Il rischio cyber nelle PMI dell’Adriatico emerge chiaramente dal Rapporto Cyber Index PMI Medio Adriatico 2025, presentato a Pescara. Le imprese conoscono il problema. Tuttavia, devono rafforzare la capacità di risposta.
L’iniziativa, promossa da Confindustria e Generali, analizza nel tempo la maturità digitale delle imprese. Inoltre, diffonde una maggiore cultura della sicurezza informatica.
Rischio cyber nelle PMI dell’Adriatico: cresce la consapevolezza
Le PMI del territorio mostrano un buon livello di attenzione. Infatti, il punteggio medio raggiunge 56 su 100, in linea con la media nazionale.
Tuttavia, questa consapevolezza non diventa ancora azione concreta. Di conseguenza, molte imprese restano esposte agli attacchi informatici.
Inoltre, il sistema produttivo è sempre più interconnesso. Per questo motivo, il rischio legato alle terze parti aumenta in modo significativo.
Allo stesso tempo, la digitalizzazione accelera. Il 29% delle PMI utilizza dispositivi IoT. Inoltre, il 19% impiega strumenti di intelligenza artificiale. Queste tecnologie amplificano il rischio.
Rischio cyber nelle PMI dell’Adriatico: i dati del report
Il Rapporto analizza tre dimensioni: approccio strategico, identificazione e attuazione.
L’approccio strategico è il più sviluppato, con 62 punti su 100. Tuttavia, emergono limiti nelle altre aree.
Infatti, l’identificazione delle minacce si ferma a 48 su 100. Inoltre, l’attuazione delle misure di protezione raggiunge 58 su 100.
Questi dati mostrano un divario evidente. Le imprese comprendono il rischio, ma faticano a gestirlo in modo efficace.
I livelli di maturità delle PMI
Le PMI abruzzesi si dividono in quattro categorie.
Il 14% è maturo. Queste imprese adottano strategie complete e integrate.
Il 35% è consapevole. Tuttavia, spesso non possiede strumenti operativi adeguati.
Il 39% è informato. In questo caso, l’approccio resta ancora poco strutturato.
Infine, il 12% è principiante. Qui la consapevolezza è bassa e le misure di protezione quasi assenti.
Rischio cyber nelle PMI dell’Adriatico: il ruolo delle polizze
Un elemento chiave riguarda le polizze cyber. Le imprese assicurate registrano una probabilità tre volte inferiore di subire interruzioni operative.
Pertanto, integrare prevenzione e strumenti assicurativi diventa fondamentale. Inoltre, questo approccio rafforza la resilienza aziendale.
Rischio cyber nelle PMI dell’Adriatico: investire sulle persone
Massimo Cesarino, Presidente della Sezione Servizi Innovativi di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, evidenzia un passaggio decisivo.
La trasformazione digitale rappresenta un’opportunità strategica. Tuttavia, richiede una sicurezza informatica strutturata.
Inoltre, il Cyber Index PMI aiuta a individuare le aree di miglioramento. Per questo motivo, diventa uno strumento essenziale.
Cesarino sottolinea l’importanza delle risorse umane. Infatti, formazione e competenze risultano decisive.
Solo così le PMI potranno crescere. Inoltre, potranno diventare più competitive e resilienti nel lungo periodo.
I protagonisti del progetto
Generali Italia è tra i principali operatori del settore assicurativo. Conta una rete capillare e milioni di clienti.
Confindustria rappresenta oltre 150mila imprese e più di 5 milioni di addetti. Promuove lo sviluppo economico e industriale del Paese.
Confindustria Abruzzo Medio Adriatico riunisce oltre 1.000 aziende tra Chieti, Pescara e Teramo. Inoltre, sostiene la crescita del territorio.
Conclusioni
Il rischio cyber nelle PMI dell’Adriatico rappresenta una sfida concreta e attuale. Le imprese conoscono il problema. Tuttavia, devono rafforzare la risposta operativa.
Per questo motivo, servono investimenti mirati. In particolare, in formazione, tecnologie e cultura digitale.
Solo così il sistema produttivo potrà evolvere. Inoltre, potrà affrontare il futuro con maggiore sicurezza.







