Il consigliere regionale Antonio Di Marco: “un pastrocchio amministrativo” il bando regionale da 8 milioni e 200mila euro
Il consigliere regionale Antonio Di Marco definisce “un pastrocchio amministrativo” il bando regionale da 8 milioni e 200mila euro, previsto dalla legge n.145 per i piccoli Comuni. La procedura a Click Day, spiega Di Marco, “è una vergogna amministrativa, vetrina di un fallimento”. Il vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio chiede l’audizione dei sindaci in Commissione Vigilanza, sollecitando l’annullamento del bando.
Un bando pubblicato, ritirato e ripubblicato: “Una guerra tra poveri”
Il primo avviso, pubblicato il 6 ottobre, era destinato ai Comuni con meno di 30mila abitanti. Le domande sono arrivate in pochi secondi, seguendo l’ordine cronologico di invio. “Il dubbio di una fuga di notizie era più che legittimo”, afferma Di Marco. Dopo la revoca e la ri-pubblicazione del bando, la situazione è peggiorata: “Una frittata diventata maionese impazzita, con ultimi divenuti primi e viceversa, creando malcontento e sospetti”.
Le critiche alla giunta Marsilio e i rischi di contenzioso
Di Marco accusa la giunta Marsilio e il Dipartimento Infrastrutture di inadeguatezza. “Chi ha pensato di far competere i sindaci in una gara al millisecondo per fondi pubblici?” chiede polemicamente. Il consigliere avverte anche del rischio di un imminente contenzioso amministrativo tra i Comuni esclusi, come Torre de’ Passeri, Catignano, Alanno, Caramanico Terme e Castiglione a Casauria, solo nella provincia di Pescara.
Il Pastrocchio Amministrativo e la proposta: criteri chiari e una commissione tecnica di valutazione
“Il Click Day, infatti, ha mostrato in modo evidente tutti i suoi limiti giuridici e amministrativi, generando sfiducia e confusione tra i Comuni coinvolti.” Per questo motivo, Di Marco propone di annullare completamente il secondo avviso, invitando i sindaci a ripresentare le domande secondo modalità più trasparenti. Inoltre, chiede la creazione di una Commissione tecnica indipendente, capace di valutare i progetti basandosi su criteri chiari, equi e uniformi, senza margini d’interpretazione. Solo in questo modo, secondo Di Marco, sarà possibile ricostruire fiducia e certezza amministrativa, restituendo credibilità all’intero processo di assegnazione dei fondi. Infine, conclude il consigliere regionale, “è necessario garantire una competizione basata sulla qualità progettuale e non sulla velocità di invio delle domande”.