Sanità Abruzzo nel caos, D’Alfonso attacca: “Marsilio scriva anche al Patriarca”

“Per i conti della sanità abruzzese interpelliamo anche il Patriarca di Costantinopoli” – L’On. Luciano D’Alfonso

Sui conti della sanità abruzzese, l’affondo dell’On. D’Alfonso

Per i conti della sanità abruzzese, la politica del Governatore marsiliese appare come un minestrone di salsa mista, privo degli ingredienti principali: il buon senso e il rispetto dell’intelligenza degli abruzzesi. Quello rivolto al Presidente Mattarella per chiedere addirittura ‘più fondi per la salute in Abruzzo’ è un appello al cielo, perché se l’avesse rivolto alla terra avrebbe scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. A questo punto lo invito caldamente a rivolgere la stessa accorata richiesta al Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, o, meglio ancora, al Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Per chiarire il nodo dei conti della sanità abruzzese, credo sia opportuno ripercorrere le tappe di questa girandola appellante.

Le tappe della polemica

Agosto 2025: il debito della sanità abruzzese

·Agosto 2025: i corridoi della sanità abruzzese cominciano a sussurrare, in maniera sempre più imperativa, del debito che lievita a vista d’occhio. La situazione impone l’adozione di interventi di misura e di rigore, necessari per cominciare il contenimento dei salassi. La giunta marsiliese, anziché pensare alla cura, si preoccupa di defenestrare il ‘medico’ che aveva sottolineato la patologia. Così esce di scena la dirigente Emanuela Grimaldi.

Novembre 2025: i conti della sanità abruzzese al MEF

· 10 Novembre 2025: quella che era una voce, smentita dalla giunta di governo regionale, diventa una certezza. Arrivano infatti le 156 pagine di verbale della riunione congiunta del Tavolo Tecnico al MEF. La riunione riguarda la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza-LEA. Il verbale boccia la gestione della sanità regionale e riporta al centro il tema dei conti della sanità abruzzese.

Una stroncatura su tutta la linea politico-legislativa della Regione Abruzzo. La politica sanitaria degli screening viene bocciata. Stesso giudizio per il piano di rientro delle liste d’attesa. Anche l’organizzazione della rete ospedaliera finisce sotto accusa, per gli inutili doppioni fra nosocomi pubblici e privati accreditati. Il piano di sviluppo degli hospice-cure palliative riceve un giudizio negativo e, di conseguenza, anche l’ADI. Sotto osservazione finisce pure la gestione dell’emergenza-urgenza. La Regione Abruzzo non riesce a rispettare i tempi massimi per nessuno dei codici di maggiore gravità. Così mette a rischio la vita dei pazienti. Infine, viene interrogata anche la funzionalità di alcuni punti nascita, dove scendono i parti, così come quella dei reparti di emodinamica.

Il Governo Meloni ha decretato nero su bianco che “L’Abruzzo è l’unica Regione in piano di rientro (sanitario) in cui si registra una inversione di tendenza in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro”

La richiesta al Governo Meloni

· 25 Novembre 2025: il Presidente marsiliese con la mano sinistra accusa, smentisce, offende quegli esponenti della politica moderata che svelano le carte; con la mano destra comincia a scrivere i suoi accorati appelli alla comprensione delle difficoltà dell’Abruzzo. La prima richiesta di intercessione la rivolge al Governo Meloni per ottenere una deroga all’accantonamento obbligatorio delle somme destinate a coprire il deficit sanitario e ottenendo un bonus da 6milioni di euro, una tachipirina a fronte di un febbrone da cavallo ovvero di un disavanzo sanitario che nel 2024 si è chiuso a oltre 103milioni di euro con la prospettiva di continuare a salire.

Dicembre 2025: il piano di rientro della sanità abruzzese

· 28 dicembre 2025: è arrivata la ‘giustizia’ del Governo Meloni con la legge Salva-Abruzzo che rappresenta il commissariamento graduato della Sanità regionale ridotta a una fetta di groviera, piena di buchi da cui continuano a fuoriuscire risorse. La norma ha imposto il Piano di rientro dal debito che si tradurrà in tagli ai servizi e al personale e tasse per gli abruzzesi

· Dopo cinque mesi di silenzio la primavera risveglia di attacchi epistolari del Presidente marsiliese che ha tentato di spostare l’asse addirittura sul Presidente Mattarella, che nulla ha a che vedere con i conti del Governo e della pubblica amministrazione

Conti sanità abruzzese, la critica agli appelli istituzionali

· Sei mesi fa, quando la giostra del debito ha iniziato a girare vorticosamente, ho proposto il commissariamento della Sanità. Dopo sei mesi mi chiedo quale sia il senso o l’obiettivo del Presidente di una regione che sta trasformando in ‘Abruzzolandia’. Ma veramente il Presidente pensa che gli abruzzesi siano tanto aggirabili e confondibili?

· C’è un luogo che il Governatore frequenta e al quale si può e si deve rivolgere per le proprie istanze: non è il Colle Oppio dei Gabbiani, non è via della Scrofa dei fratelli e delle sorelle d’Italia. Ma è via Della Stamperia, sede della Conferenza Stato-Regioni che lui frequenta con assiduità ed è lì che deve presentare le proprie rivendicazioni e alzare la voce, se ne ha facoltà, competenza e ragione.

Sul deficit sanitario in Abruzzo, il punto politico resta dunque uno: gli abruzzesi meritano chiarezza, non appelli fuori sede.

·Noi abruzzesi non siamo cittadini di Fontamara. Per capire la differenza, il Presidente marsiliese avrebbe potuto approfittare della recente ripubblicazione del romanzo di Silone. L’iniziativa è stata curata dal quotidiano Il Centro.

·Noi abruzzesi non vogliamo prove di ipocrisia. Va bene la Notte dei Serpenti, passi la legge del saltarello. Vanno bene anche le mance di giugno e di dicembre. Ma scrivere a Mattarella colma la misura. Non è previsto da alcun ordinamento, neanche da quello del Paese di Paperopoli.

On. Luciano D’alfonso

La Redazione de La Dolce Vita
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