Fontana Ettore Spalletti a Pescara: l’opera restaurata torna alla città

La Fontana Ettore Spalletti a Pescara torna a vivere davanti al Palazzo di Giustizia, dopo un importante intervento di restauro. L’opera, inaugurata nuovamente il 28 maggio 2026, rappresenta uno dei simboli più riconoscibili dell’arte contemporanea in città.

Il sindaco Carlo Masci ha parlato di una ferita finalmente risanata. Secondo il primo cittadino, Pescara ha restituito dignità e valore a un’opera identitaria, rimasta per troppo tempo silenziosa.

Fontana Ettore Spalletti a Pescara: un simbolo ritrovato

Alla cerimonia hanno partecipato autorità, rappresentanti istituzionali e numerosi cittadini. La presenza del pubblico ha confermato il valore culturale e simbolico dell’opera.

La fontana non è soltanto un elemento urbano. Infatti, rappresenta un’icona dell’arte contemporanea, capace di attirare l’interesse di studiosi, appassionati e visitatori.

Spalletti la definì “uno specchio d’acqua che ricorda la luce della città”. Oggi quella visione torna al centro dello spazio pubblico pescarese.

Il restauro davanti al Palazzo di Giustizia

Il restauro della Fontana Ettore Spalletti a Pescara ha richiesto un investimento complessivo di oltre 365mila euro. L’intervento è stato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati.

Il Ministero della Giustizia ha contribuito con 135.800 euro. Il Comune di Pescara ha stanziato 100.000 euro. Inoltre, hanno sostenuto il progetto Fondazione Pescarabruzzo, Proger spa, Desma8 srl, ACA spa, Pomilio Blumm srl, Fondazione Banco di Napoli, B.C.C. di Castiglione Messer Raimondo e Pianella, Hiteco spa e B.C.C. Abruzzese Cappelle sul Tavo.

L’opera di Ettore Spalletti tra luce, acqua e colore

Inaugurata nel 2004, dopo un concorso bandito l’anno precedente, la fontana ha una forma ellittica di 15 metri per 9. L’artista la realizzò in granito nero assoluto dello Zimbabwe.

Sulla superficie scorre un sottile velo d’acqua, che tracima da una vasca azzurra. In questo modo, la pietra diventa uno specchio atmosferico. Riflette il cielo, le nuvole e i profili degli edifici circostanti.

“La scelta dei materiali nasce dal desiderio del colore: ho scelto il nero, l’azzurro e la luce”, spiegava Ettore Spalletti.

La forma della vasca richiama “Disegno”, motivo ricorrente dell’artista. In esso convivono le linee fondamentali della geometria: orizzontale, verticale, obliqua e curva. Inoltre, sulla superficie nera emerge una forma in onice rosa, appena decentrata.

Fontana Ettore Spalletti Pescara durante la cerimonia di inaugurazione
La cerimonia di inaugurazione della Fontana restaurata, simbolo d’arte contemporanea e identità urbana.

Masci: “Una giornata storica per Pescara”

“La cultura e l’arte sono fondamentali per la crescita di una città”, ha dichiarato il sindaco Carlo Masci. Per il primo cittadino, opere come questa definiscono l’anima di Pescara e la rendono più riconoscibile, attrattiva e viva.

Masci ha ringraziato il Ministero della Giustizia, il Comune, gli imprenditori e le realtà private che hanno sostenuto il progetto. Inoltre, ha sottolineato il valore del lavoro di squadra.

“Oggi Pescara riabbraccia la sua Fontana e lo fa con orgoglio”, ha concluso Masci. Secondo il sindaco, la città ha restituito dignità e valore a uno dei suoi luoghi simbolo.

Gli interventi e la musica del Colibrì Ensemble

L’evento è stato moderato dal giornalista Luca Telese. Sono intervenuti Luigi Cirillo, presidente del Tribunale di Pescara; Rosalba Natali, dirigente del Tribunale di Pescara; Angelo Mariano Bozza, già presidente del Tribunale di Pescara; Giuseppe Bellelli, procuratore della Repubblica di Pescara; Federico Squartecchia, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati; Danilo Eccher, critico d’arte, e Patrizia Leonelli Spalletti, presidente della Fondazione Ettore Spalletti.

La cerimonia si è conclusa con l’esibizione del quartetto del Colibrì Ensemble Orchestra da Camera di Pescara. Così, arte, istituzioni e musica hanno accompagnato il ritorno di un’opera che appartiene alla memoria e al futuro della città.

La Redazione de La Dolce Vita
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