Sanità Abruzzo allarme default secondo D’Alfonso
Il tema sanità Abruzzo allarme default domina il dibattito regionale dopo l’intervento dell’On. Luciano D’Alfonso. La Regione, infatti, chiede al Governo una deroga all’accantonamento obbligatorio per coprire il disavanzo sanitario. Tuttavia, per il parlamentare, dovrebbe dimostrare tre qualità fondamentali: programmazione, parsimonia e responsabilità.
La gestione regionale contestata
D’Alfonso critica duramente la gestione marsiliese. Sottolinea le “mance festivaliane”, la sanità allegra, gli ospedali aperti ma privi di personale e una lunga serie di scelte amministrative sbilanciate. L’Abruzzo, secondo lui, è giunto al “redde rationem”, costretto a cercare intercessioni romane per evitare un commissariamento sempre più vicino.
Sanità Abruzzo allarme default nelle valutazioni del MEF
La verità emerge nel verbale del Tavolo Tecnico del MEF e del Comitato LEA. L’Abruzzo risulta l’unica Regione in piano di rientro sanitario con un peggioramento dei risultati d’esercizio. Il disavanzo 2024, superiore a 103 milioni di euro, aumenterà fino a 126,8 milioni nel 2025. Di conseguenza, la Regione rischia il blocco totale della spesa, perfino per beni essenziali.
Sanità Abruzzo allarme default e criticità su screening e liste d’attesa
La relazione boccia diversi settori strategici:
- programmazione degli screening;
- piano di rientro delle liste d’attesa;
- organizzazione della rete ospedaliera, con duplicazioni inutili;
- piano hospice e cure palliative;
- servizi ADI domiciliari.
Inoltre, la gestione dell’emergenza-urgenza non rispetta i tempi per i codici più gravi, mettendo a rischio i pazienti.
Sanità Abruzzo allarme default: rete ospedaliera e doppioni inutili
Il dossier segnala anche criticità nei punti nascita e nei reparti di emodinamica, dove i numeri risultano bassi o non in linea con gli standard di sicurezza.
Il “bonus” da 6 milioni
D’Alfonso sostiene che il Governatore Marsilio abbia tentato di “mescolare le carte” nei suoi viaggi romani. Il presunto bonus da 6 milioni rappresenterebbe, secondo l’Onorevole, una semplice “tachipirina” incapace di curare una febbre causata da una gestione amministrativa appesantita e poco attenta ai contenuti.
Sanità Abruzzo allarme default e rischio commissariamento
La deroga all’accantonamento non eviterebbe realmente un commissariamento. Servirebbe, piuttosto, a liberare temporaneamente il Governatore dai vincoli del bilancio in vista delle prossime sfide politiche. Per D’Alfonso, si tratterebbe solo di una “pezza bagnata”.
Il peso sui cittadini
Gli abruzzesi sono i veri penalizzati. Hanno sostenuto i costi dell’emergenza pandemica e di quella sismica. Adesso rischiano di coprire anche il disavanzo sanitario. Allo stesso tempo, attendono esami essenziali come TAC, risonanze o ecografie perfino per due anni.
Sanità Abruzzo allarme default: l’attesa per l’emendamento Liris-Sigismondi
D’Alfonso conclude affermando di attendere l’emendamento dei Senatori Liris e Sigismondi. Intende verificare come giustificheranno un intervento che, a suo dire, rivela una gestione poco trasparente. Infine, guarda alla reazione del Governo Meloni, chiamato a valutare una Regione “troppo allegra” nella gestione delle risorse pubbliche.