D’Alonzo: “Movida e rumori, il Parlamento intervenga per aggiornare la normativa”

Movida e rumori al centro del dibattito. D’Alonzo invita il Parlamento a rivedere la normativa nazionale dopo la sentenza del Tar Pescara.

Movida e rumori. D’Alonzo: il Parlamento intervenga.

Il Tar conferma la legittimità delle misure comunali

“Nel pronunciamento di ieri sui rumori della movida, il Tribunale amministrativo regionale ha ribadito che le misure adottate dal Comune appaiono costituire un proporzionale punto di equilibrio tra il diritto alla libertà economica e la tutela della quiete pubblica e del riposo dei residenti”.
Il Tar ha chiarito che il Comune ha agito nel rispetto della legge 447/1995, che regola l’inquinamento acustico. Secondo il Tribunale, l’amministrazione ha composto in modo ragionevole gli interessi contrapposti, tutti di rango costituzionale.

D’Alonzo: “I Comuni agiscono in un quadro normativo superato”

Il consigliere comunale Alessandro D’Alonzo ha sottolineato un aspetto centrale: “Esiste una cornice normativa precisa entro cui i Comuni devono agire”.
Questa cornice è rappresentata dalla legge quadro del 1995 sull’inquinamento acustico e dai relativi decreti attuativi. Tuttavia, secondo D’Alonzo, queste norme non rispondono più alle esigenze delle città moderne.
“Per questo – afferma – serve un intervento del Parlamento. Solo i parlamentari possono avviare una riflessione e una revisione seria della normativa attuale”.

Il Tar respinge la sospensiva sull’ordinanza della movida

Il Tar Pescara ha respinto la richiesta presentata dai gestori dei locali di piazza Muzii. Questi avevano chiesto la sospensiva dell’ordinanza comunale sulla movida.
D’Alonzo ha commentato: “Il Comune ha operato correttamente. Lo dimostra anche la decisione del Tribunale, che riconosce la piena coerenza con il Piano di risanamento acustico”.
Le rilevazioni dell’Arta, infatti, hanno confermato il superamento dei limiti di rumore (55 dBA). Tuttavia, i dati mostrano anche un miglioramento. Le misure adottate risultano efficaci e coerenti con gli obiettivi del piano.

Movida e rumori. Ordinanza sugli orari: una misura doverosa per la salute pubblica

Il Tar ha definito l’ordinanza sugli orari un “atto doveroso”. La decisione si fonda sulla presenza di un inquinamento acustico accertato, che comporta un rischio concreto per la salute pubblica.
I giudici hanno anche precisato che il Comune non può ignorare questa situazione. L’amministrazione, infatti, ha il dovere di tutelare il benessere dei cittadini, anche a costo di limitare temporaneamente l’attività economica.

L’appello al Parlamento: aggiornare le regole per tutelare tutti

D’Alonzo, alla luce di quanto stabilito dal Tar, rilancia l’appello al Parlamento.
“In questo scenario, così come è stato fotografato dai giudici, è fondamentale che il Parlamento intervenga. Solo così si potranno creare condizioni di base più adatte alla realtà attuale”.

La Redazione de La Dolce Vita
???? Segui La Dolce Vita 4.0 su FacebookX,  InstagramYoutube e Threads per non perderti le ultime novità!