Nuova vita in via Tavo a Pescara: lavori e speranza per i senza dimora

Il progetto di Housing first: inclusione sociale per chi vive in strada

A Pescara sono iniziati i lavori per il progetto di Housing first. La ristrutturazione e riqualificazione del primo piano dell’immobile di via Tavo 310, sequestrato alla criminalità. Il piano terra, operativo da un anno, ha già accolto dieci persone senza dimor. Sei di loro sono ancora ospiti, mentre quattro hanno conquistato autonomia grazie al supporto di On the Road. L’ente che gestisce la struttura in collaborazione con i Comuni dell’Ecad 15 e 16 Metropolitano.

Lavori finanziati con fondi PNRR per una casa accogliente e sostenibile

L’assessore Adelchi Sulpizio, insieme al sindaco Carlo Masci, ha illustrato l’intervento, finanziato con 257mila euro di fondi PNRR su un totale di 710mila. I lavori comprendono rifacimento di solai, pareti e impianti. Una nuova distribuzione degli spazi e l’installazione di infissi. Inoltre la realizzazione di un nuovo bagno e pannelli fotovoltaici sul tetto. In aggiunta, l’impermeabilizzazione della copertura. L’obiettivo è offrire una soluzione abitativa stabile e dignitosa a chi vuole intraprendere un nuovo ciclo di vita lontano dalla strada.

Tre storie di rinascita grazie al progetto Housing First

Il sindaco Masci ha raccontato tre casi di successo che dimostrano chiaramente l’efficacia della rete di sostegno creata dal Comune, dalle associazioni, dalle parrocchie e da On the Road. Gli operatori sociali e i volontari hanno assistito a lungo due cittadini romeni senza dimora a Pescara, offrendo sostegno quotidiano, cure e la possibilità concreta di ricostruire la propria vita. Grazie a questo percorso di aiuto, i due uomini hanno accettato il rimpatrio aereo, scegliendo finalmente di tornare dalle rispettive famiglie pronte ad accoglierli. Uno di loro, un uomo di oltre 60 anni che viveva di elemosina in via Nicola Fabrizi, riceverà le cure necessarie grazie al sostegno amorevole del figlio.

Gli operatori sociali hanno seguito costantemente un altro senza fissa dimora con gravi problemi psichiatrici, offrendo un supporto continuo per aiutarlo a ricostruire la propria vita. Le parrocchie hanno collaborato attivamente al percorso di assistenza, permettendo all’uomo di accettare il rimpatrio e tornare in Romania dalla madre che lo attendeva da tempo.

Infine, Un gruppo di volontari cittadini ha donato una roulotte a un terzo uomo costretto su una sedia a rotelle, sempre accompagnato dal suo fedele cane. Grazie a questo gesto solidale, l’uomo ha finalmente trovato un rifugio sicuro dove trascorrere le notti, evitando di restare esposto ai pericoli della strada. La collaborazione costante tra enti, associazioni e cittadini dimostra chiaramente come il progetto punti attivamente all’inclusione sociale, all’autonomia personale e al ricongiungimento familiare.

In conseguenza di questo approccio innovativo, vengono offerte risposte durature. Soluzioni concrete alle difficoltà quotidiane di chi vive da troppo tempo in condizioni di povertà estrema.

La Redazione de La Dolce Vita
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