Giovani e futuro: l’incontro all’IPSSAR De Cecco sulla dipendenza digitale e solitudine

All’Istituto Alberghiero De Cecco si è parlato di Dipendenza digitale e solitudine

L’incontro dedicato a dipendenza digitale e solitudine all’Ipssar De Cecco ha offerto agli studenti un momento di confronto intenso e umano. Durante l’evento, Don Francesco Cristofaro ha invitato i ragazzi a sognare con coraggio e a difendere la propria speranza.

Ha ricordato che nessuno dovrebbe definirli “una nullità”, perché ogni giovane è degno di rispetto. Inoltre, ha spiegato che i social sono una risorsa importante quando usati con equilibrio. Tuttavia, possono trasformarsi in prigioni emotive quando sostituiscono le relazioni autentiche.

Presenti all’incontro la dirigente Alessandra Di Pietro, Antonio Di Giosafat della Libreria San Paolo e Davide De Amicis di Radio Speranza.

Relazioni vere contro dipendenza digitale e solitudine

La dirigente Di Pietro ha sottolineato come dipendenza digitale e solitudine coinvolgano tutti. Siamo spesso connessi, ha spiegato, ma non sempre davvero “in relazione”.

Inoltre, l’eccesso di esposizione online può generare rischi: bullismo, modelli irraggiungibili e comportamenti compulsivi. Le tecnologie restano un valore, ma contano le relazioni autentiche. Per questo la scuola deve proteggere l’umanità fatta di rapporti reali.

Il caso Australia e i rischi dei social

Il direttore di Radio Speranza, Davide De Amicis, ha ricordato un fatto storico legato al tema dipendenza digitale e solitudine. L’Australia ha infatti vietato l’uso dei social ai minori di 16 anni. Entro poche ore verranno disattivati tutti gli account under 16.

Il provvedimento nasce per arginare bullismo e hate speech. De Amicis ha aggiunto che la dipendenza emerge quando i ragazzi trascurano scuola, sport e amicizie per restare online.

La testimonianza di Don Cristofaro: superare la solitudine dei social

Nella parte più toccante dell’incontro dedicato a dipendenza digitale e solitudine, Don Francesco Cristofaro ha raccontato la sua esperienza personale.

Nato con una paresi alle gambe, ha spesso vissuto esclusione e derisione. Gli dicevano: “Tu sei una nullità”. Ha invitato gli studenti a immaginare l’effetto devastante di frasi simili ricevute dal vivo o in chat.

Ha spiegato che molti ragazzi fragili si isolano. Si rifugiano in una stanza o nei social, dove cercano accettazione. Quel mondo, però, spesso illude e poi ferisce. Così, ci si allontana dai genitori e dalla realtà.

Don Cristofaro ha raccontato anche un episodio drammatico della sua adolescenza, quando pensò a un gesto estremo. La fede, però, lo salvò e lo riportò su un percorso di vita.

Attraverso un passo del Vangelo, comprese che le difficoltà non definiscono il valore di una persona. Ha ricordato ai ragazzi che “i giovani sono opere di Dio” e devono proteggersi dalla finzione dei social, dove è facile fingere ricchezza, fama o successo.

Costruire una rete educativa contro dipendenza digitale e solitudine

Il professor Roberto Melchiorre ha evidenziato la necessità di creare una rete tra scuola e famiglia. Secondo lui, solo con una collaborazione costante si può sviluppare una consapevolezza critica verso l’iperconnessione digitale.

Inoltre, ha spiegato che bisogna imparare a riconoscere manipolazioni nascoste e pressioni invisibili, spesso generate da algoritmi potenti e difficili da controllare.

La Redazione de La Dolce Vita
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