Nella Valle del Nilo una scoperta italiana: il tempio della V dinastia di Nyuserra
Il tempio della V dinastia di Nyuserra torna alla luce nella Valle del Nilo grazie a una nuova e importante scoperta degli egittologi italiani. Ancora una volta, infatti, uno dei territori più studiati dell’Antico Regno egizio regala una rivelazione inattesa.
La missione archeologica delle Università di Torino e della Università di Napoli L’Orientale ha individuato i resti di una grande struttura cultuale risalente a circa il 2500 a.C. Gli scavi si sono svolti nel sito di Abu Ghurab, uno dei più importanti dell’Antico Regno, situato a circa 15 chilometri a sud del Il Cairo.
Il tempio a valle del faraone Nyuserra
Sotto oltre tre metri di sabbia e fango indurito, gli archeologi hanno portato alla luce il tempio a valle del faraone Nyuserra (2445-2421 a.C.), sesto sovrano della V dinastia.
La struttura, scavata finora solo per metà, si estende già per circa 1.000 metri quadrati.
In origine, inoltre, faceva parte di un vasto complesso cultuale. Durante la V dinastia, infatti, l’Egitto visse una profonda riforma religiosa e architettonica. In questo periodo crebbe il culto del dio sole Ra, che portò alla diffusione dei templi solari.
I templi solari nella V dinastia
I faraoni continuarono a farsi seppellire in piramidi, seppur meno monumentali rispetto a quelle della IV dinastia. Allo stesso tempo, però, costruirono santuari dedicati a Ra e alla sua manifestazione terrena: il sovrano.
Il tempio della V dinastia di Nyuserra si inserisce perfettamente in questo contesto religioso. I templi solari, infatti, erano composti da tre elementi principali:
- un tempio a valle, collegato al Nilo o a un canale artificiale;
- una rampa processionale;
- un santuario superiore.
La struttura del tempio solare di Abu Ghurab
Nel santuario superiore, un cortile aperto ospitava bacini di purificazione, un grande altare per le offerte e la pietra benben, simbolo del sole e della creazione primordiale. Secondo le fonti antiche, sei dei primi sette faraoni della V dinastia fecero costruire un tempio solare. Oggi, tuttavia, se ne conservano soltanto due: quello di Userkaf e quello di Nyuserra. Già nel 2022, però, la missione italiana aveva individuato i resti di un terzo tempio, realizzato in mattoni di fango, sotto la struttura in pietra di Nyuserra.
Dal primo scavo del 1901 alla scoperta attuale
L’area era stata esplorata per la prima volta nel 1901 dall’egittologo Ludwig Borchardt, noto per la scoperta del busto di Nefertiti ad Amarna. All’epoca, tuttavia, l’affioramento delle acque di faglia costrinse gli studiosi ad abbandonare lo scavo.
Oggi, invece, grazie ai cambiamenti climatici, allo spostamento del Nilo verso est e alla costruzione della Diga di Assuan, è stato possibile raggiungere il livello del pavimento originario.
Materiali e architettura monumentale del Tempio della V dinastia Nyuserra
Il pavimento del tempio della V dinastia di Nyuserra è realizzato in calcare bianco di Tura, lo stesso utilizzato per rivestire le piramidi di Giza. La struttura doveva apparire imponente. I muri, rivestiti in granito, raggiungevano almeno 5,5 metri di altezza.
Sono emerse, inoltre, importanti strutture architettoniche:
- un portico d’ingresso con colonne in granito e calcare;
- un corridoio centrale verso la rampa processionale;
- un ingresso secondario con portale in quarzite;
- l’inizio della rampa diretta verso un imbarcadero.
Il calendario religioso più antico conosciuto
Numerosi blocchi decorati riportano il nome di Nyuserra e un elenco di festività religiose.
Le iscrizioni citano celebrazioni dedicate agli dèi Sokar, Min e Ra. Questo insieme di testi rappresenta il più antico calendario religioso mai scoperto. Vengono menzionate centinaia di porzioni di pane, birra e carne distribuite durante le feste. Il dato suggerisce una partecipazione estesa della comunità locale, oltre alla cerchia sacerdotale.
Dal culto alla vita quotidiana
Dopo circa un secolo, il santuario perse la sua funzione originaria. Verso la metà della VI dinastia, infatti, il tempio venne progressivamente occupato dalla popolazione locale.
Le strutture sacre divennero abitazioni e centri artigianali. Durante il Primo Periodo Intermedio (2180-2055 a.C.) sorse un vasto villaggio. La presenza di ceramica locale di scarsa qualità testimonia la vita quotidiana dell’insediamento.
Il gioco della senet e le tracce di comunità nel tempio della V dinastia di Nyuserra
Tra i reperti più curiosi emergono due pedine in legno della senet, antico gioco da tavolo simile al backgammon. Questi oggetti raccontano un uso completamente diverso degli spazi sacri. Il tempio della V dinastia di Nyuserra entrò così nella dimensione quotidiana degli abitanti.
Le prossime campagne di scavo
La prossima campagna di scavo, prevista per la primavera 2026, si preannuncia particolarmente interessante. Gli archeologi indagheranno la metà ancora inesplorata del tempio. Potrebbero emergere un secondo ingresso sul lato sud-est e nuovi ambienti di culto. L’obiettivo più ambizioso resta l’individuazione del paleo-alveo del Nilo o dei suoi canali laterali, forse legati all’approdo delle barche cerimoniali.
Fonte: National Geographic.



