla guida di Gran Sasso Acqua Spa, sono state realizzate gallerie poliservizi. Si tratta di autostrade interrate che ospitano tutte le reti, regolate da un piano puntuale.
In quel caso, sono le società a pagare la città per l’uso del tunnel. La conseguenza è un apporto costante di risorse pubbliche. Pescara, invece, rischia di vendere i “gioielli di famiglia” senza una regia unitaria. Perché non utilizzare Masterplan e fondi FSC per ridisegnare i flussi sotterranei, partendo dalla fibra e dalla rete duale per separare acque bianche e nere?
Il ruolo decisivo della normativa del 2022
Conoscere il sottosuolo di Pescara per gestirlo meglio
D’Alfonso richiama l’importanza della norma da lui promossa nel 2022: l’Anagrafe delle occupazioni permanenti del sottosuolo (Legge 21 settembre 2022, n. 142, art. 16bis). Questo strumento dà ai sindaci il potere e il dovere di conoscere ciò che giace sotto il territorio amministrato.
La norma serve non solo per sicurezza, ma anche per configurare una legittima pretesa erariale. Concentrare i sottoservizi in gallerie intelligenti riduce l’occupazione in superficie e massimizza la resa fiscale da chi utilizza un bene comune.
Una strategia finanziaria sostenibile per la città
Non saranno 15 milioni una tantum a risanare un bilancio che disperde risorse in sagre, concertini e “caffè di mezzanotte”. Inoltre, una delibera frettolosa non può impedire una riflessione industriale seria.
Secondo D’Alfonso, serve un confronto urgente con player come Enel e Cassa Depositi e Prestiti. L’obiettivo è trasformare la manutenzione in innovazione e disegnare, sotto Pescara, una rete di autostrade intelligenti. Solo così si evita di consegnare le chiavi della città al miglior offerente.