Stefano Sgherri, una carriera nel segno dei colori neroverdi: «Il mio legame con il Chieti dura da quarant’anni»

Dai gol da bomber agli esordi, fino all’esperienza da allenatore: la storia di Stefano Sgherri e il suo legame con il Chieti Calcio.

Stefano Sgherri e il Chieti Calcio: 40 anni di passione

CHIETI – In quello sguardo c’è ancora tutto l’ardore e tutta la grinta di un bomber vero. Stefano Sgherri è un idolo dei tifosi neroverdi. L’ex calciatore si racconta ripercorrendo la sua carriera e dicendo la sua sul Chieti che sta nascendo.

Stefano Sgherri: vice allenatore della Rappresentativa u19 della Lnd

Stefano Sgherri e il Chieti Calcio: Idolo dei tifosi neroverdi

Stefano Sgherri ricopre attualmente il ruolo di vice allenatore della Rappresentativa Under 19 della Lnd. Oltre ad essere collaboratore esterno del Città di Chieti. L’ex bomber vive a Chieti da tempo, ma è originario di Roma. Tra l’altro lui iniziò dal settore giovanile della Lazio, per poi passare alla Roma. Nella formazione giovanile giallorossa ebbe l’opportunità di giocare con giocatori del calibro di Giannini, Desideri e Di Livio. Il passaggio dalla Roma alla Lazio può essere visto come una sorta di sacrilegio. Ma non per chi ha le spalle larghe come lui. Che proprio su quelle spalle più volte si caricò una squadra intera quando vestiva la maglia neroverde. Una casacca che gli è rimasta cucita addosso.

Il Chieti nel destino

Nel 1986 l’approdo nel Chieti del presidente Mancaniello e del direttore Garzelli. L’incontro con i due dirigenti durò appena cinque minuti. Tanto ci mise Stefano Sgherri a dire di sì. Un segno del destino. Nella stagione 1990-1991 Sgherri si laurea capocannoniere in serie C2 con 13 gol e il Chieti vinse anche il campionato. In totale sei stagioni e 51 gol in maglia neroverde. E di recente nel Chieti Sgherri è anche tornato nelle vesti di allenatore nella stagione 2022-2023 come tecnico della juniores e vice di Corrado Cotta in prima squadra. Prima ancora ha operato sempre nel settore giovanile neroverde nella stagione 2018-2029 alla guida dei Pulcini, degli Esordienti e della formazione Under 17.

Stefano Sgherri e il Chieti Calcio: un legame lungo quarant’anni

È inutile dire che con la piazza di Chieti hai un legame particolare. Per i tifosi neroverdi sei sempre stato un idolo…

«Sì, il mio legame con la città e con la squadra dura da quarant’anni. Saranno proprio quaranta il prossimo anno. Anche se ho vestito altre maglie quello che mi lega a questa piazza e a questi tifosi è diverso. Ho trovato subito feeling, in un rapporto che va oltre il calcio. Rispetto al passato adesso c’è più professionalità, prima i rapporti umani erano diversi».

Stefano Sgherri e il Chieti Calcio
Stefano Sgherri, ex giocatore del Chieti

Svelaci qualche retroscena, come sei approdato a Chieti?

«A dire la verità sarei dovuto approdare nella finestra di mercato estivo (era il 1986, ndr). Il compianto allenatore Orazi mi vide giocare una partita di Coppa Italia a Giulianova, io ero nel Barletta. La Roma mi lasciò a Barletta anche la stagione successiva. Ma ad ottobre chiesi di andare a giocare in un’altra squadra. E così arrivai a Chieti. Sia benedetto quel giorno».

Stefano Sgherri e il Chieti Calcio

Era il Chieti del presidente Mancaniello e del direttore Claudio Garzelli. Che società era quella?

«Era una società all’avanguardia. Stiamo parlando di metà anni Ottanta. Aveva tutto per poter fare bene nel professionismo con un’organizzazione di categoria superiore. La squadra venne costruita sui più forti dell’anno prima ed erano stati inseriti Genovasi e De Amicis che avevano già calcato i campi del professionismo. Era una società proiettata al futuro. E Mancaniello si vantava che Berlusconi avesse copiato da lui…»

Stefano Sgherri e il Chieti Calcio
Stefano Sgherri quando vestiva la maglia del Chieti

Per te complessivamente sei stagioni e 51 gol con la maglia del Chieti. E un popolo, quello neroverde, che ti ha sempre dimostrato amore. Ma cosa ha di così speciale questa tifoseria per te?

«Ho avuto la fortuna di entrare nelle grazie dei tifosi perché all’esordio ho fatto gol, feci subito una doppietta. Ma quella era un’Italia e una città diversa. Io vivevo a 360 gradi la città, non eravamo isolati. Mangiavamo in centro a Nino o al Magico Alverman. Ci fermavamo a parlare tra la gente. C’era un contatto quotidiano con tanti ragazzi della nostra età con cui giocavamo a carte al bar Sigismondi».

L’unico rimpianto per te, non essere riuscito a concludere la carriera in maglia neroverde. È quello il tassello mancante della tua carriera?

«Sì, ero tornato nel 1998-1999 con questa idea. Ci salvammo nello spareggio contro il Casarano. Mi aspettavo una riconferma. Ma Pace e Lupo non mi fecero questo regalo. Sarei potuto tornare l’anno dopo con Morganti ma non mi ero lasciato benissimo con Buccilli. Un vanto è aver segnato con il Chieti sia all’esordio che nell’ultima partita che ho disputato».

Stefano Sgherri e il Chieti Calcio. Facesti anche gol in un’amichevole, se di amichevole si può parlare, con il Pescara…

«Era maggio 1987. Le due società erano in ottimi rapporti, vista l’amicizia tra Mancaniello e Scibilia. Che decisero di fare questa amichevole per festeggiare le promozioni di entrambe le formazioni. Ma non fecero i conti con il campanilismo. In campo ci fu massima serenità. Noi vincemmo e fu bellissimo fare gol contro il Pescara. A fine partita i tifosi del Pescara entrarono in campo. Poi negli spogliatoi siamo venuti a conoscenza di tutto quello che è successo. Si ricorda soprattutto il dopo partita e poco del mio gol».

Stava circolando il tuo nome per il settore giovanile della Chieti calcio. Ci sono stati contatti con la società?

«Con onestà ti dico che a metà maggio mi sono incontrato con il ds Alessandro Battisti e c’è stato un primo approccio. Mi era stata chiesta la disponibilità di rientrare a far parte della società con un ruolo non definito. Logicamente la disponibilità è stata data da parte mia perché il Chieti è sempre il Chieti. Però questi discorsi poi non sono andati a buon fine. Ci può stare che la società abbia il diritto di andare su altri profili. Poi non mi sono piaciute però delle voci che ho sentito su di me…».

Il Chieti ha scelto un allenatore emergente come Francesco Del Zotti per la panchina. Secondo te è l’uomo giusto?

«Francesco Del Zotti è un allenatore giovane ma con le idee chiare. Gioca un calcio molto propositivo che potrebbe entusiasmare la piazza neroverde. Quest’anno sono state fatte le cose come vanno fatte, questo è già un passo avanti. In precedenza si andava più alla ricerca di nomi altisonanti. Il Chieti si sta muovendo bene, ma dire che si possa vincere il campionato è molto prematuro perché il girone F è molto difficile. Io da tifoso mi auguro che arrivi a dama e che Francesco Del Zotti possa riportare l’entusiasmo a questa piazza».

Cosa c’è nell’immediato futuro di Stefano Sgherri?

«Nell’immediato futuro c’è la conferma dello staff tecnico della Rappresentativa Lnd. Questo vuol dire che l’anno passato abbiamo lavorato bene, portando all’attenzione di società professionistiche 5-6 ragazzi. Io ho scelto Chieti come città dove vivere e auguro di poter dare qualcosa a questa città in termini sportivi. Collaboro già con il Città di Chieti, con cui stiamo cercando di costruire un settore giovanile che porti tanti ragazzi in prima squadra».

17-07-2025 Daniele Rossi

La Redazione de La Dolce Vita
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