Hakan Başar Trio a Pescara: jazz internazionale protagonista al Kabala 2026

Hakan Basar Trio a Pescara, il concerto del 19 febbraio al Kabala

Il Hakan Basar Trio sarà protagonista giovedì 19 febbraio 2026 del secondo appuntamento di febbraio della stagione Kabala di Pescara. La rassegna prosegue nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo con tre musicisti tra i più interessanti della nuova generazione jazzistica.

La stagione 2026 del Kabala continua con il concerto guidato dal pianista turco Hakan Başar, affiancato da Michelangelo Scandroglio al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria. Il trio presenta i brani di “Maiden Voyage”, lavoro pubblicato nel 2025 per Red Records.

Inoltre, al termine del concerto, la serata proseguirà con l’After Kabala. Si tratta di una jam session gratuita al Caffé Letterario, pensata per coinvolgere pubblico e musicisti in un clima informale.

Il concerto si terrà a Pescara, nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo in via delle Caserme 58. Il prossimo appuntamento del Kabala è previsto per giovedì 5 marzo 2026 con il trio guidato dall’organista statunitense Pat Bianchi.

La crescita di un talento internazionale

Hakan Başar Trio a Pescara racconta oggi la crescita di uno dei talenti più promettenti del jazz internazionale. Nato in Turchia nel 2004, ha iniziato a suonare il pianoforte a otto anni con il padre. Successivamente ha sviluppato uno stile personale ispirato ai grandi pianisti della storia del jazz.

Fin da giovanissimo ha partecipato a importanti festival. A soli dieci anni si è esibito al Pera Music Festival e, due anni dopo, all’Istanbul Jazz Festival, ricevendo l’elogio di Chick Corea. Nel 2015 ha registrato le prime tracce in studio. Nel 2019 ha pubblicato “On Top Of The Roof” con Ubuntu Music, aprendo la strada a piattaforme internazionali e al London Jazz Festival.

Più recentemente ha inciso New Hub Art insieme a musicisti leggendari come Jimmy Haslip e Will Kennedy degli Yellow Jackets. Il disco ha ottenuto ottimi commenti dalla critica internazionale.

Maiden Voyage e il linguaggio del Hakan Basar Trio

Il suo ultimo album, “Maiden Voyage”, pubblicato nel 2025 per Red Records insieme a Michelangelo Scandroglio e Bernardo Guerra, rappresenta un viaggio attraverso diverse correnti del jazz. L’opera attraversa Hard Bop e Post Bop, richiami al Blues e al Gospel, fino a sonorità contemporanee e accenti mediorientali.

Il progetto esprime un linguaggio fresco e profondo. Allo stesso tempo racconta l’anima vibrante di un talento giovane e brillante. Nello stile di Başar emergono influenze culturali differenti. Flavio Caprera, nella recensione su Jazz Convention, descrive un approccio caldo e melodico, con forte presenza ritmica e una sensibilità a metà tra Europa e Oriente.

Il pianista affronta così i classici del jazz con energia e inventiva. Intreccia ritmo e melodia in una sintesi personale che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione.

I musicisti del Hakan Basar Trio tra talento e ricerca sonora

Il trio si completa con due musicisti italiani di grande spessore. Michelangelo Scandroglio è un contrabbassista sensibile e creativo, leader di diverse formazioni e vincitore di premi prestigiosi come Tomorrow’s Jazz di Veneto Jazz, Umbria Jazz, Getxo e Riga Jazz. Il suo linguaggio musicale si distingue per intensità e originalità.

Bernardo Guerra, invece, è un batterista raffinato e attivo da anni sulla scena europea. Collabora stabilmente con Stefano Bollani e ha partecipato a festival, teatri e trasmissioni televisive di grande rilievo.

La rassegna Kabala 2026 e i prossimi appuntamenti jazz a Pescara

Le diverse sfaccettature della musica di improvvisazione animano i sei appuntamenti della stagione Kabala 2026. Si parte dal blues con Kenny “Blues Boss” Wayne. Inoltre, la rassegna propone l’incontro tra jazz e flamenco con Daniele Bonaviri, Giuseppe Continenza e Pierpaolo Bisogno.

Non manca l’omaggio alla musica di Pino Daniele con Rita Marcotulli e Israel Varela. Il percorso prosegue con le atmosfere mediorientali del trio di Hakan Başar e con le sonorità dell’organo Hammond del Pat Bianchi Trio.

Infine, il concerto conclusivo guarda alla storia del jazz con “Essentially Ellington and Strayhorn”, progetto del quartetto del contrabbassista Marco Marzola con la presenza speciale del sassofonista Tony Kofi.

La Redazione de La Dolce Vita
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