Miniere della Maiella a Chieti, la mostra che riporta alla luce la memoria mineraria d’Abruzzo
Le Miniere della Maiella a Chieti tornano protagoniste al Museo Universitario della “d’Annunzio” con una mostra dedicata alla storia del bitume, dell’asfalto e delle comunità minerarie abruzzesi. L’inaugurazione è in programma giovedì 21 maggio 2026, alle ore 18.00, a Chieti.
L’esposizione, intitolata “Miniere della Maiella”, nasce dalla collaborazione tra il Museo Universitario della “d’Annunzio” e il GRAIM, Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella. Inoltre, l’iniziativa valorizza un patrimonio storico ancora poco conosciuto, ma fondamentale per comprendere l’identità industriale dell’Abruzzo.
Miniere della Maiella: inaugurazione al Museo Universitario di Chieti
Alla presentazione interverranno Ruggero D’Anastasio, Direttore del Museo Universitario della “d’Annunzio”, e Laura De Lellis del GRAIM.
Al termine dell’incontro, il pubblico potrà partecipare a una visita guidata alla mostra. L’esposizione resterà visitabile fino al 30 giugno 2026, con ingresso gratuito.
Il percorso allestito nel Museo Universitario presenta fotografie, documenti, oggetti, rilievi cartografici e materiali audiovisivi. Questi elementi restituiscono la memoria del lavoro minerario e raccontano le comunità che hanno vissuto quei luoghi.
La storia industriale delle Miniere della Maiella
La mostra racconta un capitolo importante della storia economica e industriale dell’Abruzzo. Infatti, tra Ottocento e Novecento, il bacino minerario della Maiella rappresentò uno dei più rilevanti giacimenti italiani di asfalto e bitume.
L’area comprendeva diversi Comuni, tra cui Scafa, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice e Abbateggio. Proprio qui, nel 1844, iniziò lo sfruttamento industriale grazie agli imprenditori Silvestro Petrini e Donato Paparella.
Successivamente, compagnie italiane e straniere proseguirono l’attività estrattiva. Dal bitume ricavato nelle miniere si producevano materiali destinati all’impermeabilizzazione e alla pavimentazione stradale.
Tra i prodotti più celebri figurano le mattonelle bituminose della SAMA. Queste vennero utilizzate in numerose stazioni ferroviarie italiane ed estere.
Il lavoro del GRAIM
Dal 2014 il GRAIM conduce un’attività di ricerca storica, antropologica ed esplorativa. L’obiettivo è documentare e preservare la memoria delle miniere della Maiella.
Attraverso archivi, testimonianze orali ed esplorazioni speleologiche, il gruppo ha localizzato circa venti complessi estrattivi. Inoltre, ha catalogato oltre cento ingressi minerari.
Questo lavoro permette di ricostruire luoghi, storie e percorsi umani legati al patrimonio minerario abruzzese. Per questo motivo, la mostra offre uno sguardo prezioso su un mondo spesso dimenticato.
Una mostra per valorizzare memoria e comunità
“Questa mostra – spiega Ruggero D’Anastasio, Direttore del Museo Universitario della “d’Annunzio” – rappresenta un’importante occasione per valorizzare un patrimonio storico e umano straordinario, spesso poco conosciuto, e per restituire memoria al lavoro e alla vita delle comunità minerarie della Maiella”.
Con questa esposizione, il Museo Universitario e il GRAIM riportano al centro della narrazione una pagina significativa dell’Abruzzo. Inoltre, invitano il pubblico a riscoprire un patrimonio fatto di fatica, ricerca, identità e memoria collettiva.