Infrastrutture della Fondovalle Sangro: il nodo dello sviluppo abruzzese
Le infrastrutture della Fondovalle Sangro rappresentano un passaggio decisivo per la crescita dell’Abruzzo. Lo sottolinea il presidente Antonio Di Marco, intervenendo sul futuro di una delle arterie più strategiche della regione.
Le infrastrutture, infatti, non sono semplici annunci. Sono investimenti, lavoro e futuro. Inoltre, garantiscono crescita, occupazione e mobilità più sicura per il territorio.
In particolare, la Fondovalle Sangro ha un valore essenziale. Collega Tirreno e Adriatico e risponde alle esigenze della trasportistica della Val di Sangro, cuore produttivo dell’Abruzzo.
I fondi per le infrastrutture della Fondovalle Sangro
Di Marco ricorda il ruolo del governo regionale guidato da Luciano D’Alfonso. In quella fase, secondo quanto dichiarato, furono individuati, reperiti, stanziati e resi disponibili 190,4 milioni di euro.
Quelle risorse permisero l’avvio dei lavori di miglioramento, riqualificazione e completamento dell’opera.
Le carte, spiega Di Marco, indicano la provenienza reale della somma:
- 78 milioni dal Masterplan Abruzzo;
- 62 milioni dallo Sblocca Italia 2014;
- 30 milioni dalla Legge di Stabilità 2013;
- 20,4 milioni dalla Legge 388/2000.
Il finanziamento garantì la copertura del lotto Gamberale–Quadri/Civitaluparella della SS652. Inoltre, permise di approvare il progetto definitivo, bandire la gara, aggiudicare l’appalto e aprire il cantiere nel 2018.
Dalla galleria allo stop del 2022
I lavori portarono allo scavo di circa 700 metri di galleria sul lato Gamberale. Inoltre, avanzarono per oltre 400 metri sul lato Quadri.
Nel 2022, però, il cantiere si fermò. Durante i lavori emerse una sacca profonda di metano. Di conseguenza, aumentarono i costi e si rese necessaria una nuova programmazione delle misure di sicurezza.
Secondo Di Marco, da allora sono passati 1.461 giorni. Per questo motivo, l’esponente politico invita alla prudenza davanti agli annunci sui nuovi 248 milioni di euro.
Infrastrutture della Fondovalle Sangro e nuovi 248 milioni
Di Marco osserva che l’attuale giunta regionale avrebbe annunciato 248 milioni di euro per completare l’opera. Tuttavia, secondo il presidente, quei fondi devono essere verificati con atti concreti.
Il mondo produttivo, industriale, economico, residenziale, sanitario, sociale e scolastico dell’area attende risposte. Infatti, la Val di Sangro deve poter vedere e toccare con mano la reale esistenza delle risorse.
Per questo, Di Marco chiede chiarezza sulle fonti di finanziamento. Inoltre, sollecita tempi certi e un quadro economico preciso.
Sicurezza, frane e traffico pesante sulla Fondovalle Sangro
Negli ultimi quattro anni, diverse criticità legate alle infrastrutture della Fondovalle Sangro si sono aggravate. Tra queste figurano dissesto idrogeologico, frane, smottamenti e cedimenti strutturali, soprattutto nella zona di Gamberale.
Inoltre, alcuni tratti stradali presentano problemi di sicurezza. Le carreggiate non hanno sempre una buona uniformità. La scarsa visibilità, poi, aumenta il rischio di incidenti.
Il traffico intenso dei mezzi pesanti rende la situazione ancora più delicata. Le criticità riguardano soprattutto le aree di Atessa, Mozzagrogna e il viadotto Barche.
Una strada sottodimensionata per la Val di Sangro
Con la crescita del polo industriale della Val di Sangro, la strada ha dovuto sostenere volumi di traffico superiori a quelli previsti in origine.
Il passaggio continuo di tir, bisarche e mezzi logistici ha causato usura accelerata, maggiore rischio di incidenti e manutenzioni continue.
Per questo, diversi amministratori locali definiscono la Fondovalle “sottodimensionata” rispetto all’importanza economica che oggi riveste per l’Abruzzo.
Le domande di Antonio Di Marco alla Regione
Per evitare dispersioni e garantire trasparenza sulle infrastrutture della Fondovalle Sangro, Di Marco pone alcune domande precise alla Regione.
In particolare, chiede:
- quali siano le fonti di finanziamento dei 248 milioni annunciati;
- quale sia il quadro economico programmato;
- per quali opere verrà impiegata la somma;
- quali tempi di spesa siano previsti;
- quali vantaggi immediati arriveranno per l’area.
Secondo Di Marco, i finanziamenti non possono restare soltanto annunci. Devono indicare modalità, tempi e previsioni concrete.
Infrastrutture della Fondovalle Sangro, serve chiarezza istituzionale
Le infrastrutture della Fondovalle Sangro restano centrali per il futuro della Val di Sangro e dell’intero Abruzzo. Tuttavia, secondo Di Marco, servono atti verificabili.
Se a metà 2026 vengono annunciati 248 milioni, quella somma deve poter essere spesa entro tempi certi. Non può, invece, finire in una programmazione ipotetica tra 2027 e 2028.
La chiarezza, conclude Di Marco, è un dovere istituzionale per chi governa.