Celiachia e sicurezza alimentare: in Italia crescono diagnosi, tutele e nuove sfide
Celiachia e sicurezza alimentare tornano al centro del dibattito nazionale, mentre in Italia aumentano diagnosi, bisogni sanitari e richieste di tutela. Le persone con celiachia hanno raggiunto quota 265.102, con oltre 13mila nuove diagnosi nel solo 2023.
Tuttavia, il quadro resta ancora incompleto. Secondo le stime, infatti, tra 300mila e 400mila persone potrebbero non avere ancora ricevuto una diagnosi. La patologia interessa circa l’1% della popolazione.
Inoltre, crescono anche allergie alimentari e intolleranza al lattosio. Secondo i dati del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, le allergie alimentari riguardano circa il 3% degli adulti e fino al 5% dei bambini.
In alcuni casi, le reazioni possono arrivare fino allo shock anafilattico. Molto diffusa anche l’intolleranza al lattosio, che nelle aree mediterranee e in Italia interessa tra il 40 e il 50% della popolazione. Le percentuali risultano più alte nelle regioni meridionali.
Per questo, oggi serve una strategia integrata di salute pubblica. L’obiettivo è rafforzare prevenzione, diagnosi precoce, appropriatezza clinica, sicurezza alimentare e uniformità delle prestazioni sul territorio nazionale.
Celiachia e sicurezza alimentare al centro del convegno al Senato
È questo il tema del convegno “Celiachia, intolleranza al lattosio e allergie alimentari: un approccio integrato per la salute pubblica”, che si è tenuto a Roma, a Palazzo Giustiniani, sede del Senato della Repubblica.
L’iniziativa si è svolta in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia, celebrata il 16 maggio. L’evento è stato promosso dall’Intergruppo Parlamentare Celiachia, Allergie Alimentari, Lattosio e Afms, con la partnership editoriale della rivista Italian Health Policy Brief.
La senatrice Elena Murelli, presidente dell’Intergruppo Parlamentare, ha definito l’incontro una necessaria occasione di confronto tra Parlamento, istituzioni sanitarie, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e stakeholder del settore alimentare.
Secondo Murelli, l’obiettivo prioritario consiste nell’approfondire le criticità emergenti e individuare possibili indirizzi di policy. Solo un’azione sinergica può garantire equità di accesso alle cure, sicurezza alimentare e piena inclusione sociale.
Diagnosi in crescita e nuove misure per i pazienti
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inviato un messaggio ai partecipanti. Ha ricordato che celiachia, intolleranza al lattosio e allergie alimentari richiedono oggi un approccio integrato.
Questo approccio deve unire prevenzione, diagnosi, assistenza e sicurezza alimentare. Inoltre, il ministro ha richiamato la Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia 2024, pubblicata poche settimane fa dal ministero.
Nel 2024, in Italia, le persone con celiachia hanno raggiunto quasi quota 280mila. I dati mostrano un aumento delle diagnosi e una ripresa dei percorsi di presa in carico.
Allo stesso tempo, si rafforzano le misure di supporto. Tra queste rientrano l’erogazione degli alimenti senza glutine in esenzione, i pasti senza glutine nelle mense pubbliche e la formazione degli operatori alimentari.
Screening pediatrico e buoni digitali senza glutine
Sul fronte della prevenzione, l’Italia ha approvato una legge che introduce un programma di screening nazionale sulla popolazione pediatrica. Il programma riguarda celiachia e diabete di tipo 1.
Secondo Schillaci, l’Italia è oggi l’unica Nazione ad avere avviato un percorso di questo tipo. In questa direzione si inserisce il progetto pilota realizzato con l’Istituto superiore di sanità, già partito in quattro regioni.
I primi risultati mostrano una partecipazione elevata da parte delle famiglie. Inoltre, offrono indicazioni utili per estendere progressivamente lo screening su tutto il territorio nazionale.
Con l’ultima legge di bilancio, inoltre, è stata introdotta la circolarità dei buoni digitali per l’acquisto di prodotti senza glutine. I pazienti potranno usarli anche fuori dalla regione di residenza.
Questa misura semplifica la quotidianità. Inoltre, rende più uniforme l’accesso alla terapia dietetica.
Sicurezza alimentare, etichette e controlli lungo la filiera
Il ministro ha precisato che l’attenzione del ministero riguarda tutte le reazioni avverse al cibo. Per una persona allergica o intollerante, la sicurezza alimentare rappresenta una condizione necessaria nella vita quotidiana.
Per questo, il ministero lavora per rafforzare controlli e vigilanza lungo la filiera alimentare. Etichette più chiare, informazioni corrette sugli ingredienti e prevenzione delle contaminazioni crociate diventano elementi indispensabili.
Questi strumenti permettono alle persone di vivere con maggiore serenità i momenti di socialità. Inoltre, favoriscono una piena inclusione dentro e fuori casa.
Celiachia e sicurezza alimentare: la prevenzione parte dai più piccoli
A margine del convegno, il senatore Guido Quintino Liris, componente della Commissione Bilancio del Senato, ha parlato di una giornata eccezionale.
Secondo Liris, l’incontro accende i riflettori sulla celiachia e sulle intolleranze, che oggi rappresentano nuove situazioni invalidanti. Spesso riguardano anche l’età adulta, oltre a quella giovanile.
Il senatore ha sottolineato il ruolo della prevenzione primaria. L’Italia deve educare e formare i cittadini fin da piccoli. Inoltre, deve favorire diagnosi precoci, formazione dei medici e informazione dei potenziali pazienti.
L’obiettivo è riconoscere rapidamente i sintomi, trattare i pazienti e gestire le condizioni senza produrre invalidazione sociale.
Legge 130, screening e buoni dematerializzati
Durante il convegno sono stati ricordati alcuni passi avanti nella risposta sanitaria. Tra questi, emerge il valore della Legge 130 del 2023.
La norma ha introdotto in Italia un programma sperimentale nazionale di screening pediatrico per diabete di tipo 1 e celiachia nella popolazione infantile. Si tratta di una misura innovativa, pensata per favorire diagnosi precoci.
Inoltre, l’articolo 77 della Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti semplificazioni. La dematerializzazione dei buoni per i prodotti senza glutine consente anche la loro piena circolarità nazionale.
Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi Medici, del Farmaco e delle Politiche in favore del Ssn, ha definito questa attuazione un passaggio fondamentale.
Secondo Mennini, digitalizzazione e interoperabilità degli strumenti consentiranno di superare le disomogeneità territoriali. Inoltre, miglioreranno concretamente l’accesso ai benefici in tutto il Paese.
Informazione corretta e trasparenza per i consumatori
Le disposizioni dell’articolo 77 hanno raccolto numerosi commenti positivi. Molti interventi hanno riconosciuto il dialogo costruttivo tra Parlamento e Governo.
Tuttavia, resta ancora molto da fare. Le risposte sanitarie sulla sicurezza alimentare devono migliorare lungo tre direttrici: sensibilizzazione, semplificazione organizzativa e informazione.
Su questo punto è intervenuto Ugo Della Marta, direttore della Direzione generale dell’igiene e della sicurezza alimentare del ministero della Salute.
Secondo Della Marta, un’etichettatura chiara, completa e scientificamente corretta rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione. Infatti, permette ai cittadini di compiere scelte consapevoli e sicure.
La Direzione partecipa ai lavori europei di armonizzazione dell’etichettatura precauzionale sugli allergeni. Questo percorso risulta decisivo per rafforzare la credibilità dell’informazione, soprattutto per chi segue una dieta rigorosa.
Diagnosi pediatrica: il ruolo delle nuove linee guida
Nutrizione, psicologia e lavoro di squadra
Secondo Di Nardo, il lavoro di gruppo resta fondamentale anche nel percorso legato a celiachia e sicurezza alimentare. Nutrizionisti e psicologi possono aiutare le famiglie a gestire meglio la dieta e la quotidianità.
I nutrizionisti ottimizzano non solo l’assenza di glutine, ma anche la qualità complessiva dell’alimentazione. Inoltre, possono rendere la dieta più confortevole.
Gli psicologi, invece, aiutano a individuare situazioni familiari su cui intervenire. Questo supporto rende il percorso di cura più completo.
Le voci delle associazioni dei pazienti
Una priorità strutturale di salute pubblica
Dai numerosi interventi è emerso un punto comune. La gestione delle patologie correlate all’alimentazione deve diventare una priorità strutturale di salute pubblica.
Queste condizioni incidono sulla qualità della vita dei cittadini. Inoltre, pesano sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Per questo, istituzioni, comunità scientifica e stakeholder devono proseguire lungo un percorso condiviso su celiachia e sicurezza alimentare. Solo così le innovazioni normative e organizzative potranno produrre benefici concreti, omogenei e duraturi.
In questo scenario cresce l’interesse per l’iter parlamentare del Disegno di Legge 623. Il provvedimento riguarda la protezione dei soggetti malati di celiachia e le disposizioni per prevenzione e informazione.
La prima firmataria è la senatrice Murelli. Il disegno di legge potrebbe trasformare la gestione della celiachia, favorendo un approccio più inclusivo, digitale e semplificato.
Inoltre, ridurrebbe gli ostacoli burocratici per i pazienti. Sarebbe quindi un passo ulteriore verso una sanità più vicina alle persone.

