A 92 anni l’artista biellese Michelangelo Pistoletto è tornato a Pescara per aprire il nuovo capitolo del progetto “Arte Povera e oltre” con la Fondazione PescarAbruzzo e inaugurare la mostra a lui dedicata “Sculture e Disegni (1982-1986)”, ospitata da lunedì 24 novembre nelle sale espositive del MicHub, il cantiere della creatività e della conoscenza di via Michelangelo.
Michelangelo Pistoletto Pescara: una mostra curata da Zerynthia
La mostra è curata dall’associazione per l’arte contemporanea Zerynthia. È legata alla fondazione No Man’s Land, con la quale prosegue una collaborazione orientata alla valorizzazione dei linguaggi e dei protagonisti dell’arte contemporanea. Erano presenti anche i coniugi Dora Stiefelmeier e Mario Pieroni, proprietari delle opere.

Sculture e installazioni: il focus sulla “Quarta Generazione”
La nuova esposizione temporanea di Pistoletto, insieme alla ricostruzione delle opere di Fabro, Kounellis, Merz e Pisani esposte dal gallerista e collezionista Mario Pieroni al Bagno Borbonico di Pescara tra il 1975 e il 1978, mira a proporre alla città di Pescara un periodo specifico di Michelangelo Pistoletto. Questo periodo è denominato anche Quarta Generazione. È definito nella sua pubblicazione “Poetica Dura”.
Michelangelo Pistoletto Pescara e l’opera centrale “La Spalla”
Al centro della sala e delle installazioni c’è “La Spalla”, una scultura divisa in due blocchi, uno sbozzato e l’altro smussato, che traccia la linea di un’ipotetica forma in formazione. Accanto le opere apparse per la prima volta nell’esposizione “Arte dello Squallore” nella galleria di Giorgio Persano nel 1985 e nella Galleria Pieroni di Roma nel 1986, costituite da grandi blocchi di poliuterano di colore scuro. Una serie di carboncini ripete sul piano a due dimensioni quello che i blocchi scultorei interpretano all’interno dello spazio reale. Infine le opere specchianti, che si trasformano in immagine esattamente come le persone e gli oggetti comuni delle superfici specchianti realizzate negli anni Novanta.
Il racconto di Pistoletto sul significato dell’Arte Povera
“Tra il 1975 e il 1976 mi sono dovuto smarchiare e smarcare dal mercato consumistico dell’arte eliminando Pistoletto. In quegli anni ho creato 32, 33 opere e ognuna sembrava realizzata da un artista diverso”, ha raccontato il protagonista dell’Arte Povera spiegando la nascita della corrente artistica. “L’Arte Povera nasce dalla necessità di avere qualcosa di assolutamente radicale, di fenomenologicamente riconosciuto e riconoscibile come radice di pensiero, per passare dal possibile all’essere”.
Michelangelo Pistoletto Pescara: l’aneddoto sulla “Venere degli Stracci”
Pistoletto ha poi raccontato l’aneddoto della nascita di una delle sue opere più celebrate, la Venere degli Stracci, che il presidente Mattoscio ha espresso il desiderio di esporre anche a Pescara.
Una mostra visitabile fino al 30 maggio 2026
Quindi il taglio del nastro di una mostra che sarà possibile visitare al piano interrato del MicHub fino al 30 maggio 2026.