Santa Maria del Carmine: la chiesa di Assergi dentro le mura dell’Aquila

Una chiesa simbolo dell’identità di Assergi: Santa Maria del Carmine

La chiesa di Santa Maria del Carmine sorge all’interno del centro storico dell’Aquila, nel cosiddetto “Locale d’Assergi”. Questo spazio fu concesso al castello di Assergi, uno dei tanti che contribuirono alla fondazione della città nel XIII secolo. A differenza degli altri castelli, Assergi scelse di mantenere la propria chiesa madre fuori dalle mura, nel paese d’origine, rendendo quella aquilana una filiale subordinata.

Il trasferimento ai Carmelitani e la riforma del Seicento

Nel 1609, gli abitanti di Assergi cedettero la chiesa e il terreno adiacente ai Carmelitani, che avviarono subito la costruzione di un convento. All’interno dell’accordo, stabilirono che la chiesa dovesse conservare il nome di Santa Maria d’Assergi e mantenere un legame con le tradizioni locali. Infatti, i frati si impegnarono a partecipare ogni anno alle feste patronali di Assergi, offrendo un cero e tenendo una predica pubblica. Questa cessione avvenne in un periodo di grande fervore religioso, alimentato dall’azione riformatrice dei vescovi Gonzalo de Rueda e Mariano de Racciaccaris. Inoltre, l’operazione si inserì pienamente nel clima spirituale della riforma cattolica post-tridentina, che promuoveva il rinnovamento della vita ecclesiale e comunitaria.

L’ampliamento architettonico e la nuova identità barocca

Nel 1637, i Carmelitani ampliarono la chiesa aggiungendo un coro ottagonale più alto della navata e intervennero con importanti modifiche architettoniche e strutturali. In particolare, elevarono le murature, inserirono grandi finestre, realizzarono snelli contrafforti e trasformarono la facciata, sostituendo il rosone con un finestrone centrale. Successivamente, dopo il devastante terremoto del 1703, i frati progettarono una completa ristrutturazione nel 1730, seguendo il modello architettonico del “Gesù” di Roma. Con tale intervento, adottarono una navata unica, aggiunsero cappelle laterali intercomunicanti e realizzarono un presbiterio poco profondo per favorire la centralità dell’altare.

Santa Maria del Carmine di Assergi: Un richiamo affettivo tra passato e presente

I fedeli riscoprono, nell’interno barocco della chiesa, l’atmosfera della chiesa madre di Assergi, risvegliando un forte senso di appartenenza e identità. Inoltre, l’edificio racconta con forza la storia urbana dell’Aquila, testimoniando con la sua struttura il profondo legame tra la città e i suoi castelli originari. Grazie a questo legame storico e simbolico, Santa Maria del Carmine incarna oggi un riferimento architettonico e spirituale della memoria assergese dentro le mura cittadine.

di Giuseppe Lalli

La Redazione de La Dolce Vita
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