Carlin Petrini in Abruzzo, il ricordo di Raffaele Cavallo
Carlin Petrini in Abruzzo ha lasciato un segno profondo, fatto di incontri, amicizie, idee e battaglie culturali. Raffaele Cavallo, presidente onorario di Slow Food Abruzzo, lo ricorda con parole intense e personali.
Carlin Petrini in Abruzzo: venticinque anni di incontri
Isolare tanti ricordi, dopo una frequentazione durata venticinque anni, non è semplice. Tuttavia, Raffaele Cavallo sceglie tre momenti simbolici.
Il primo risale al 2000, durante un Consiglio nazionale Slow Food a Bologna. Cavallo muoveva allora i primi passi nell’associazione. In quell’occasione ascoltò Carlin Petrini delineare, con intuizione geniale, il progetto dei Presìdi Slow Food. Quel progetto vide poi la luce nello stesso anno al Salone del Gusto.
Il secondo ricordo arriva dal 2007, durante un Consiglio nazionale svolto a Vasto. In quell’occasione Petrini rimproverò simpaticamente Cavallo per non averlo portato a cena su un trabocco.
Infine, c’è un ricordo più recente. Nel febbraio 2025, in Piemonte, Cavallo incontrò di nuovo Petrini con amici comuni. Carlin era appena tornato da Londra, ospite di Carlo d’Inghilterra. Con il suo tono divertito, raccontò una serata memorabile trascorsa con il re.
Gli incontri di Carlin Petrini in Abruzzo
Carlin Petrini tornò in Abruzzo in diverse occasioni. Nel 2007 partecipò al Consiglio nazionale ospitato a Vasto. Nel 2010 fu al Teatro Civitella di Chieti.
Due anni dopo arrivò a Castel di Sangro per l’incontro “Antichi mestieri, nuove opportunità”. In quell’occasione ricordò il valore dell’artigianato, dell’agricoltura e del saper fare.
Secondo Petrini, in una società segnata da politiche liberiste, quelle conoscenze rappresentavano strumenti preziosi. Inoltre, offrivano una prospettiva nuova per il lavoro, la cultura e la collettività.
Nel 2013 partecipò a un’altra serata memorabile a Ortona, dedicata al tema “cibo e libertà”. Nel 2016, insieme a Don Luigi Ciotti, fu tra i protagonisti a L’Aquila del Festival della Partecipazione.
L’anno successivo tornò ancora in Abruzzo, a Bisenti. Lì incontrò i produttori colpiti dal terremoto del Centro Italia del 2016-2017.
I legami con produttori, cuochi e famiglie abruzzesi
Il rapporto tra Carlin Petrini e l’Abruzzo non si limitò agli eventi ufficiali. Al contrario, nacque da relazioni profonde con produttori, fiduciari e protagonisti del territorio.
Raffaele Cavallo ricorda il legame con la famiglia Valentini. Prima con Edoardo, conosciuto nel 1986, poi con il figlio Francesco.
Inoltre, Petrini coltivò un rapporto importante con Gianni Masciarelli. Masciarelli fu tra i primi a sostenere l’Agenzia di Pollenzo e le attività dell’Università di Scienze Gastronomiche.
Più recentemente, Carlin Petrini costruì amicizie solide anche con i grandi cuochi abruzzesi. Tra questi, Niko Romito, che incoraggiò molto quando lo chef tre stelle Michelin decise di avviare la sua Scuola di alta formazione gastronomica.
Villa Maiella e l’amicizia con Peppino Tinari
Un legame fraterno unì Petrini anche a Peppino Tinari, alla moglie Angela e ai loro figli. Ogni volta che passava per Villa Maiella, ricordava di sentirsi bene come a casa.
Tuttavia, il rapporto più forte restò quello con i produttori. Anche per questo, Carlin Petrini in Abruzzo trovò sempre una comunità viva, autentica e pronta al confronto.
Per lui i produttori rappresentavano linfa vitale, esperienza concreta e occasione continua di riflessione. Inoltre, incarnavano il senso più autentico del movimento Slow Food, alimentando idee, confronto e visione.

Un grazie a Carlin, guida e amico
Il ricordo di Raffaele Cavallo si chiude con gratitudine. Carlin Petrini in Abruzzo non è stato soltanto un ospite autorevole. È stato una guida, un amico e un riferimento culturale.
La sua eredità resta nei luoghi visitati, nelle persone incontrate e nei valori condivisi. Soprattutto, resta in quella visione del cibo come cultura, libertà, lavoro e comunità.
Grazie Carlin, per essere stato una guida e un amico.