La Bulgaria adotta l’euro e compie un passaggio storico. Da oggi, infatti, banconote e monete europee sono ufficialmente in circolazione nel Paese. Sofia dice addio al lev dopo oltre un secolo e diventa il 21° Stato membro dell’Eurozona.
Si tratta di un traguardo importante, soprattutto perché la Bulgaria resta il Paese più povero dell’Unione europea. Tuttavia, questo risultato arriva dopo un lungo percorso di adesione e viene accolto con entusiasmo dalle istituzioni comunitarie.
Al contrario, tra i cittadini emergono dubbi e preoccupazioni. Molti temono un aumento dei prezzi e un aggravamento dell’instabilità politica che attraversa il Paese.
Bulgaria adotta l’euro: il valore simbolico per l’Europa
Secondo Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, l’ingresso di Sofia rappresenta molto più di un cambiamento monetario.
“L’euro è il simbolo tangibile di ciò che l’Europa può realizzare quando lavora insieme. Inoltre, rappresenta la forza collettiva con cui affrontiamo l’incertezza geopolitica globale”.
Lagarde ha rivolto un caloroso benvenuto alla Bulgaria nella “famiglia dell’euro” e al governatore Radev nel Consiglio direttivo della BCE, a Francoforte.
L’Eurozona a 21 Paesi: entra la Bulgaria nell’Eurosistema
Con l’ingresso nell’area euro, la banca centrale della Bulgaria entra ufficialmente a far parte dell’Eurosistema. Di conseguenza, il governatore bulgaro ottiene un seggio nel Consiglio direttivo della BCE.
Per celebrare questo momento storico, la BCE proietterà fino all’11 gennaio sulla facciata della sede di Francoforte un’installazione luminosa. L’opera simboleggia l’integrazione e l’unità dei 358 milioni di europei che utilizzano l’euro.
Bulgaria adotta l’euro: le parole della Commissione UE
Anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha sottolineato l’importanza di questo passaggio.
“Questo traguardo è il frutto di anni di duro lavoro. Inoltre, significa pagamenti più semplici, viaggi più facili e nuove opportunità per le imprese bulgare”.
Sulla stessa linea Valdis Dombrovskis, commissario europeo all’Economia. Per lui, infatti, l’adozione dell’euro segna la fine di un percorso impegnativo e l’inizio di un nuovo capitolo ricco di opportunità.
I dubbi dei cittadini: l’euro divide la Bulgaria
Nonostante l’ingresso nell’Eurozona, il consenso interno resta fragile. Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro, il 49% dei bulgari si dichiara contrario.
Il timore principale riguarda l’aumento dei prezzi. Inoltre, pesa il ricordo dell’iperinflazione degli anni ’90. Proprio per questo, la Bulgaria aveva ancorato prima il lev al marco tedesco e poi all’euro, diventando di fatto dipendente dalla BCE.
Membro dell’Unione europea dal 2007, il Paese era nella cosiddetta “sala d’attesa” della moneta unica dal 2020.
Vigilanza bancaria e nuovi assetti
Con l’adozione dell’euro, la Banca nazionale di Bulgaria entra a pieno titolo nel Meccanismo di vigilanza unico. Un accordo di cooperazione stretta era già attivo dal 2020.
Oggi, la BCE vigila direttamente su quattro enti significativi e supervisiona diciassette enti meno significativi nel Paese. Inoltre, un rappresentante bulgaro siede nel Consiglio di vigilanza della BCE.
La banca centrale bulgara ha versato la quota residua del capitale BCE e ha trasferito il proprio contributo alle riserve ufficiali.
Mercati, riserve e sistemi TARGET dell’Eurosistema
Dal 1° gennaio 2026, le controparti bulgare dell’Eurosistema partecipano alle operazioni di mercato aperto della BCE. A breve verranno pubblicati gli elenchi degli enti soggetti alla riserva obbligatoria.
Inoltre, il mercato bulgaro aderisce ai servizi TARGET dell’Eurosistema. Si tratta di:
- T2 per i pagamenti
- T2S per i titoli
- TIPS per i pagamenti istantanei
- ECMS per la gestione delle garanzie
La migrazione delle controparti è avvenuta senza criticità. Tutti i servizi risultano ora pienamente operativi. Da oggi, infine, per la Bulgaria che adotta l’euro, entra in vigore il nuovo sistema di rotazione dei diritti di voto nel Consiglio direttivo della BCE.