Le cartelle esattoriali in Abruzzo
In Abruzzo, il carico residuo delle cartelle esattoriali affidate ai soggetti della riscossione dal 2000 al 2024 ammonta a 24,75 miliardi di euro.
Il dato, aggiornato al 31 gennaio scorso dal Dipartimento delle Finanze, rappresenta circa l’1,9% del totale nazionale, che supera i 1.272 miliardi di euro.
L’analisi del commercialista pescarese Luca Orsini
Interpellato dall’ANSA, il commercialista Luca Orsini ha analizzato gli effetti delle numerose rottamazioni fiscali degli ultimi anni.
«Le definizioni agevolate offrono un vantaggio evidente al contribuente», spiega, «ma generano anche un potenziale effetto distorsivo sulla compliance fiscale».
Negli ultimi dieci anni, le varie versioni della rottamazione — dalla prima del governo Renzi (DL 193/2016) fino alla “quater” del governo Meloni — sono diventate un meccanismo quasi strutturale della politica fiscale italiana.
Effetti e rischi del sistema delle rottamazioni
Le rottamazioni consentono ai contribuenti di estinguere i debiti fiscali pagando solo il tributo originario, senza sanzioni né interessi di mora, spesso in tempi lunghi.
Secondo Orsini, questa formula rischia di indebolire l’adempimento spontaneo, poiché crea l’attesa di nuove sanatorie future.
Un esempio arriva dalla stessa Regione Abruzzo, che nel 2023 ha aderito alla rottamazione-quater.
L’operazione, che ha riguardato anche il CIAPI Abruzzo Formazione, ha prodotto un risparmio complessivo di oltre 1,8 milioni di euro.
Le cartelle esattoriali e l’allarme della Corte dei Conti e le prospettive future
La Corte dei Conti, nella memoria del 20 marzo 2025, ha evidenziato che le rottamazioni potrebbero indurre all’inadempimento successivo, minando la fiducia nel sistema fiscale.
Orsini conclude chiedendo un fisco stabile e proporzionato, capace di distinguere tra evasori sistematici e contribuenti in difficoltà.
«Il vero successo», sottolinea, «non si misura dalle occasioni di clemenza, ma dalla capacità del sistema di renderle superflue».