Scopri le chiese più antiche dell’Abruzzo: da Moscufo a Sulmona, un itinerario tra fede, arte e borghi storici.
Chiese più antiche Abruzzo: viaggio tra storia e spiritualità
L’Abruzzo conserva alcune delle chiese più antiche d’Italia, veri gioielli di storia e spiritualità. Dai borghi montani alle città d’arte, ogni luogo sacro racconta un percorso millenario fatto di devozione, ricostruzioni e memoria.
Moscufo, Santa Maria del Lago: un’antica eredità pagana
A Moscufo, sorge la Chiesa di Santa Maria del Lago. Anche se non conosciamo con certezza la data della sua costruzione, una fonte del 969 nel Chronicon Casauriense ne attesta l’esistenza già nel X secolo. Il toponimo “lucus” suggerisce la presenza di un antico bosco sacro e un’origine legata a un culto preromano.
Durante l’XI secolo, la chiesa raggiunse il suo massimo splendore. Nelle stesse giornate e orari delle visite, il Museo Civico “Frantoio delle Idee” in Piazza Garibaldi aprirà le porte ai visitatori.
Spoltore, San Panfilo: dalle origini longobarde al Settecento
Nel cuore di Spoltore, la Chiesa di San Panfilo sorge su una struttura del IX secolo, forse eretta sopra un antico tempio pagano. I lavori successivi ampliarono l’edificio, fino a conferirgli l’aspetto monumentale attuale, risalente al Settecento.
Chiese più antiche d’Abruzzo: Sulmona, alla scoperta delle chiese scomparse
Nel centro storico di Sulmona, l’Archeoclub propone un itinerario alla scoperta di antiche chiese scomparse o trasformate nel tempo. Simona Balassone ha illustrato i principali luoghi:
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Sant’Agostino: i monaci costruirono la chiesa nel XIII secolo, ma dopo la soppressione dell’ordine, l’edificio cadde in rovina. Alla fine dell’Ottocento, lo demolirono e riutilizzarono la facciata per la Chiesa di San Filippo Neri. Il portale, con colonne tortili e stemmi angioini, resta uno degli elementi più preziosi.
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San Carlo: gli abitanti iniziarono a costruirla nel primo Settecento. Un bombardamento nel 1943 la danneggiò gravemente e, pochi anni dopo, la trasformarono nella Casa del Mutilato.
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Sant’Ignazio: i fedeli edificarono la chiesa tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. Dopo la soppressione della Congregazione dei Nobili, trasformarono l’edificio in un collegio. Nel 1901 demolirono il complesso per riorganizzare Piazza XX Settembre.
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San Tommaso: già presente nel catasto del 1376, il terremoto del 1706 la distrusse. Oggi, chi passeggia in via Roma può ancora ammirare il portale gotico rimasto intatto.
Loreto Aprutino, la lunga storia della Chiesa di San Pietro Apostolo
Nel 1066, una fonte attestò l’esistenza della Chiesa di San Pietro Apostolo, già attiva e dotata di numerose dipendenze.
Nel 1534, l’abate Giovanni Battista Umbriani promosse una grande ristrutturazione. Tra il 1761 e il 1780, il capomastro Ignazio Melella trasformò l’interno in stile barocco.
Tra il 1838 e il 1845, l’architetto Paolo Campili progettò la cappella di San Zopito, arricchita da una cupola decorata e un altare monumentale.
Dopo i danni della guerra, il Genio Civile di Pescara ricostruì l’abside e le navate tra il 1957 e il 1958. Nel 2003, l’ingegner Antonio Acciavatti curò un intervento che ampliò l’area del presbiterio e riqualificò la cripta. Infine, tra il 2007 e il 2008, l’architetto Franco Feliciani guidò un importante restauro estetico.
Il terremoto del 2009 causò gravi danni. Tuttavia, grazie al progetto “Una chiesa per Natale”, i tecnici Paolini e Zenone realizzarono i consolidamenti strutturali. La chiesa riaprì nel 2010.
L’attuale struttura domina il borgo: presenta una facciata rinascimentale a capanna con portico cinquecentesco, una pianta a tre navate con cappelle affrescate, e una cripta sotto l’altare. Il campanile quadrato in laterizio ospita l’orologio civico e due campane per lato.

San Benedetto in Perillis, il fascino longobardo secondo l’Archeoclub dell’Aquila
Nel borgo di San Benedetto in Perillis, che conta appena 100 abitanti, si trova una delle chiese più antiche dell’Abruzzo. Sorge nella parte più alta del centro murato e testimonia l’esistenza di una potente abbazia benedettina che favorì la diffusione del monachesimo in tutta l’area peligna e aquilana.
Maria Rita Acone, presidente dell’Archeoclub d’Italia – sede de L’Aquila, ha ricordato come l’edificio risalga all’VIII-IX secolo. Secondo la sua ricostruzione, la chiesa sorse in località Perello, e da quel nucleo si sviluppò l’attuale borgo, abitato inizialmente da famiglie longobarde. Nel 1074, il vescovo di Valva Tresmondo la elevò al rango di abbazia.
Acone ha sottolineato anche l’importanza strategica del sito, che collegava le montagne alla costa, rendendo l’abbazia un punto di riferimento religioso e culturale per tutto il territorio. Nel 1973, la Soprintendenza dell’Aquila avviò un restauro che riportò la struttura all’impianto medievale originario. Dopo il sisma del 2009, nuovi lavori di consolidamento hanno permesso la riapertura al culto.
L’attuale facciata si distingue per un raro loggiato pensile con quattro archi, unico in Abruzzo ma comune in Umbria nelle chiese del ducato longobardo di Spoleto. Il portale semplice ospita una croce longobarda scolpita nella pietra.
All’interno, tre navate con elementi romanico-gotici accolgono i visitatori. Gli affreschi, seppur in parte danneggiati, raccontano una lunga storia iconografica. Una preziosa croce d’argento del XIV secolo, realizzata dalla scuola sulmonese, testimonia il livello artistico raggiunto nei secoli. Il soffitto ligneo contribuisce a conservare l’atmosfera antica e solenne.
La Redazione de La Dolce Vita
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