Una direzione precisa e l’imprevedibilità: Andrea Pierantoni e il Lanciano Calcio
Andrea Pierantoni e il Lanciano calcio, una storia di passione e coraggio che parla di crescita, ambizione e voglia di spiccare il volo. Ai bivi della vita ci arrivi sempre senza conoscere una direzione precisa, ma l’imprevedibilità è uno scenario fantastico. Soprattutto per chi, come lui, ha dimostrato di saper bruciare le tappe con determinazione e talento. Nonostante la giovane età, Andrea Pierantoni oggi è alla guida di una squadra ambiziosa come il Lanciano. Ed ha già alle spalle esperienze importanti in C con Sambenedettese e Mantova. Il tecnico si sofferma sul momento della sua squadra, tornando sulle sue esperienze passate.
Grandi firme
Pierantoni è alla guida di una vera e propria corazzata. Gli ultimi acquisti sono stati quelli di Federico Barlafante e Nicola Santirocco, arrivati nelle ultime settimane. E che sono già andati in gol nel match contro il Penne. Si vanno ad aggiungere ad una rosa molto competitiva che annovera gente del calibro di Cristiano Verna, Karkalis e tanti altri elementi di categoria superiore. Del resto quella rossonera è una società ben strutturata, capitanata dal presidente Carlini e che annovera figure del calibro di Luca Leone e Franco Di Battista. Dopo un avvio di stagione molto altalenante, la società rossonera ha scelto Pierantoni per la risalita. E sono arrivate tre vittorie in cinque partite per lui fino ad adesso sulla panchina rossonera.
Andrea Pierantoni al fianco di Montero… poi il Lanciano calcio
35 anni e già esperienze importanti alle spalle. Andrea Pierantoni è un tecnico emergente che è in possesso del patentino Uefa A. Tra l’altro lui è un frentano di nascita, visto che vive ad Orsogna. Nello scorso campionato venne esonerato a metà stagione, quando con l’Angolana era a soli due punti dal primo posto e dopo aver guidato la classifica del campionato di Eccellenza per ben 16 partite. Quest’anno è arrivata la grande occasione di Lanciano. Prima ancora per lui c’era stata la serie C. Nella stagione 2020-2021 come vice di Paolo Montero alla Sambenedettese. Dopo aver fatto esperienza precedentemente nel settore giovanile della società rossoblù. La stagione successiva nel Mantova sempre come secondo di Maurizio Lauro, con Alessandro Battisti direttore sportivo. Adesso per lui un’altra grande piazza. Sfida accettata.
La vittoria contro il Penne vi ha proiettato in classifica a ridosso delle prime. Cosa manca ancora al tuo Lanciano per completare la risalita?
«La continuità. Nel senso che in questo momento siamo all’inizio di un percorso. Un percorso che oggi ci trova a dover rincorrere. Per essere una grande squadra dobbiamo avere continuità. Tenendo conto che la strada è ancora lunga e che da adesso ogni partita sarà più difficile dell’altra».
La società ti ha regalato due giocatori che sono un lusso per la categoria come Barlafante e Santirocco…
«Sono due giocatori molto importanti. La società ha fatto un grande sforzo, aumentando la qualità della rosa. Se ha fatto questi due interventi è proprio perché è una società che ha un progetto importante. Federico (Barlafante, ndr) è l’ultimo arrivato ed è un giocatore forte, di altre categorie. Nicola (Santirocco, ndr) lo scorso anno era con me (all’Angolana, ndr). Lui può ambire anche a fare di più ed è uno degli attaccanti più forti della categoria».
Del resto quella rossonera è una società che non ha mai nascosto le proprie ambizioni, tra l’altro composta da lancianesi. E questo non è poco. Tu che ambiente hai trovato?
«La nostra è una società ben strutturata e sta facendo i giusti passi per programmare un futuro. Una società dove si può lavorare in maniera professionistica. Qui ci sono persone come Luca Leone. È una società che ci mette a disposizione tutto per lavorare. Ha l’ambizione di fare un campionato di vertice e recitare un ruolo da protagonista».
Qual è l’avversario da battere per vincere questo campionato?
«In questo momento la Santegidiese è la squadra più attrezzata, ma va dato merito anche alla Fucense Trasacco. Se stai su non è più una sorpresa, ma vuol dire lavorare bene. Io inserirei anche il Mosciano, squadra ben allenata e organizzata. Ha giocatori importanti come Massa, Braghini e Bruni. La Bacigalupo Vasto Marina la metto più in basso, adesso sta attraversando una fase di flessione. Anche dall’esterno avevo avuto l’impressione che questo sarebbe stato un campionato duro. Quest’anno le squadre hanno strutturato rose importanti. Sono tutte partite difficili. C’è un livello alto anche in squadre che lottano per la salvezza, noi lo abbiamo visto con Pontevomano e Penne».
Nel recente passato di Andrea Pierantoni esperienze importanti in serie C. Una di queste nella Sambenedettese al fianco di un certo Paolo Montero. Quanto ti ha fatto crescere un’esperienza simile?
«Mi ha fatto crescere tantissimo per la persona che ho avuto affianco, perché è un grande uomo prima ancora che un grande tecnico. Mi ha aperto la mente, mi ha portato ad osservare ogni dettaglio. Poi mi ha sempre sostenuto e si è fidato di me. Mi ha insegnato l’umiltà, il non lasciare nulla al caso e la gestione dello spogliatoio».
Sempre in serie C sei stato il secondo di Maurizio Lauro a Mantova con Alessandro Battisti ds. Due figure a cui sei rimasto molto legato…
«Sì, con Maurizio si è creato un rapporto di amicizia. Siamo stati entrambi in lizza per la panchina del Giulianova. Poi tra di noi è finita con una chiamata (ride, ndr). Maurizio è una persona squisita. Il Direttore (Alessandro Battisti, ndr) a Mantova non mi ha mai fatto mancare niente e mi ha sempre supportato. Negli anni ci siamo sempre sentiti e mi ha dato consigli preziosi. Lo ringrazio per questo».
Sabato prossimo nell’anticipo vi aspetta un confronto con un’altra pretendente come il Mosciano. Andrea Pierantoni, che Lanciano Calcio vedremo?
«Il Lanciano deve andare in campo per cercare di fare la partita nel modo migliore e con le proprie caratteristiche. Rispettando l’avversario e cercando di ottenere la vittoria».
6-11-2025 Daniele Rossi