Largo Valentino Di Bartolomeo è stato inaugurato a Pescara per ricordare l’ex comandante della Polizia penitenziaria di Pescara e Chieti, scomparso nel 2021 all’età di 65 anni.
Lo spazio, intitolato “Commissario Cavaliere Valentino Di Bartolomeo”, si trova davanti all’ex Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, a pochi passi dal carcere.
Originario di Santo Stefano, in provincia di Campobasso, Di Bartolomeo è stato anche presidente dell’Associazione nazionale di Polizia penitenziaria – sezione Emilio Alessandrini di Pescara – e segretario di Assoarma.

Largo Valentino Di Bartolomeo, il ricordo delle istituzioni
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Pescara Carlo Masci, gli assessori Patrizia Martelli e Maria Rita Carota, il presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli.
Erano presenti anche i sindaci di Montesilvano, Spoltore e Fossacesia, Ottavio De Martinis, Chiara Trulli ed Enrico Di Giuseppantonio. Da Campobasso è arrivato il vice sindaco Giose Trivisonno.
Hanno preso parte alla commemorazione anche Marco Alessandrini, ex sindaco di Pescara e figlio di Emilio Alessandrini, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, d’arma ed aggregate e il procuratore Giuseppe Bellelli.

L’omaggio dell’Anppe a Valentino Di Bartolomeo
L’intitolazione del Largo Valentino Di Bartolomeo è stata richiesta al Comune dai rappresentanti dell’Anppe. La Giunta ha poi deliberato il riconoscimento.
Durante la cerimonia, il presidente Antonio Mariano ha ricordato la figura dell’ex comandante. Don Luca e Don Enrico hanno benedetto la targa davanti ai familiari.
Erano presenti la moglie Gabriella, il figlio Livio e l’ex direttore del carcere Franco Pettinelli, oggi delegato del Provveditore regionale.
Mariano ha sottolineato l’ammirazione ancora viva per Di Bartolomeo. Lo ha definito un uomo che “ha dedicato la sua vita al bene degli altri, dando il massimo per i bisognosi”.
Inoltre, ha ricordato il suo rapporto con le istituzioni, la collaborazione con le forze di polizia e l’umanità dimostrata verso la popolazione detenuta.
Valentino Di Bartolomeo tra volontariato e umanità
Nel ricordo dell’Anppe emerge anche il lato più umano di Valentino Di Bartolomeo. Mariano ha parlato di “un padre esemplare, impegnato nel volontariato”.
Ha ricordato anche la compagnia teatrale dell’associazione, nata per portare momenti di svago nei luoghi più difficili ed emarginati, come il carcere.
Questa attenzione al valore umano delle persone ha rappresentato una parte centrale del suo impegno professionale e associativo.
Le parole commosse del figlio Livio
Molto toccante il ricordo del figlio Livio. Ha raccontato l’ironia del padre, la sua capacità di affrontare anche le situazioni più serie con intelligenza e umanità.
“Mio padre ha messo il cappello della Polizia penitenziaria al Papa”, ha ricordato Livio. Ha poi raccontato le lettere ad Andreotti sulle questioni legate al corpo.
In un passaggio particolarmente intenso, ha ricordato quando il padre gli chiese di accompagnare alcuni detenuti in macchina dopo una rappresentazione teatrale. Voleva regalare loro qualche minuto di libertà in più.
Livio ha poi citato l’epitaffio che accompagna il padre: “Chi dà deve dimenticare e chi riceve deve ricordare”.

Da Campobasso a Pescara, una memoria condivisa
Il vice sindaco di Campobasso, Giose Trivisonno, ha portato il saluto della comunità di Santo Stefano.
“Era un papà speciale e una persona che ha saputo interpretare il proprio ruolo con umanità”, ha detto.
Trivisonno ha ricordato l’orgoglio della comunità molisana per Di Bartolomeo. Inoltre, ha sottolineato il valore di una memoria che unisce Pescara e Campobasso.

Masci: “Una targa che lo testimonierà per sempre”
Il sindaco Carlo Masci ha evidenziato il valore pubblico dell’intitolazione.
“Oggi perpetuiamo in eterno Valentino Di Bartolomeo, riconosciamo il ruolo pubblico che ha esercitato e l’eredità che lascia”, ha dichiarato.
Masci ha parlato di serietà, correttezza nel lavoro e impegno nel sociale. Inoltre, ha ricordato la difficoltà del ruolo svolto da Di Bartolomeo, sempre vissuto con spirito umano.
“Ha dato a tutti una speranza, una prospettiva di vita”, ha aggiunto il sindaco. “Questa targa lo testimonierà per sempre”.

Una targa per non dimenticare
Il Largo Valentino Di Bartolomeo diventa così un segno concreto di memoria civile. Non ricorda solo un servitore dello Stato, ma anche un uomo capace di unire istituzioni, famiglia, associazioni e comunità.
A Pescara, il suo nome resterà legato a un luogo simbolico, vicino al carcere e alla storia della Polizia penitenziaria.